Nuove variazioni di prezzo sul bitcoin? Bill Gates invita a fare attenzione, Square ne compra

Se avete meno soldi di Elon Musk evitate i Bitcoin“: con queste parole Bill Gates, l’informatico a cui dobbiamo Windows e Microsoft fin dalle origini, non sembra entusiasta dell’uso delle criptovalute. Soprattutto come strumento di investimento, è saggio e molto condivisibile la sua posizione di scetticismo, in risposta al fatto che Musk ne abbia comprato un grosso quantitativo in corrispondenza del quale si è verificato un sostanziale aumento del suo valore. Sebbene la posizione di Gates sia corretta – del resto anche noi, sul nostro blog, abbiamo sempre invitato alla prudenza in qualsiasi investimento – resta qualche perplessità residua sulle dichiarazioni di Janet Yellen, economista statunitense che si è espressa scettica su Bitcoin e a favore di un dollaro digitale (che pero’ non sarebbe più una criptovaluta senza inflazione, come abbiamo spiegato in altra sede). La nostra perplessità consiste, in altri termini, sulla validità effettiva di questo termine di paragone (che secondo noi regge fino ad un certo punto), come abbiamo sottolineato parlando dell’euro digitale.

Al tempo stesso, Square (la società di Jack Dorsey) ha ufficialmente annunciato di averne comprato l’equivalente di 170 milioni di dollari in criptovalute BTC; questo aumenta il grado di capitalizzazione, rimpolpando le cifre di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa, portandolo così a oltre 1 miliardo di dollari. Vale il suggerimento di Bill Gates, emblema dell’investitore prudente: se è vero, dice il fondatore di Microsoft, che Musk ha investito in criptovaluta, è chiaro che l’ha fatto su cifre che è disposto a perdere, e che certamente non faranno la differenza per quelle che sono le sue molteplici attività.

Al tempo stesso Musk – di cui abbiamo recentemente dedicato una corposa monografia su Trovalost.it – ha contribuito a determinare l’andamento del mercato, che trattandosi di una criptovaluta tendenzialmente non è prevedibile e potrebbe essere soggetto a cali di valore, anche di natura molto corposa. Se dovesse scendere di molto, ad esempio, è probabile che uno che ci abbia speso dei soldi possa ritrovarsi un giorno senza nulla – motivo per cui conviene sempre tenere fermi ed immobilizzare gli investimenti, anche perchè i classici sstrumenti di analisi del trading potrebbero essere del tutto inadeguati per l’andamento delle cripto in generale.

Come sempre, sarà necessario attendere per vedere come evolverà questo imprevedibile mercato.

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criptovalute

Il valore di Bitcoin è di oltre 887 miliardi di dollari

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nell’ottobre del 2009, 1309 BTC equivalevano ad appena un dollaro. Confermando un trend costantemente crescente che, di fatto, sta incrementando il numero di acquisti e di volume d’affari della criptovaluta “madre” per eccellenza, venerdì scorso il prezzo di Bitcoin è andato oltre i 56.000 dollari, spingendo il valore complessivo di tutti i bitcoin oltre un 1 trilione di dollari. Un valore che arriva a superare quello della capitalizzazione di mercato di un gigante come Facebook, per quanto non sia ancora riuscito a scalzare altri colossi come Alphabet, Amazon ed Apple. Sta di fatto che in circa un anno il valore di bitcoin in dollari (e anche in euro, ovviamente) è praticamente raddoppiato.

Al momento in cui scriviamo, il grafico seguente assume che 1 BTC equivalga a 47.589€, quando a inizio mese valeva circa 26.000€.

Immagine tratta da Google.it

Immagine tratta da Google.it

Molto di questa crescita che è, lo diciamo senza mezzi termini, quasi certamente una potenziale bolla speculativa e che sembra aver avuto un grado di influenza dalle posizioni pro-bitcoin espresse da Elon Musk (che ha pure acquistato 1 milione e passa di dollari in BTC per la Tesla), c’è un problema di cui secondo me non parla quasi nessuno: non tutti i bitcoin sono effettivamente disponibili per l’uso. Questo fa molta differenz anche se potrebbe sembrare un dettaglio tecnologico di poco conto, ed è un fatto noto come gran parte del capitale BTC sia bloccato perchè i proprietari hanno dimenticato la password per sbloccare il wallet, e non c’è modo di recuperarla in questi casi (alcuni hanno assunto team di crittografi e informatici per cercare di risolvere il problema). Per trasferire dei bitcoin, in sostanza, devi conoscere la chiave privata corrispondente: e non solo alcune chiavi sono andate smarrite, ma è anche praticamente impossibile sapere quante di queste chiavi siano smarrite. Ecco perchè abbiamo parlato di bolla speculativa: molti di quei bitcoin sono bloccati per sempre, ed è questo che suggerisce, in qualche modo, che in teoria il loro valore potrebbe continuare a lievitare senza che pero’ sia effettivamente a disposizione al 100% della sua capitalizzazione.

Ad esempio, sappiamo di un uomo che, in UK, afferma di aver buttato via un disco rigido che conteneva le chiavi di 7.500 bitcoin (400 milioni di dollari nella spazzatura, ad oggi). Ha provato anche a chiedere l’autorizzazione a scavare nella discarica per cercarlo, ma la richiesta è stata respinta dalle autorità britanniche. Questo tipo di incidente, che fa sorridere di primo achitto, è una tragica eventualità che si è ripetuta molte volte negli ultimi anni. Ed è aggravata dal fatto che molti dei detentori di quelle chiavi fossero informatici o comunque non esattamente newbie o principianti del settore, proprio perchè il BTC (ed i suoi wallet) si basato su un meccanismo di avanzatissima crittografia, che ne impedisce la “falsificazione” e che purtroppo ha come controindicazione che uno rischi sempre di perdere tutto se dovesse dimenticare o smarrire la chiave privata (leggi la guida su come usare i bitcoin). Al contrario, pare che i fratelli Winklevoss (gli studenti di Harvard che fecero causa al creatore di Facebook, Zuckerberg) abbiano acquistato un grande quantitativo di BTC e lo conservino gelosamente fino ad oggi, comprandoli a 120 dollari l’uno per un valore di mercato che oggi potrebbe ammontare a 100.000 bitcoin.

La più grande scorta di bitcoin al mondo, peraltro, è probabilmente quella di proprietà del creatore di bitcoin, il celebre Satoshi Nakamoto che non sappiamo essere un collettivo o una singola persona. Si stima che nei primi mesi della criptovaluta Nakamoto abbia fatto mining di più di 1 milione di bitcoin. Nakamoto non ha mai rivelato la propria vera identità, ed è scomparso da qualsiasi apparizione pubblica nel 2011; addirittura qualcuno sospetta che sia morto, nel frattempo, e quel milione di bitcoin non si sono più spostati nè sono stati toccati da alcuno fin da allora. Se Nakamoto fosse vivo ed avesse conservato accuratamente le chiavi private, il suo patrimonio netto supererebbe i 50 miliardi di dollari, abbastanza per annoverarlo tra le persone più ricche al mondo. Se esiste questa base di mercato “immobilizzata”, di fatto, è chiaro che – almeno in teoria, e salvo rivelazioni clamorose – il valore di bitcoin non dovrebbe mai scendere (in teoria, s’intende) oltre una certa soglia minima; e questo dovrebbe portarlo a fluttuare ancora molto, nei prossimi anni.  Sempre che, ovviamente, non avvengano rivelazioni di mercato clamorose, tipo l’identità di Nakamoto rivelata o cose del genere… difficile dire cosa succederà, ma la prudenza – per noi piccolo-medi investitori o vituperati holder – è certamente d’obbligo.

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Migliori Carte Prepagate Per Bitcoin

Le carte di debito Bitcoin stanno rivoluzionando l’economia e rappresentano un ulteriore vantaggio delle criptovalute. Le principali carte disponibili sono ad esempio quella di Coinbase, Bitpay, Wirex e Crypto Pay. Le singole caratteristiche variano molto da carta ma appare ottima la possibilità di non dover usare il proprio nome se si rispettano alcuni limiti di spesa.

Le migliori carte di questo tipo

1 ViaBuy
4.8/5 (44)
2 Wirex
4.95/5 (20)

Le criptovalute e, in particolare, la Bitcoin negli ultimi anni è diventata estremamente popolare. Molti negozi, sia fisici, sia online, hanno iniziato a accettare questa valuta virtuale come metodo di pagamento. Tuttavia su questo l’Italia è rimasta indietro rispetto ad altri Paesi. Oggi però con la diffusione delle carte prepagate per Bitcoin le cose stanno cambiando.

