Prelevare contanti: quanto costa in base allo sportello/carta che si possiede

L’uso del bancomat offre notevoli vantaggi, consentendo di prelevare la somma desiderata in qualsiasi momento e ovunque, sia in Italia che all’estero. Le carte di debito sono accettate in tutta Italia e all’estero, e i prelievi sono generalmente gratuiti se effettuati presso gli sportelli ATM della propria banca; al contrario, possono comportare una piccola commissione se effettuati presso sportelli di altre istituzioni finanziarie.

Per prelevare denaro dal proprio conto in genere il titolare può utilizzare il prelievo di contanti direttamente dallo sportello bancario o da un bancomat, grazie alla carta di debito. Le condizioni variano di molto in base al contratto sottoscritto al momento dell’inizio dell’uso della propria carta, per cui bisognerebbe far fede alle condizioni ivi riportate. Cosa che abbiamo provato a fare per voi 🙂 (ultimo aggiornamento 21 luglio 2024)

Prima dell’avvento degli sportelli automatici e delle carte di debito, era necessario recarsi in filiale per prelevare denaro contante, compilando un modulo specifico o emettendo un assegno autointestato. Oggi, le operazioni di prelievo sono molto più rapide e semplici grazie all’uso delle carte di debito. Inoltre, il correntista può scegliere di attivare anche una carta di credito, che permette di prelevare contante dagli sportelli ATM, utilizzando il limite di credito disponibile. Le somme prelevate con la carta di credito devono essere restituite secondo i termini e le modalità stabilite nel contratto di credito, sia a saldo che ratealmente.

Ricorda: è sempre importante informarsi bene sulle commissioni applicate prima di effettuare un prelievo di contanti, per evitare spiacevoli sorprese.

Veniamo alla questione dei costi, finalmente. Il costo di un prelievo di contanti può variare in base a due fattori principali:

– Lo sportello ATM utilizzato

– La carta utilizzata

Più nel dettaglio, in generale è gratuito prelevare contanti dagli sportelli automatici della propria banca. Tuttavia, alcune banche potrebbero applicare una commissione per prelievi effettuati sopra un certo numero mensile o al di fuori degli orari di apertura delle filiali.

D’altro canto quasi tutte le banche applicano una commissione di prelievo, che può variare da circa 0,50€ a 2€, indipendentemente dall’importo prelevato. A questa commissione si potrebbe aggiungere la commissione interbancaria, che è un costo fisso di circa 0,49€ a carico della banca che ha emesso la carta.

Per quello che riguarda i prelievi dall’estero, il costo per prelevare contanti all’estero è ancora più alto, in quanto comprende la commissione di cambio valuta, che può essere applicata in percentuale sull’importo prelevato.

In base al tipo di carta…

  • Carte di debito: sono le carte più diffuse per il prelievo di contanti. Le commissioni applicate variano da banca a banca, ma in generale si aggirano intorno a 0,50€ per i prelievi presso sportelli di altre banche in Italia e a 2€ per i prelievi all’estero.
  • Carte di credito: il prelievo di contanti con carta di credito è generalmente sconsigliato, in quanto le commissioni sono molto elevate. Possono arrivare anche al 4% dell’importo prelevato, oltre alla commissione interbancaria e al tasso di interesse per il credito utilizzato.
  • Ese

Esempio pratico

Se possiedo 1000€ sul conto e prelevo 95€ dal conto e pago 2€ di commissione quanti soldi avrò alla fine?
Se hai 1000€ sul conto e prelevi 95€, il tuo saldo scende a 905€. Poi, se paghi 2€ di commissione, il saldo finale sarà di 903€. Quindi, alla fine avrai 903€ sul conto.

Costo del prelievo per le principali carte di credito, di debito e pre-pagate

Postamat (bancomat Poste Italiane)

Per carte Poste Italiane

Prelievi presso gli uffici postali abilitati POS gratuiti
Prelievo presso sportelli automatici ATM postali Postamat gratuiti
Prelievo presso sportelli automatici ATM bancari su circuito Cirrus/Maestro in Italia e all’estero (paesi Euro) 1,75 euro cad.
Prelievo presso sportelli automatici ATM bancari su circuitoCirrus/Maestro all’estero (paesi non Euro) 2,58 euro cad.

