Guide

Che cos’è l’imposta di registro

fernando172543 an high performance web server working in intern 44940d26 83ae 4023 babd 6095fbaa9f211

Imposta di registro

L’imposta di registro è un tributo che si applica sugli atti pubblici e privati che hanno valore legale, come contratti, compravendite immobiliari, affitti e vari tipi di accordi. Viene pagata al momento della registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate e la sua entità varia in base al tipo di atto e al suo valore.

Nel caso di un contratto di compravendita, ad esempio, l’imposta di registro può essere calcolata come una percentuale sul valore dell’immobile o sul valore dichiarato nell’atto. Può essere fissa o proporzionale, a seconda del tipo di documento e della natura dell’atto.

L’imposta di registro su un prestito dipende dal tipo di contratto e dalla sua forma. Ecco le principali casistiche:

  1. Prestito tra privati (non registrato spontaneamente)
    • Se il contratto di prestito (mutuo) non viene registrato, non è soggetto all’imposta di registro immediata. Tuttavia, se viene usato in un procedimento legale o registrato successivamente, si applicherà l’imposta.
  2. Prestito tra privati con registrazione volontaria
    • Se il contratto viene registrato presso l’Agenzia delle Entrate, l’imposta di registro è 3% dell’importo prestato, salvo esenzioni specifiche.
  3. Prestiti bancari e finanziamenti
    • I prestiti concessi da banche o intermediari finanziari sono generalmente soggetti all’imposta sostitutiva, che può essere:
      • 0,25% dell’importo erogato per mutui prima casa.
      • 2% dell’importo erogato per altri tipi di finanziamento.
    • Se il prestito non rientra nei casi sopra, potrebbe essere soggetto a imposta di registro proporzionale o fissa.
  4. Prestiti infragruppo (tra società dello stesso gruppo)
    • Se il prestito è tra società collegate e viene registrato, l’imposta di registro può variare a seconda del tipo di atto e delle condizioni specifiche.

L’imposta di registro viene fissata in alcuni tipi di contratti ad una quota fissa, ad esempio 100 € e spesso viene specificato che si applica “in caso d’uso”, genericamente. In genere l’imposta di registro sui prestiti personali non è sempre dovuta, ma viene applicata quando:

  1. Il contratto viene registrato volontariamente presso l’Agenzia delle Entrate.
  2. Il contratto è utilizzato come prova in un contenzioso legale (ad esempio, in caso di controversie).

Se il prestito viene erogato senza la necessità di una registrazione formale, l’imposta non è dovuta. Tuttavia, resta sempre applicabile l’imposta di bollo di 16 € se il prestito non è regolato in conto corrente.

Visualizzazioni di questo articolo: 0
Non ha ancora votato nessuno.

Che ne pensi di questo articolo?

Privacy, cookie e termini di servizio
Questo sito contribuisce felicemente alla audience di sè stesso.
pagare.online
Seguici su Telegram ❤️ ➡ @trovalost
Pagare.online by cap0l00p3r is licensed under CC BY 4.0 - Il nostro network: Lipercubo - Pagare - Trovalost .