Le carte di debito con Bitcoin più diffuse sfruttano il circuito VISA o Mastercard, quindi possono essere usate ovunque in assenza di particolari problemi. Costituiscono il vero tramite tra l’economia virtuale e quella tradizionale. Chi acquista una carta di debito Bitcoin può utilizzarla sia in qualità di forma di pagamento per l’acquisto di altra moneta virtuale sia per pagare in Bitcoin nei negozi che accettano la criptovaluta oggi più diffusa al mondo. Le caratteristiche della carta prepagata Bitcoin sono tuttavia differenti da quelle delle normali carte di debito. Innanzitutto la carta Bitcoin entro certi limiti è anonima. Ciò significa che non superando una certa soglia è possibile fare i propri acquisti in totale anonimato. Chi fornisce le proprie informazioni personali, passaporto o patente di guida, bolletta energetica della casa di residenza e così via, potrà accedere a diversi utilizzi della carta e non avrà quasi nessun limite rigido almeno quanto in termini di massimale di spesa. L’utenta ha poi due opzioni di scelta per la propria carta. Può richiederla reale oppure virtuale, che costerà meno e si potrà utilizzare solamente online. Quanto all’utilizzo della carta di debito Bitcoin non funziona molto diversamente dalle altre carte. La carta ha un indirizzo wallet su cui è possibile ricaricare i Bitcoin che si desiderano. Il trasferimento di Bitcoin avviene in modo immediato sulla carta. Le carte di debito Bitcoin possono essere utilizzate per fare prelievi in contanti da sportelli ATM. Tuttavia, il problema è che le commissioni sono abbastanza alte e quindi non sono affatto allettanti.

 

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Localbitcoins: come funziona la compra-vendita di BTC da privati

Che cos’è Localbitcoins?

LocalBitcoins è uno dei mercati online di bitcoin più famosi al mondo, ed è utile per acquistare e rivendere criptovalute direttamente da altre persone. Le criptovalute sono le monete decentralizzate e prive di banca centrale, gestibili in autonomia senza intermediari, come il famoso BTC (Bitcoin).

Pregi e difetti di Localbitcoins

LocalBItcoins è anche uno dei portali più famosi ed accurati in termini di privacy e di anonimato, per quanto sia importante fare attenzione ad una serie di cose, qualora si decida di farne uso. Non solo infatti le truffe sono dietro l’angolo, ma potrebbe anche essere necessario per motivi di sicurezza esporre vostri dati personali, facendo così venire meno il requisito dell’anonimato del BTC (che quindi, di fatto, smette almeno in parte di esistere).

Perchè usare Localbitcoins

LocalBitcoins è utilizzato soprattutto perchè consente, tra i vari metodi di pagamento di BTC (Neteller, PostePay, bonifico bancario e via dicendo) c’è anche la possibilità di comprare bitcoin con PayPal: effettuando uno scambio tra privati usando questo metodo di pagamento, che presenta alcune caratteristiche precise che è bene specificare (e conoscere molto bene). Prima di andare avanti, quindi, cerchiamo di capire meglio di che cosa stiamo parlando.

Ogni utente che registra e conferma su Localbitcoins (localbitcoins.com) il proprio account avrà a disposizione un wallet gratuito integrato, con il quale potrà inviare, vendere o comprare bitcoin e dal quale poi potrà spostare la somma su un wallet personale, se lo desidera.

Localbitcoins: ok, ma come funziona?

In pratica di tratta di un mercato di criptovalute online, una specie di exchangecome il famoso Coinbase ma con qualche grado di libertà all’utente in più (e qualche commissione in meno da pagare, soprattutto). Un marketplace nel quale è possibile trovare molto velocemente annunci di vendita di bitcoin, acquistarne o rivenderne direttamente.

Il tutto mediante una semplice bacheca di annunci in cui le varie offerte sono mostrare in una tabella ricercabile, per paese del venditore o del compratore, per offerta massima e minima e – cosa molto importante – con delle regole che sono generate individualmente da ogni venditore.

Perchè farne uso? Il vantaggio è che per ogni venditore e per ogni utente del sito c’è una valutazione sull’affidabilità espressa dagli altri, per cui questo rende questo famoso portale, disponibile anche in italiano, simile ad un “Ebay per i bitcoin“. Di fatto è stato il primo modo per scambiarsi bitcoin via internet, prima ancora che uscissero fuori vari (e costosi) servizi di exchange.

Lo svantaggio principale è che bisogna trovare il proprio venditore di fiducia, perchè ognuno pone regole e condizioni più o meno restrittive: se volete comprare 100 € in BTC, ad esempio, il venditore potrebbe chiedervi di pagare la somma in bitcoin sul proprio PayPal e (ad esempio) farvi attendere un paio d’ore prima di inviarvi la somma sul vostro wallet: questo perchè le transazioni con BTC non sono reversibili, mentre quelle di PayPal possono essere annullate. Per questo motivo, per tutelarsi, può essere anche richiesto di inserire il PayPal ID e di caricare una foto nel proprio account, oppure che il nickname che scegliete su Localbitcoins corrisponda alla vostra email PayPal. Dipende dai compratori, insomma, per cui leggete sempre con attenzione le condizioni di vendita.

Come accedere a Localbitcoins

Il sito si trova a questo indirizzo web:

Localbitcoins.com

comporta la possibilità di 1) registrarsi gratuitamente con username, email e password, 2) effettuare vendita (Vendi bitcoin) 3) effettuare acquisto (Compra bitcoin) direttamente da altri utenti.

Come funziona Localbitcoins (in breve)

Quando siete dentro al sito vedrete una tabella in cui ci sono tutti i venditori (ACQUISTO RAPIDO), ed un’altra in cui ci sono tutti i compratori (VENDITA RAPIDA).

Ad esempio di seguito troviamo venditori di vario tipo provenienti dall’Italia.

A fianco di ogni nome utente nella prima colonna da destra trovate una dicitura del genere:

che indica in questo caso più di 3000 transazioni completate con successo in passato, ed il 99% di feedback positivi. Il pallino verde indica il tempo medio per la risposta, che in questo caso è molto veloce (fosse stato arancione sarebbe stato più lento a completare la transazione).

Cliccando sul nome utente vedrete altri dettagli importanti sul venditori, questo ad esempio è un utente spagnolo per cui vediamo che, nello specifico:

  • scambia dai 100 ai 250 BTC;
  • ha effettuato più di 1000 transazioni con 909 persone diverse;
  • ha 99% di feedback;
  • ha effettuato 2 tipi di verifiche di affidabilità con successo;
  • ha un account da 3 anni e due mesi.

L’affidabilità di un certo venditore deve essere valutata da voi, pertanto: non c’è sicurezza che un utente sia davvero onesto, e l’unico modo è quello di provare a comprare una piccola somma e vedere come va. Se non vi fidate, in sostanza, l’unica alternativa è quella di usare un servizio di exchange – che costa di più, certo, ma è anche più sicuro.

Tornando alla schermata principale, fate attenzione a:

  • seconda colonna: indica il metodo di pagamento abilitato da venditore;
  • terza colonna: prezzo / BTC indica quanto pagate i BTC (LocalBItcoins vi mostra i prezzi più bassi prima)
  • Limiti indica quando potete comprare per ogni transazione al minimo e al massimo
  • Compra permette di avviare la transazione, che deve essere accettata nella fase successiva.

Quali dati personali richiede Localbitcoins

Per registrarvi sono richiesti:

  • il vostro nome e cognome reali;
  • una vostra email;
  • una scansione di un documento di identità;
  • un numero di cellulare per validare l’account e proteggerne l’accesso;

Ogni gruppo di dati che decidete di fornire permette di abilitare un “livello” nel sito che vi permette di movimentare più soldi e fare più cose; insomma l’uso base è limitato e permette di scambiare poco, dando solo nominativo ed indirizzo email, per fare le cose più seriamente, diciamo, sono richiesti dati personali.

Localbitcoins è sicuro?

Non esiste una risposta certa al 100% in merito, purtroppo; in genere se ne può fare uso senza intoppi, fermo restando i punti che ribadiamo di seguito.