Intesa San Paolo

Prelievo agli sportelli automatici delle banche del Gruppo Intesa Sanpaolo: Gratuito

Fineco

Prelievi superiori a 99€ presso gli ATM in Italia su circuito BANCOMAT®

GRATIS

Per il resto (le informazioni qui riportate sono indicative, potrebbero non essere aggiornate e non valere per qualsiasi conto):

Banca Commissioni da pagare sul prelievo
Mediolanum Freedom Easy Card – 0,00 euro per ogni operazione di prelievo contante effettuata presso gli
sportelli della Banca;
– 2,00 euro per ogni operazione di prelievo contante effettuata presso gli
sportelli di tutte le Banche, in Italia e all’estero (area Euro);
– 5,00 euro per ogni operazione di prelievo contante effettuata presso gli
sportelli di tutte le Banche all’estero (area extra Euro). (foglio informativo)
Banca Sella Inizialmente gratis, poi 2€
BNL 2 €
BPER 0€ ATM BPER, 2,70 € per altri ATM
Hype Gratis (fino a 250 €/mese), altrimenti 2 €
IBL 2 gratis ogni mese,
poi 0,95 €
ING 0,95 €
Intesa Sanpaolo Gratis su ATM Intesa Sanpaolo,
2 € su altri ATM
isybank
Prelievi ATM banche del Gruppo Gratis
Prelievi ATM altre banche 1,10€ piano isyLight 0,40€ piano isySmart Gratis piano isyPrime

 

Mediolanum Gratis in genere, non ci sono commissioni sul prelievo per alcuna banca / ATM italiana
Mooney 2 €
Revolut Gratis fino a 200 €/mese,
poi 2 % (min. 1 €)
Carta PayPal Ai clienti viene addebitata una tariffa di 2 EUR per il prelievo di contanti. (fonte)
Widiba 1 € su importo pari o inferiori a 100 €,
gratis su ATM MPS

Ecco alcune risorse dove puoi trovare maggiori informazioni sui costi dei prelievi:

  • Sito web della tua banca: consulta il sito web o l’app della tua banca per conoscere le commissioni applicate ai prelievi con la tua carta.
  • Foglio informativo della carta: le commissioni di prelievo dovrebbero essere indicate anche nel foglio informativo che hai ricevuto al momento dell’attivazione della carta.

Dove posso pagare un F23 online?

Il modello F23 è uno dei modelli di pagamenti più diffusi per gli italiani, che spesso pero’ non sanno neanche bene come compilarlo. E per pagarlo, poi, come fare? Un F23 viene utilizzato per pagare tasse e tributi, e deve essere compilato accuratamente in ogni suo campo così come viene fornito dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo di capire un po’ meglio, con ordine, cosa serve sapere per pagare online un F23.

Dove trovare il modello F23

Il modello F23 originale dell’Agenzia delle Entrate può essere scaricato dal seguente link:

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/pagamenti/f23/modello+f23

e su quella pagina troverete sia le istruzioni per compilarlo in formato PDF che il modellino F23, sempre in formato PDF. In genere se si fa uso del PDF è sufficente, dopo averlo scaricato, stamparlo e poi compilarlo a mano.

Pagare F23 online: come fare

Bisogna compilare tutti i campi e pagarlo in banca, in genere, ma la cosa può essere fatta anche online.

Per sapere dove pagare un F23 online, ad esempio, basti considerare che le principali banche mettono a disposizione nei loro siti (servizi di home banking personalizzato) oppure mediante app ufficiale, una sezione dedicata al pagamento di tasse e tributi, e tra questi troviamo anche gli F23.

Attenzione: data la natura particolare degli F23 che può essere utilizzato anche in caso di pratiche complesse come quelle della tassa di successione, non sempre è possibile pagare un F23 con tutti i servizi di home banking.

Bisogna quindi ricorrere a delle alternative, per quanto molti siti dicano che si può pagare F23 online in realtà questa cosa per molte banche non è possibile, per via di motivazione che non conosciamo ma, di fatto, non si può fare.

In alternativa, per pagare un F23 bisogna farlo direttamente in contanti andando ad uno sportello bancario qualsiasi, presentando il modulo F23 già compilato.

Obbligo fattura elettronica forfettari: chi deve farla, regole, quando è obbligatorio

C’è obbligo fattura elettronica per forfettari? L’Agenzia delle Entrate ha chiarito mediante una citatissima FAQ come stanno le cose, e proviamo a spiegarlo anche noi nella speranza che possa esservi utile.

Questa disposizione stabilisce chi deve iniziare a emettere fatture elettroniche, a partire da quale data e in base ai ricavi o compensi conseguiti nell’anno precedente (2021). Coloro che hanno superato la soglia di 25.000 euro nel 2021 devono farlo a partire dal 1° luglio 2022, mentre gli altri a partire dal 1° gennaio 2024. La circolare menzionata fornisce ulteriori dettagli e linee guida per l’implementazione di queste regole.

In particolare:

La norma citata prevede che l’obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti precedentemente esclusi “si applica a partire dal 1° luglio 2022 per i soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a euro 25.000, e a partire dal 1° gennaio 2024 per i restanti soggetti.” Pertanto, come precisato anche dalla circolare 26/E del 2022, solo per i contribuenti che nell’anno 2021 hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 è entrato in vigore dal 1° luglio 2022 l’obbligo di fatturazione elettronica. Per tutti gli altri soggetti forfettari l’obbligo decorrerà dal 1° gennaio 2024, indipendentemente dai ricavi/compensi conseguiti nel 2022.