  1. Non tutti i venditori sono affidabili: assicuratevi di trattare con chi abbia 100% di feedback positivi e non sia stato bloccato da nessun utente (basta cliccare sul nick per saperlo)
  2. Non tutti i venditori dispongono della quantità BTC che volete: ci sono per ognuno limiti di budget minimi e massimi
  3. Ogni venditore impone le proprie regole per l’acquisto, e quando cliccherete su COMPRA nella colonna a destra vedrete di cosa si tratta.

Comprare bitcoin con PayPal

Per comprare BTC con PayPal su LocalBItcoins basta selezionare il metodo di pagamento PayPal e poi andare a scegliere il venditore che vogliamo, leggendo sempre con grande attenzione le condizioni che pone ognuno. Molte volte le istruzioni sono in inglese, quindi è necessario conoscere la lingua per capire e poter rispondere.

Poi in genere bisogna avere i seguenti requisiti:

  • account PayPal registrato da un po’;
  • account PayPal a vostro nome (alcuni possono richiedere che sia lo stesso nome dell’account Localbitcoins);
  • account PayPal preferibilmente privato (alcuni rifiutano gli account aziendali);
  • attesa di un paio d’ore dopo aver effettuato il pagamento e prima di ricevere la somma desiderata in BTC.

Localbitcoins pareri e considerazioni

C’è chi lo considera l’unico metodo per pagare in modo sicuro BTC con qualsiasi sistema di pagamento, visto che lo scambio può avvenire anche direttamente con consegna a mano dei bitcoin e pagamento in contanti (basta selezionare pagamento in contanti ed il paese in cui vi trovate). Altri sottolineano come dipenda molto dall’uso che se ne fa, e come ci si possa trovare nei guai se utilizzato in modo poco prudente: se paghiamo bitcoin con bonifico SEPA, ad esempio, avremo fatto un pagamento tracciabile e sicuro, ma resterà comunque il problema di aver reso tracciabile quella transazione (quindi la privacy sarà violabile).

Le transazioni bitcoin rimangono per sempre nella blockchain, per cui il rischio è che un giorno quell’acquisto o quella vendita possa essere ricondotta al nostro conto corrente – ovviamente si tratta di un rischio teorico, di cui molti pero’ non sono consapevoli.

In generale il rischio più realistico di questo mercato è legato alla provenienza dei bitcoin: se in passato sono stati utilizzati per attività illecite non è dato saperlo, ma potremmo comunque venirne in possesso (ad esempio acquistare bitcoin usati per comprare armi o droga). Del resto, è lo stesso problema che presenta il denaro contante, che passa tipicamente da mano in mano allo stesso modo – con la differenza che coi bitcoin la transazione è tracciabile, non si può più cancellare e potrebbe portare ad un nostro wallet ad esempio, senza che ne sappiamo nulla.

Quindi è importante la massima prudenza: evitate di investire grosse somme, evitate gli utenti con scarse valutazioni e diffidate da qualsiasi trattativa che tenti di aggirare le procedure di pagamento standard del sito.

Il wallet personale di Localbitcoins

Il portafoglio di LocalBitcoins è il tuo deposito personale di criptovaluta: è personalizzato ed è sicuro – qui verranno addebitati i bitcoin che acquisti, volta per volta, oppure che usi per i tuoi scambi. Un vero e proprio portafoglio per le criptovalute, in sostanza.

Come iscriversi

Per iscriversi su Localbitcoin è sufficente fornire questi dati:

  1. nome utente;
  2. username;
  3. password sicura (difficile da indovinare).

Per iscriversi basta cliccare sul link Iscriviti gratuitamente.

Come comprare bitcoin

La procedura avviene mediante i seguenti passi, subito dopo la registrazione:

  1. accesso a Localbitcoins con la username e la password che vi è stata fornita, oppure con l’indirizzo email che avrete confermato mediante link. Non serve installare app aggiuntive o plugin di alcun genere, per fare uso di Localbitcoins.
  2. Se desideri comprare bitcoin da localbitcoins, a questo punto devi andare nella pagina principale del portale e, ad esempio mediante la casella di ricerca, devi riempire il modulo indicando quanti bitcoin hai intenzione di comprare, specificando la tua valuta (EUR ad esempio), la tua zona e il metodo di pagamento che preferiresti. Se su qualche scelta non sei sicuro, lascia quella generica selezionata (ad esempio Tutte le offerte).
  3. Dall’elenco degli annunci che vedrai come risultati, dovrai scegliere il trader o venditore a cui rivolgerti, cioè il venditore di bitcoin: sceglilo con prudenza, in modo che abbia almeno un feedback molto positivo (vicino al 100%) e che abbia fatto molte altre procedure di vendita nel frattempo. Il colore indica la velocità nei tempi di risposta del trader, in particolare (i più veloci rispondono entro 5 minuti, in media). Una volta trovata un’offerta interessante, devi cliccare su Acquista per comprare i bitcoin desiderati. Fai attenzione perchè alcuni trader potrebbero avere dei veri e propri “orari di apertura“, da tenere conto soprattutto per evitare di fare transazioni a metà senza riuscire a concluderle in breve tempo
  4. In questo momento non hai ancora confermato il tuo acquisto, per cui se cambi idea potrai ancora tornare indietro senza spendere nulla. Leggi bene l’annuncio e come richieda il pagamento, prima di accettare la trattativa: una volta accettata sarà irreversibile. Per avviare l’acquisto inserisci come prima cosa, dove richiesto, l’importo che vuoi, poi scrivi un messaggio al venditore se necessario e clicca su Invia richiesta per avviare il tutto. Ricordati che dovrai avere un buon tempismo nel pagare: se non paghi entro i pochi minuti disponibili, la transazione sarà annullata in automatico (ed il venditore avrà un feedback negativo).
  5. A questo punto dovrai pagare come stabilito, ed una volta fatto conferma l’operazione con il bottone Ho pagato. Questo invierà una notifica al venditore, ed una volta che avrà ricevuto il denaro dovrà sbloccarti i bitcoin che ritroverai, finalmente, nel tuo wallet (portafoglio LocalBitcoins).
  6. Hai fatto, congratulazioni 🙂
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Farsi pagare in bitcoin – Come ricevere soldi sul tuo sito (guida ai payment gateway)

Introduzione

Molti siti di ecommerce si scontrano con la difficoltà di dover inserire un metodo di pagamento nel proprio sito. Come risolvere questo problema? Cercheremo di chiarire ogni aspetto all’interno di questo post. Se hai un’attività commerciale online ricevere un pagamento sarà certamente una delle tue priorità: difficilmente, infatti, gli e-commerce sono automaticamente attrezzati in tal senso. Molti siti di vendita online, del resto, se non possiedono personale skillato in ambito IT si scontrano con la difficoltà di inserire un metodo di pagamento nel proprio sito. Come risolvere questo problema? Lo vedremo subito in questo nuovo articolo di pagare.online.

I vari tipi di e-business diffusi in rete, dalla vendita di prodotti a quella di servizi, sono attività di natura commerciale legate al web ed a internet più in generale, che necessitano di un software atto a processare le richieste di pagamento. Chiunque voglia mettere a disposizione la propria idea di business online avrà bisogno di un metodo sicuro ed affidabile per gestire gli eventuali pagamenti che saranno richiesti, e questo comporta sia delle scelte in ambito tecnologico (ad esempio, certificati SSL e PHP 7.1) che altre scelte legate alle necessità, alla facilità d’uso ed alle aspettative dei futuri clienti. In questo settore, pertanto, esiste una scelta molto vasta, ed il più delle volte è necessario operarne una senza sapere troppo, effettivamente, su dove andremo a parare.

La prima specifica da fare riguarda la stessa idea di pagamento via “carta di credito“: la carta di credito che si usa online, in molti casi, per ragioni di privacy o di sicurezza non è altro che una carta di debito o carta prepagata. In genere infatti si tratta di carte come la PostePay, su circuito VISA, che vengono caricate all’occorrenza e la cui disponibilità non può andare oltre quello che è stato caricato sul momento. Questo è importante da sapere sia per conoscenza personale sia per dare la corretta dimensione del pagamento che farà il vostro cliente, soprattutto nel caso in cui sia richiesto un pagamento ricorrente per i servizi che gli offrite (ad esempio il canone di abbonamento a Netflix). Chiarito questo aspetto, andiamo a vedere come si possa gestire in modo opportuno un gateway di pagamento, e soprattutto su come si debba integrarlo in modo corretto nel vostro sito web.

Il settore del “Credit Card Processing“, ovvero della gestione dei pagamenti mediante carte di credito, è molto variegato e ricco di opzioni: si tratta di un mercato che offre numerose opportunità. La parola payment gateway significa “portale di pagamento”, e va intesa in questo contesto come un tramite attraverso cui i venditori possano ricevere pagamenti dai clienti interessati ai loro prodotti o servizi.

Introduzione ai gateway di pagamento

Le varie tipologie di business online, che a volte chiamiamo e-business, sono attività di natura commerciale legate al web ed a internet più in generale. Chiunque voglia mettere a disposizione la propria idea di business online avrà bisogno di un metodo sicuro ed affidabile per gestire gli eventuali pagamenti che saranno richiesti, anche in dipendenza del settore, della sensibilità degli operatori alla tecnologia e dell’attitudine dei clienti a comprare in rete.

Il settore del “Credit Card Processing“, ovvero della gestione dei pagamenti mediante carte di credito, è molto variegato e ricco di opzioni: si tratta di un mercato che offre numerose opportunità. L’imbarazzo della scelta regna sovrano soprattutto, poi, nel caso in cui si facciano partire progetti che non si sa precisamente dove andranno a parare, e sui quali è necessario corazzarsi in fase preventiva.

La prima specifica da fare riguarda la stessa idea di pagamento via “carta di credito“: la carta di credito che si usa online, in molti casi, per ragioni di privacy o di sicurezza non è altro che una carta di debito o carta prepagata. In genere infatti si tratta di carte come la PostePay, su circuito VISA, che vengono caricate all’occorrenza e la cui disponibilità non può andare oltre quello che è stato caricato sul momento. Questo è importante da sapere sia per conoscenza personale sia per dare la corretta dimensione del pagamento che farà il vostro cliente, soprattutto nel caso in cui sia richiesto un pagamento ricorrente per i servizi che gli offrite (ad esempio il canone di abbonamento a Netflix). Chiarito questo aspetto, andiamo a vedere come si possa gestire in modo opportuno un gateway di pagamento, e soprattutto su come si debba integrarlo in modo corretto nel vostro sito web.

Cosa fa un gateway di pagamento?

Un gateway di pagamento non fa altro che gestire le richieste di pagamento da un cliente del vostro sito al vostro conto corrente, e viene utilizzato dai vari siti di e-commerce. Colossi come Ebay ed Amazon sono dotati di varie tipologie di gateway di pagamento, in modo molto efficente per ovvie ragioni ma anche, c’è da dire, in modo altrettanto poco uniforme: Amazon non supporta Paypal, ad esempio, almeno ad oggi.

Il gateway è responsabile dell’integrità della comunicazione al momento del pagamento, e garantisce che il pagamento arrivi a destinazione in maniera corretta, se possibile entro pochi instanti (anche se questo dipende dal sistema sottostante: se c’è un bonifico di mezzo possono essere richiesti fino a 7 giorni lavorativi, diversamente i pagamenti su VISA o Mastercard vengono accreditati immediatamente).

I vari tipi di business online, lato front-end ovvero pubblico, possono mettere a disposizione vettori di pagamento online su:

  • siti web e portali
  • negozio online
  • marketplace (aggregatori di offerte)
  • blog
  • account social

Vantaggi e svantaggi dei gateway

La opportunità di pagare online direttamente da un sito o da un’app offre una serie di vantaggi enormi al nostro utente finale: potrà gestire in autonomia le proprie attività, acquistare prodotti comodamente da casa e via dicendo. Il tutto, pero’, richiede un minimo di capacità di gestione e di piena consapevolezza di quello che che usa, per evitare di trovarsi in difficoltà in seguito.

Se è vero che i gateway di pagamento:

  • facilitano e velocizzano le operazioni di pagamenti di servizi e prodotti;
  • aumentano efficienza e flessibilità delle consegne;
  • permettono ai clienti di disporre di un negozio sempre attivo ed operativo, senza alcun costo aggiuntivo (a parte il noleggio del servizio e le eventuali commissioni sui guadagni)

di conto essi:

  • richiedono personale specializzato nell’uso delle loro tecnologie;
  • richiedono integrazioni dei software esistenti, o eventuali riassemblamenti;
  • espongono, seppur in maniera sempre più limitata, al rischio di frodi online.

In genere i gateway dispongono di un servizio di assistenza tecnica, a cui poter fare domande specifiche per integrare le rispettive funzionalità nei vostri siti web.

Come far comunicare gateway di pagamento ed il vostro sito o la vostra app

In genere ogni gateway ha le proprie regole: vengono fornite delle API, ovvero delle librerie open source (di solito) che permettono di programmare ed integrare i pagamento dove desiderate. Questo tuttavia si effettua in vari modi, ed uno dei più diffusi è quello di usare le RESTful API: senza scendere nei dettagli, delle librerie autenticabili con chiave pubblica e privata in grado di gestire il tutto su protocollo sicuro HTTPS, solitamente mediante formato JSON. Quindi o utilizzate le API (di solito si trovano nella sezione API o developer dei vari gateway), oppure fare uso delle API REST che sono ad oggi le più moderne e flessibili per qualsiasi sito web.

Metodi di pagamento

Di seguito andremo a vedere i principali metodi di pagamento online disponibili, e più comunemente usati.

2checkout

Con un supporto attivo a 15 lingue, 87 valute e circuiti di pagamento VISA, Mastercard, American Express, JCB, Discover, Diners Club, carte di debito e Paypal, 2checkout è uno dei gateway senza dubbio più famosi e popolari al mondo.

Ogni transazione costa 2.4 $ + 0.30 €, ed è disponibile una API per programmatori molto evoluta e facile da integrare.

  • Si può creare un account 2checkout da qui.

Stripe

Stripe è un noto gateway per il pagamento online,

I servizi offerti da questo gateway sono i seguenti:

  • Aggiornamento automatico delle carte
  • Conformità alle norme PCI
  • Strumenti antifrode integrati
  • Portabilità dei dati
  • Integrazioni di vario tipo per la contabilità
  • Possibilità di gestire il conto con varie tipologie di account utente
  • Dashboard per iOS pronta all’suo
  • Webhook

Sul piano dei costi, la commissione è del 2,9% + 0,30 US$ per transazione, e non si pagano le transazioni non andate a buon fine. Oltre alle tariffe ordinarie, con commissione tra l’1% ed il 2%, Stripe fornisce la possibilità di effettuare tariffazione personalizzata per supportare ad esempio microtransazioni (molto diffuse su alcuni tipi di servizi online), pagamenti con numerosi rimborsi o ordini di valore superiore alla media. I pagamenti ricevuti mediante Stripe, infine, vengono accreditati periodicamente – questa è una caratteristica secondo me molto comoda – sul conto corrente desiderato (ad esempio ogni settimana oppure ogni mese), senza doverci più pensare in seguito.

  • Si può creare un account Stripe da qui, inserendo una email valida e password.

BitPay

Si tratta di un gateway di pagamento specifico per chi voglia trattare o pagare in criptovaluta. I clienti avranno la possibilità di pagarvi in Bitcoin, il tutto mediante una semplice integrazione da inserire nel vostro sito web; si possono gestire mediante BitPay sia wallet (portafogli di BTC) che carte di credito per BTC (il circuito utilizzato per il pagamento è quello VISA).

Il principale problema legato alle transazioni bitcoin è la lentezza delle stesse, in genere: in questo caso BitPay consente di impostare una velocità desiderata delle stesse, per favorirne il funzionamento per clienti finali e merchant. Fino a 30 transazioni complessive al mese, ovvero fino a 10000 dollari all’anno (massimo 1000 dollari al giorno) non ci sono costi aggiuntivi, successivamente su volumi d’affari superiori c’è una tariffa dell’1% fisso. Dal punto di vista della sicurezza, è possibile abilitare l’autenticazione a 2 fattori per poter firmare digitalmente i pagamenti prima di effettuarli (similmente a quanto accade con le One Time Password su molte carte di credito). Dal punto di vista degli sviluppatori, inoltre, BitPay offre una API molto potente e ricca di features.

I pagamenti ricevuti in bitcoin mediante BitPay sono poi accreditabili su un normale conto corrente mediante bonifici SEPA (33 paesi supportati).

  • Si può creare un account BitPay da qui, inserendo una email valida e password (selezionare Business Account se si è venditori).