Il passaggio citato spiega quando l’obbligo di fatturazione elettronica entra in vigore per i soggetti che erano precedentemente esclusi dal regime.

  1. Data di Inizio dell’Obbligo:
    • Dal 1° luglio 2022: L’obbligo di fatturazione elettronica si applica ai soggetti che, nell’anno precedente (cioè il 2021), hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 euro. Questo significa che a partire dal 1° luglio 2022, i contribuenti che rientrano in questa categoria devono iniziare a utilizzare la fatturazione elettronica.
    • Dal 1° gennaio 2024: Per tutti gli altri soggetti forfettari che non hanno raggiunto il limite dei 25.000 euro di ricavi o compensi nel 2021, l’obbligo di fatturazione elettronica diventerà effettivo a partire dal 1° gennaio 2024. Questo significa che, indipendentemente dai ricavi o compensi conseguiti nel 2022, dovranno iniziare a emettere fatture elettroniche a partire da questa data.
  2. Circolare 26/E del 2022: La circolare menzionata fornisce ulteriori chiarimenti sulle regole e sulle scadenze relative all’obbligo di fatturazione elettronica per i contribuenti che erano precedentemente esclusi dal regime forfetario. Quindi, le istruzioni dettagliate su come applicare queste regole possono essere trovate in quella circolare.

Nello specifico è bene conoscere i seguenti punti e termini del discorso.

Regime Forfettario: Il “regime forfetario” è un regime fiscale semplificato in cui i contribuenti pagano le tasse in base a una percentuale forfettaria sui ricavi o compensi che ricevono, senza dover calcolare tutte le spese deducibili. Questo regime è spesso utilizzato da piccoli imprenditori o professionisti con ricavi modesti.

Limite dei 25.000 euro: Nel 2021, i contribuenti che erano nel regime forfetario non erano tenuti a passare alla fatturazione elettronica fintanto che i loro ricavi o compensi non superavano i 25.000 euro. Questo significa che potevano continuare a emettere fatture cartacee o in altri formati non elettronici.

Ragguagliati ad anno previsto dall’art. 18 del D.L. n. 36 del 30 aprile 2022: Questa parte del testo fa riferimento a un articolo specifico di un decreto legislativo italiano (D.L. n. 36 del 30 aprile 2022). Questo articolo (Art. 18) contiene disposizioni relative alla fatturazione elettronica.

Cambiamento di Regime: Il testo indica che i contribuenti che erano nel regime forfetario nel 2021 e che nel corso del 2022 hanno superato il limite dei 25.000 euro di ricavi o compensi sono obbligati a passare alla fatturazione elettronica.

Scadenza dell’Obbligo di Fatturazione Elettronica: La domanda finale si riferisce a quando questi contribuenti sono tenuti a iniziare a utilizzare la fatturazione elettronica. L’obbligo può iniziare dal 1° gennaio 2023 o dal 1° gennaio 2024, ma la scelta della data dipenderà da ulteriori disposizioni legislative o regolamentari.

In sintesi, il testo stabilisce che i contribuenti nel regime forfetario che superano il limite di 25.000 euro di ricavi o compensi nel 2022 devono iniziare a emettere fatture elettroniche a partire da una data successiva, che sarà determinata in base alle leggi e ai regolamenti futuri.

Ma allora chi è esonerato dall’obbligo di fattura elettronica?

  1. Operatori Esenti dall’Emissione di Fatture Elettroniche:
    • Regime di Vantaggio: Gli operatori, come imprese e lavoratori autonomi, che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” sono esonerati dall’obbligo di emettere fatture elettroniche. Questo regime è regolamentato dall’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito in legge dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
    • Regime Forfettario: Anche gli operatori che rientrano nel “regime forfettario” sono esentati dall’emissione di fatture elettroniche. Questo regime è definito dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
  2. Possibilità di Emissione di Fatture Elettroniche: Nonostante siano esenti, gli operatori che rientrano nei regimi di vantaggio o forfettario hanno comunque la possibilità di emettere fatture elettroniche se lo desiderano, seguendo le disposizioni specifiche stabilite nel provvedimento del 30 aprile 2018.
  3. Piccoli Produttori Agricoli: Inoltre, questa esenzione dall’emissione di fatture elettroniche si applica anche ai “piccoli produttori agricoli” come definiti nell’articolo 34, comma 6, del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n. 633/1972. Questi operatori erano esenti per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

In breve, la dichiarazione stabilisce chi sono gli operatori esentati dall’obbligo di emettere fatture elettroniche in Italia, includendo coloro che rientrano nei regimi di vantaggio e forfettario, nonché i piccoli produttori agricoli. Tuttavia, anche se sono esenti, questi operatori hanno la possibilità di utilizzare la fatturazione elettronica se lo desiderano, seguendo le regole specifiche stabilite.

(Fonte, fonte)

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