PayPal

Paypal è sicuramente il sistema di pagamento online più diffuso, oltre ad essere uno di quelli che mediamente ispira maggiore fiducia; il suo gateway di pagamento è molto evoluto, e dal punto di vista degli sviluppatori permette di sviluppare le integrazioni su siti ed app utilizzando un account di prova con soldi virtuali (cosiddetta SandBox). Offre supporto ai circuiti American Express, Maestro, Mastercard, PayPal, VISA, e possiede commissioni tra il 2% ed il 3% a seconda del volume di affari mensile.

Con Paypal si possono aprire diversi tipi di account:

  • conto Personale, che è quello di base ed abilita pagamenti American Express, Maestro, Mastercard, VISA;
  • conto Premier, che abilita la ricezione di pagamenti online da più paesi nel mondo a tariffe vantaggiose;
  • conto Business, che oltre a disporre di un tariffario agevolato consente di accedere a vari strumenti online specifici per l’e-commerce.

Tutti i tipi di account Paypal supportano inoltre un meccanismo antifrode, da attivarsi in caso di transazioni sospette o non andate a buon fine.

  • Si può creare un account Paypal da qui, inserendo una email valida e password (selezionare conto Business se siete merchant)

Tabella riassuntiva dei metodi di pagamento

Proviamo a riassumere, per vostra comodità, in una tabella finale tutto quello che vedremo in questo articolo, per poi trattarlo dettagliatamente caso per caso. Ovviamente non ho aggiunto tutti i gateway esistenti perchè sarebbero stati troppi, ma aggiornerò volta per volta l’articolo non appena ce ne sarà l’occasione.

Si ricorda che questi metodi di pagamento ed annesse commissioni sono relative ai merchant, cioè ai commercianti, e non agli utenti finali che acquistino online.

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Gateway per pagare online a confronto

In questa ultima comparativa riportiamo un rapido confronto tra i principali gateway di pagamento, cioè i servizi web che si possono collegare ed integrare nei siti di e-commerce al fine di facilitare e consentire ai clienti pagamenti sicuri via Paypal o carta di credito VISA / Mastercard.

Le informazioni erano quelle disponibili al momento dell’ultimo aggiornamento.

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(fonte)


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Come acquistare Bitcoin con Binance

Procurarsi bitcoin è più semplice sfruttando i vari siti di exchange che sono disponibili sul mercato: potete valutare di registrarvi su Coinbase, ad esempio, ma anche Binance è un’ottima alternativa, e ora lo vedremo nel dettaglio. Fondato nel 2017 e con sede a Malta, all’inizio del 2018 era uno dei principali exchange mondiali, e vanta ancora adesso migliaia di utenti attivi.

Oltre a fornire un exchange molto semplice da usare per le criptovalute, Binance offre anche servizi ulteriori come ad esempio: negoziazione di mercato, futures / derivati, programma Binance Earn e molto altro ancora.

Come impostare Binance in italiano

Il sito è molto semplice da usare, e come prima cosa, una volta registrati, troverete l’opzione per vederlo in lingua italiana cliccando su English in alto a destra, il menù a tendina con le lingue in sostanza, e selezionando tra le tante scelte proprio Italiano.

Che vuol dire che Binance è un exchange?

Un exchange, lo ricordiamo, è come un “ufficio cambio valuta” che funziona direttamente sul web, e che permette di convertire gli euro in Bitcoin e, naturalmente, viceversa. Per pagare potete sfruttare le principali carte di debito, di credito e prepagate, oppure in alcuni casi pagare con bonifico (per pagare con PayPal leggi qui).

Registrarsi a Binance: guida passo-passo

Come prima cosa, per comprare bitcoin su questo sito è necessario registrarsi sulla piattaforma Binance.

I passaggi per la prima registrazione sono semplici: è richiesto un indirizzo email ed una password che poi, subito dopo, andranno confermati proprio su quella email. Cliccate sul link di conferma, e poi la procedura guidata vi inviterà ad inserire anche il vostro numero di telefono. È una questione di sicurezza associare il proprio numero di telefono, perchè questo vi permetterà di abilitare transazioni più sicure anche in base alle recenti disposizioni in materia di sicurezza bancaria a livello europeo.

Una volta che avete associato indirizzo email e numero di telefono, siete praticamente già pronti a comprare i vostri bitcoin: unica cosa, il vostro account potrebbe essere limitato, se prima non inviate i vostri documenti.

Come pagare i bitcoin su Binance

Le opzioni di acquisto le trovate in alto, prima opzione del menù, dove cè scritto Acquista Cripto, e potete pagare con:

  • deposito bancario (bonifico SEPA da banca europea, accredito criptovaluta può richiedere un po’ di giorni, a meno che non usiate un bonifico istantaneo);
  • carta di credito;
  • carta di debito (in questi due casi, accredito immediato);
  • P2P trading (ulteriori opzioni di bonifico bancario);
  • saldo di cassa (se già lo avete accumulato in passato);
  • altri metodi di pagamento (Simplex, Banxa)

Effettivamente qui viene il bello di Binance, perchè nella schermata di acquisto che segue vedrete l’andamento delle criptovalute in tempo reale, in modo da valutare se sia o meno il caso di comprare. La regola generale, di massima ovviamente, è che bisogna guardare i tassi di cambio, che in questo caso indicano percentuali leggermente in calo (in rosso), per cui potrebbe rivelarsi un buon momento per l’acquisto (ovviamente questo è solo un suggerimento orientativo, non è una regola o un suggerimento finanziario da prendere alla lettera).

Quando pagate i bitcoin desiderati con carta, dopo aver inserito l’importo desiderato in euro (nella casella apposita), dovrete attenervi ai seguenti passaggi:

  1. Inserire l’importo desiderato (ricordatevi che il bitcoin è altamente volatile, e potreste anche teoricamente perdere in tutto o in parte la somma investita);
  2. conferma i dettagli della carta;
  3. effettua la certificazione digitale della transazione (via OTP o messaggio sul cellulare, il più delle volte)
  4. conferma e completa il pagamento.

I bitcoin saranno già sul vostro portafoglio o wallet digitale, pronti ad essere utilizzati.

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Quanto costa una transazione Bitcoin?

Dopo l’affermazione “Bitcoin è anonimo” (quando in realtà non lo è), una delle cose che crea maggiori equivoci è il fatto che le transazioni in BTC siano gratuite: Bitcoin è gratis, bitcoin non si pagano le transazioni, ma sarà vero?

In realtà non sono affatto gratis, anzi (per come funziona BTC in generale) quando pagate qualcuno o qualcosa in BTC dovete sempre mettere in conto due cose:

  1. i tempi di consegna della somma al wallet destinatario, che dipende dalle condizioni del network e dalla dimensione della somma inviata;
  2. il costo della transazione, che è proporzionale a quanti BTC inviate.

I costi della fee del network non si possono aggirare in alcun modo, e sono comunque più contenuti di quanto possa sembrare a prima vista.

Chi paga la fee di invio BTC: chi paga o chi riceve?

La fee, per inciso, viene sempre pagata da chi invia, non da chi riceve.

Premessa: tempo di conferma

Partiamo con un esempio facile per capire cosa sia il tempo di conferma: se facciamo un bonifico a Mario Rossi, ad esempio, a meno che non sia un bonifico prioritario o urgente gli arriverà di norma entro 2-3 giorni lavorativi. Quei giorni di attesa tra l’invio del bonifico e la ricezione dello stesso è il tempo di conferma. Invece se ad esempio mando dei soldi mediante ricarica PostePay oppure se mi ricarico al tabacchino, il tempo di conferma della transazione sarà di pochi secondi, in genere. In base al sistema di pagamento cambia il tempo di consegna del denaro, ed anche nel caso della blockchain e del BTC ci sarà un tempo di conferma, che su molti wallet è addirittura impostabile.

Di default, il tempo di conferma dipende anche dalla quantità di criptovaluta che inviate, quindi ad esempio costa di più (ed impiega di più) inviare 1000 € in BTC piuttosto che l’equivalente 10€ mediante Electrum o altri wallet digitali.

Costi transazioni BTC secondo BitPay

Abbiamo già parlato di BitPay, che è un portafoglio di BitCoin molto sicuro che potete tenere nel vostro telefono, e che mi permette di gestire più di un wallet, volendo. Se andiamo a spulciare tra le opzioni, alla voce Criterio delle commissioni della rete, troveremo 5 opzioni selezionabili:

  1. Urgente
  2. Priorità
  3. Normale
  4. Economica
  5. Super Economica

Per inviare bitcoin con la fee (o commissione) più bassa basta selezionare Super Economica, ma in genere non conviene – perchè ciò corrisponde a tempi di consegna dei soldi fino a 4 ore. Pagare un caffè in BTC con modalità super-economica vi costringerebbe ad aspettare fino a 4 ore che la transazione sia confermata, tanto per capirci. In questo caso, pero’, la transazione ci costerà appena 1 satoshi per byte (un satoshi corrisponde a 0.00000001BTC), e saremo felicissimi di aver risparmiato. Se scegliamo la modalità Economica, invece, pagheremo ogni transazione 3 satoshi/byte, con tempi di conferma prossimi ad un’ora al massimo. Con la modalità Normale di invio, selezionata di default,  in media i tempi di consegna sono di 30 minuti e costano un sovrapprezzo di 4 satoshi/byte.  Con quella Prioritaria bastano 20 minuti e la fee costa 10 satoshi/byte, mentre invece con la modalità Urgente qualcosa in meno di 20 minuti e la transazione arriverà a destinazione, si spera (14 satoshi/byte, per capirci).

Quanto costa inviare bitcoin

Il costo effettivo delle transazioni bitcoin è difficile da calcolare, perchè comunque i costi di mining sono estremamente variabili e ci sono vari fattori da tenere in conto. Ad ogni modo le mining fee sono molto contenute rispetto ai sistemi di pagamento tradizionali, in genere, e bisogna fare attenzione al fatto che sistemi come Coinbase si pagano una fee ulteriore, a parte quella di mining, in sovrapprezzo ogni volta che movimentate i vostri BTC. Cosa che non succede coi wallet tradizionali, ovviamente, per cui pero’ il costo effettivo va calcolato sul momento volta per volta.

In genere, comunque, il costo della fee viene calcolato come sovrapprezzo tra quello che riceve il destinatario e quello che inviare, quindi ciò che inviate sarà maggiorato della fee pagata sul momento.

Quanto costa una transazione su carta VISA o Mastercard vs bitcoin

In genere una commissione di prelievo, deposito o invio denaro su carta di credito tradizionale costa 1 o 2 euro a seconda della banca, per non parlare dei bonifici che invece sono gratuiti (ma non possiamo controllare le tempistiche di consegna, a meno di fare un bonifico istantaneo che costa di solito 5€ di fee).

In base alle condizioni della rete ed alla quantità di BTC inviati o ricevuti, i tempi di spedizione possono cambiare leggermente da quelli indicati qui, che sono medi e solo stimati.


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La magica guida al bitcoin per principianti

Cosa sono i bitcoin

Bitcoin è una criptovaluta, cioè una forma di moneta decentralizzata: diversamente dalla moneta tradizionale come l’euro o la sterlina, infatti, non viene emessa da un’unità centralizzata come uno stato, ma viene prodotta ed utilizzata interamente in forma digitale mediante un processo detto mining. A livello pratico può essere inviata, ricevuta ed utilizata come sistema di pagamento online per ricevere ed inviare denaro mediante internet, in modo sicuro e senza l’intervento di alcun intermediario (come banche o istituti di credito).

Le transazioni con Bitcoin, infatti, avvengono senza una gestione centralizzata, e quindi permettono pagamenti diretti, priva peraltro delle commissioni bancarie (oppure di PayPal) che normalmente paghiamo. Non c’è tantomeno, nel Bitcoin, un’entità centralizzata che emetta moneta, in quanto la stessa viene generate mediante un algoritmo distribuito, con tutti i vantaggi del caso (assenza di fluttuazioni nel valore della moneta). In genere il bitcoin viene definita anche “moneta matematica” o criptovaluta, in quanto la crittografia è alla base della sua creazione: un procedimento molto complesso, che richiede moltissima potenza CPU, che permette di fare in modo che la criptomoneta sia spendibile, autentica e non falsificabile. Bitcoin fa riferimento ad una criptovaluta specifica, mentre Bitcoin (scritto minuscolo) è una generica criptovaluta come potrebbero esserlo ad esempio Monero, Ethereum, Litecoin, ecc.

Per quanto possa sembrare strano pensarlo, qualsiasi bitcoin ha diversi punti in comune con il denaro contante: non può essere duplicato, non è tracciabile ed è sostanzialmente anonimo come metodo di pagamento. Bitcoin è pertanto una moneta virtuale che non possiede alcun equivalente fisico, nè in forma cartacea nè monetaria nè di carta plastificata (per ora, almeno): non possiamo metterla nel portafoglio come faremmo con le monete tradizionali, ma possiamo memorizzarla su supporto elettronico (sostanzialmente in forma di codici univoci o veri e propri file), su penna USB, sullo smartphone, sul PC, oppure su un cloud. In genere quindi il bitcoin può essere pensato come un file spendibile sugli appositi circuiti di pagamento, come se fosse una moneta tradizionale. In generale possono esistere vari tipi di tecnologie analoghe al bitcoin, come ad esempio ethereum, bitcoin cash, DASH e così via; ogni criptovaluta è identificata da un codice univoco di TRE lettere, quindi avremo ETH, BTC e così via.

Come funziona BTC (Bitcoin)?

criptovalute

Come spiegato nel sito ufficiale, il bitcoin funziona mediante un’apposita blockchain crittografata, una “catena virtuale” in cui vengono incluse tutte le transazioni confermate. Questo serve sostanzialmente a garantire che il denaro non sia spendibile due volte, non sia facile da rubare e non sia falsificabile, in quanto la blockchain è temporizzata, crittografata in modo forte ed ogni transazione è legata indissolubilmente alla precedente. Questa struttura evita la necessità di qualsiasi forma di centralizzazione delle transazioni, per cui BTC è un software P2P (Peer-To-Peer o pari a pari) che è in grado di auto-autenticarsi e di disporre di sufficente credibilità per tutti gli utenti che vi partecipano.

Questo significa che la “movimentazione” dei BitCoin è irreversibile per motivi di sicurezza, oltre pubblicamente accessibile da chiunque. Le transazioni sono rese sicure via crittografia a chiave privata e, inoltre, iniziano ad essere confermate dalla rete nei 10 minuti successivi, attraverso un processo chiamato mining. I dettagli su questo processo e sulla sua implementazione sono tipicamente usufruiti dagli esperti del settore: programmare bitcoin, oggi, può diventare un modello di business nell’IT molto redditizio.

Libro suggerito: Mastering Bitcoin

In questi termini, quindi, sono dell’idea che la tecnologia delle criptovalute in genere vada vista come un software avanzato in grado di generare valore, e per cui le monete vengono generate mediante un meccanismo complesso difficilmente replicabile, direttamente dagli utenti, mediante mining. Spesso le applicazioni concrete di varie criptovalute sono in corso di definizione o non sono agevoli da descrivere, tuttavia (paradossalmente) si tende ad investire attivamente in esse sulla base dell’affidabilità e della serietà del rispettivo creatore.

Bitcoin e mining

La criptomoneta, pertanto, è un sistema distribuito di valuta digitale, disponibile nel concreto in varie forme (in sigla BTC, ETH, LTC, …), ognuna con le proprie caratteristiche, valore di mercato, livello di sicurezza (protezione anti-frode) e affidabilità. Si tratta di un sistema di pagamento completamente decentralizzato e non tracciabile, nel quale è possibile accedere effettuando mining di bitcoin (cosa che ormai è quasi impossibile da fare per l’utente comune, per via dei costi eccessivi della corrente rispetto alla potenza richiesta) oppure acquistandoli da privati oppure, ancora, utilizzando un exchange che restituisca in bitcoin le somme da voi versate a loro via bonifico o carta di credito.

BTC e cifre decimali

Una fondamentale, quanto trascurata differenza rispetto alla moneta tradizionale, al momento del loro utilizzo pratico, è legata al numero di decimali significativi: in genere, infatti, il BTC associa fino a 8 cifre decimali nella sua rappresentazione, e la transazione più piccola in BTC sarà di 0.00000001 BTC. Questo ovviamente va tenuto in conto fin dall’inizio per imparare a dare il giusto valore ai decimali, quelli che in altri contesti monetari consideriamo “spiccioli” – mentre in questo caso non è affatto così; è possibile rendersi conto della cosa anche nei cambi di esempio, che sono solo apparentemente piccoli (nota: si assume che 1 BTC = 7418.84 EUR).

0,00800 BTC sono 59.35 €

900 € corrispondono a 0,12 BTC

Il problema delle notevoli fluttuazioni (volatilità, in gergo) del valore in euro dei bitcoin è legato al fatto che si tratta di un sistema autoregolamentato e privo di un controllo centralizzato, pura domanda-offerta quindi, per cui facile preda di speculazioni e con il valore della moneta che potrebbe aumentare come precipitare senza preavviso.

Comprare bitcoin su internet: exchange

In genere l’acquisto di criptomoneta è vincolato a valutazioni approssimative sulla possibilità che una criptomoneta comprata oggi a 100 €, ad esempio, domani possa valere di più – per cui l’utente possa beneficiare della plusvalenza – cosa che, in genere, non è garantita potrebbe avvenire nel medio-lungo periodo. Col tempo la criptovaluta potrebbe anche svalutarsi, ovviamente, fino ad arrivare al rischio di perdere tutto il capitale investito.

Vedi anche: come comprare Bitcoin con carta

Come custodire i BTC? I wallet

L’accesso alla rete bitcoin avviene usualmente mediante i wallet (portafogli), che non sono altro che software per PC, Mac e cellulari disponibili free ed open source: questo contribuisce molto alla sicurezza ed all’affidabilità del sistema, in quanto il loro codice è liberamente ispezionabile dall’utente, a pieno vantaggio della sua usabilità e trasparenza.

In generale potete usare varie tipologie di wallet:

L’uso di un client / wallet BitCoin permette di contribuire al mantenimento della privacy delle rete, e la sincronizzazione delle transazioni può richiedere, al momento in cui scrivo, fino ad un giorno intero di tempo. Attraverso wallet si diventa titolari di un conto Bitcoin, in modo che tu possa inviare e ricevere denaro virtuale.

Si consiglia di tenere il proprio wallet su un PC dedicato solo a questo oppure, ancora meglio, su uno smartphone (wallet lite) provvisto di macchina fotografica: i pagamenti e gli accrediti si effettuano con facilità via macchina fotografica e QR-code su richiesta, mentre potrete tenere i vostri bitcoin al sicuro sul vostro telefono, a portata di tasca. Ci sono anche wallet USB su Amazon come il Ledger Nano, volendo. Si sconsigliano i wallet cloud disponibili sui vari siti dove acquistare bitcoin, perchè comunque sono su un server esterno, vanno protetti adeguatamente e potrebbero essere indisponibili se manca la connessione ad internet.

Criptovalute come modello di business

Una criptovaluta è in grado di definire un asset, un modello di mercato che si rifletta in una struttura tecnologica, e che possa funzionare di base come metodo di pagamento alternativo a quelli basati sulle banche. In genere quindi viene usato per sopperire alla necessità di disporre di transazioni tracciabili, irreversibili e autenticate: ovviamente le applicazioni che si basano sulla blockchain sono comunque molto numerose.

Abbiamo ad esempio:

  • GuardTime – Un progetto basato su blockchain in cui si utilizza la struttura per salvare in modo sicuro informazioni sullo stato di salute dei cittadini estoni
  • Augur – Uno strumento di marketing previsionale basato su blockchain
  • REMME è un ambizioso progetto che punta a sostituire il sistema di login classico, con username e password, con uno basato su SSL su blockchain
  • ABRA – Un wallet che supporta i conti online in bitcoin in valute differenti tra loro
  • Followmyvote.com – Un sistema di elezioni basato su blockchain

Vantaggi del BTC

Il più importante vantaggio del bitcoin è il suo essere un sistema di pagamento pienamente decentralizzato, contrapponendolo alla gestione centralizzata da parte delle banche e le loro spesso costose commissioni su bonifici e transazioni varie (soprattutto da parti politiche “antagoniste” o presunte tali). In questo il BTC viene visto come salvifico o miracoloso, per quanto purtroppo – a volte – chi ne magnifica le sorti non lo conosca troppo bene.

Le transazioni BTC sono senza commissioni?

Il fatto che le commissioni non si paghino in BTC è in realtà falso: si paga una fee su qualsiasi scambio o transazione, per cui cederemo comunque una parte di bitcoin durante ogni passaggio. Al tempo stesso poi, i vari exchange tendono a far pagare commissioni aggiuntive su ogni deposito (da carta prepagata o bonifico in euro in bitcoin) e su ogni prelievo (quando ad esempio andiamo a prelevare i bitcoin e a prenderci il corrispettivo in euro, ammesso che sia aumentato).

I motivi per usare bitcoin sono generalmente legati ai costi più bassi di gestione, oltre alla possibilità di attivare transazioni veloci almeno come quelle delle banche tradizionali.

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Bitcoin vola a 12.000€, per la prima volta, dopo 2 anni

Bitcoin raggiunge quota 14.000 dollari ( circa 12.000 € ), per la prima volta dall’inizio del 2018: in precedenza, il BTC aveva toccato un minimo di $ 3.200 (circa 2.700€) solo alla fine di quell’anno. Sabato scorso il prezzo di un bitcoin è salito sopra i 14.000 $: la cosa fa notizia perchè è stata la prima volta che la valuta virtuale ha raggiunto quel livello, da gennaio 2018. Mentre aggiorniamo questo articolo, la criptovaluta viene scambiata per circa euro 11.800€ per 1 BTC.

Bitcoin è ormai una valuta il cui nome è diventato sinonimo di volatilità dei prezzi, ha visto tre importanti rialzi in passato: il prezzo di Bitcoin ha raggiunto un picco di circa $ 30 nel giugno 2011, circa $ 1.100 a gennaio 2014 e appena sotto $ 20.000 a dicembre 2017. Ogni picco è stato seguito da un crollo devastante in cui la valuta ha perso oltre l’80% del suo valore.

Dopo che l’ultima bolla speculativa ha raggiunto il picco a dicembre 2017, il prezzo si è costantemente sgonfiato fino a raggiungere un minimo di circa $ 3.200 alla fine del 2018. Ha raggiunto un picco di circa $ 13.800 a metà 2019, è sceso a $ 4.000 all’inizio del 2020 e ora è risalito a $ 14.000. I fan di Bitcoin sperano in un altro boom che spinga la valuta oltre i massimi del 2017, ma – come sempre – non esistono certezze sul futuro.

L’entusiasmo iniziale per bitcoin, dal 2010 al 2015 circa, era basato sulla speranza che sarebbe diventato una rete di pagamento tradizionale. Non ha mai funzionato. Durante i periodi di utilizzo intenso, la rete bitcoin può diventare congestionata, portando a commissioni altissime e ritardi di ore per la cancellazione di transazioni di valore inferiore. Le proposte per espandere drasticamente la capacità della rete sono state fortemente contrastate dai tradizionalisti di bitcoin.

Il terzo boom di bitcoin nel 2017 è stato guidato da una proliferazione di nuove criptovalute e da una moda per le “offerte iniziali di monete”. Le persone che volevano investire in nuove valute basate su blockchain spesso acquistavano prima bitcoin e poi scambiavano i bitcoin con un nuovo token, aumentando il prezzo del bitcoin nel processo. Molte di queste offerte si sono rivelate inutili, inasprendo gli investitori sul concetto e innescando un arresto anomalo nel 2018.

Non è chiaro cosa stia realmente guidando l’ultima “rinascita” di bitcoin, ammesso che si possa parlare di rinascita. Uno sviluppo significativo è stato l’emergere di tantissimi servizi di finanza decentralizzata che offrono alternative basate su blockchain ai prestiti e ad altri servizi bancari tradizionali. Sebbene questi servizi per lo più non siano basati su bitcoin, il crescente interesse per altre criptovalute tende a far salire il prezzo del bitcoin. I booster sperano che questi nuovi servizi “DeFi” basati su contratti intelligenti interrompano il sistema finanziario convenzionale.

Bitcoin continua anche ad attirare l’interesse degli investitori tradizionali ,che vorrebbero (il più delle volte) semplicemente diversificare in una nuova classe di asset. Il fornitore di servizi di pagamento Square (la società del CEO di Twitter, Jack Dorsey) probabilmente ha contribuito al rally in corso all’inizio di ottobre, quando ha annunciato che stava acquistando $50 milioni in bitcoin, che rappresenta circa l’1% delle attività dell’azienda, come un modo per diversificare i suoi investimenti. Molti esperti hanno descritto il bitcoin come uno “strumento di potenziamento economico”, pubblicizzando il potenziale della tecnologia per espandere l’accesso ai servizi finanziari a livello globale. Square offre un servizio di trading di bitcoin dal 2018.

Image credits: MichaelWuensch from Pixabay

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Come farsi pagare in bitcoin nel proprio e-commerce (servizi a confronto)

Introduzione

L’utilizzo di bitcoin come sistema di pagamento pone qualche perplessità tra gli utenti, sia tra i merchant (o commercianti) sia tra gli utenti finali. I motivi sono molto vari: le criptovalute danno ancora un certo senso di insicurezza tra le persone che ancora non li conoscono (non sembrano tangibili, a differenza del contante), e i canali informativi generalisti (sia pur con qualche lodevole eccezione) tendono a confondere ancora di più l’opinione pubblica, non facendo differenza tra chi propone delle ICO (Initial Coin Offering), spesso rischiose di natura nonchè oggetto di truffe) e chi si limita invece a proporre la vendita e l’acquisto di valuta digitale (exchange, che ovviamente non sono per forza affidabili).

Nella speranza che una regolamentazione o una posizione ufficiale sul tema possa arrivare quanto prima anche in Italia, soprattutto senza ostacolarne la crescita o sviluppare ulteriore diffidenza, è interessante andare a vedere quali, tra i principali servizi online, diano la possibilità ai commercianti di far pagare online prodotti e servizi venduti nei principali siti di e-commerce, come alternative ai classici sistemi di pagamento come Paypal, carte di credito, di debito, prepagate e bonifici.

Dove ricevere i pagamenti: il wallet (portafoglio) del commerciante

I wallet di bitcoin saranno i nostri portafogli di valuta digitale, nei quali andremo a custodire i nostri incassi; ovviamente le criptomonete ricevute devono essere opportunamente protette. A seconda della criptovaluta che intendiamo usare, bisognerà fare uso di un wallet differente: che sia esso Ethereum, Bitcoin, LiteCoin, Monero e così via. Ci sono anche wallet che supportano più tipi di criptovaluta; attenzione che, in genere, anche i servizi di exchange danno un portafoglio incluso, che funziona in cloud. In quel caso pero’ i soldi saranno sull’exchange e si affideranno alle protezioni di quel sistema, di cui avremo deciso di fidarci. In genere, comunque, è opportuno tenere grosse quantità di bitcoin sempre su un portafoglio installato sullo smartphone o su un PC dedicato solo a questo, e tenere conto del fatto che in genere la criptomoneta presente sugli indirizzi generati dagli exchange non è, in genere, direttamente spendibile – al contrario dei wallet che abilitano, invece, pagamenti e richieste di pagamento in tempo reale o quasi, fatti salvi i normali tempi tecnici di completamento della transazione.

Per quanto riguarda la scelta dei wallet possono valere molti tipi di considerazioni: soprattutto a livello di sicurezza non sono tutti uguali, è opportuno prima di procedere alla digitalizzazione della moneta “allenarsi” a farne uso, e capire al,eno un paio di concetti importanti. Le criptovalute sono soldi a tutti gli effetti, ed il fatto che non siano tangibili non deve trarre in inganno o far sottovalutare l’aspetto sicurezza legato ad essi. Prima di tutto, possiamo avere più wallet ad esempio usando Electrum; è inoltre opportuno sia attivare l’autenticazione a due fattori che impostare un PIN che, inoltre, prendere nota delle parole chiave private generate in automatico alla creazione del wallet, in modo da poter ripristinare il portafoglio in caso di smarrimento. Più il livello di sicurezza è alto, ovviamente, meglio sarà per la sicurezza dei nostri soldi, un po’ come tenerli in cassaforte o decidere di tenerli su un tavolo alla portata di chiunque.

In genere, quindi, i wallet più sicuri sono quelli per cui nemmeno gli amministratori del servizio siano in grado di recuperare le credenziali di accesso, che certo è un problema se andassero smarrite, ma è anche l’unico modo per garantire il possesso reale della criptovaluta da parte del proprietario.

Note per programmatori

Chi possiede il compito di integrare i sistemi di pagamento in BTC o altre cripto all’interno dei siti è, di norma, il webmaster dello stesso. Dico questo perchè comunque si tratta di un’operazione abbastanza delicata, come del resto avviene per l’integrazione dei sistemi di pagamento tradizionali. In genere bisogna, infatti:

  1. documentarsi su come vengano effettuati acquisti e vendite di criptovalute;
  2. affidarsi ad un linguaggio che sia supportato dal sito attuale (ASP.NET o PHP, ad esempio);
  3. stabilire l’architettura di massima del sistema prima di procedere alla sua implementazione.

Se non si vuole ricorrere ad una soluzione tra quelle indicate, si può pensare di interfacciarsi direttamente con la blockchain della criptovaluta di interesse, operazione senza dubbio ancora più impegnativa. Ogni blockchain di criptomoneta, infatti, fornisce una propria API pubblica per utilizzare i servizi come web service, ad esempio quella del BTC ufficiale è questa:

http://blockchain.info/json_rpc_api

Regolamentazione fiscale e commerciale usando i bitcoin

La regola generale da seguire è che i redditi vanno comunque dichiarati, visto che bitcoin è solo un metodo come un altro per ricevere denaro, in questo caso; nulla cambia, o dovrebbe cambiare, da altri punti di vista, anche se poi bisogna vedere se il controvalore della criptovaluta è nel frattempo aumentato o diminuito, perchè potrebbero esserci tasse da pagare (IlSole24ore ne ha parlato in modo approfondito, consigliato per un approccio ragionevole al problema). In generale, quindi, bisogna considerare un ulteriore aspetto legato alla ricezione dei pagamenti in bitcoin o simile criptovaluta; in molti Stati ad oggi non esiste una regolamentazione sulle cripto-valute, per cui per un commerciante ora essere problematico accettare pagamenti in questi termini. Le aziende che si occupano effettuare le operazioni e mettere a disposizione il software (API) per integrare ricezione ed invio di cripto-valuta sanno che esistono questi problemi per cui in molti casi possono mettere direttamente a disposizione il controvalore corrispondente all’incasso ricevuto, ad esempio in euro.

È quello che succede, ad esempio, con il primo servizio che andremo a vedere.

Gateway di pagamento in bitcoin

BitPay

Tre principali servizi che vengono offerti da questo gateway pagamento, vi è la possibilità di convertire direttamente gli incassi ricevuti in valuta ordinaria, ad esempio sterline, euro o dollari. Questa naturalmente è una comodità enorme, anche in considerazione dell’arrivo della BitPay Card, una carta di debito a tutti gli effetti (ancora non disponibile per l’Italia, al tempo di scrittura di questo articolo) e che sarà in grado di maneggiare bitcoin come la valuta ordinaria su circuito VISA. Ad ogni modo è possibile collegare i wallet bitcoin ad un conto di pagamento tradizionale in euro, e riscuotere i pagamenti in questi termini.

Per ulteriori informazioni mi suggerisco di leggere l’articolo che riguarda i gateway di pagamento on-line in generale.

Supporta Bitcoin, Bitcoin Cash; permette di convertire in euro.

Coingate

Un altro servizio che affianca al classico exchange EUR/BTC (da e verso ogni genere di valuta e cripto) un servizio utile per i merchant, che prima di abilitare il servizio devono sottoporre un documento che attesti la loro identità ed il fatto che siano davvero i titolari dell’attività. Permette di creare facilmente, una volta abilitati, dei veri e propri Point of Sale (PoS) virtuali in bitcoin, gestire gli ordini direttamente dal sito, incassare in euro la somma ricevuta e così via.

Molto interessante, tra le altre, la possibilità di utilizzare un generatore di bottoni per i pagamenti, che permette di effettuare un pagamento specificando in anticipo la somma da versare (ad esempio 50 €) e creando un bottone personalizzato mediante un paio di semplici click e caselle di testo da riempire. In questo modo potremo creare dei bottoni di pagamento preimpostati da inserire nel nostro e-commerce. Apparentemente non c’è la possibilità di gestire prezzi dinamici (cioè generati internamente), ma è possibile pensare di inserire dei bottoni a scelta con più tagli di ricarica. Ideale, quindi, per aggiungere credito prepagato all’account dell’utente in BTC, e riscuotere il pagamento (withdraw) in seguito mediante il gateway in questione, ed un conto corrente o una carta tradizionale configurata in precedenza.

Supporta varie cripto-monete; permette di convertire in euro.

Altri servizi da valutare

La lista è in ordine sparso.


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