Imposta di registro
L’imposta di registro è un tributo che si applica sugli atti pubblici e privati che hanno valore legale, come contratti, compravendite immobiliari, affitti e vari tipi di accordi. Viene pagata al momento della registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate e la sua entità varia in base al tipo di atto e al suo valore.
Nel caso di un contratto di compravendita, ad esempio, l’imposta di registro può essere calcolata come una percentuale sul valore dell’immobile o sul valore dichiarato nell’atto. Può essere fissa o proporzionale, a seconda del tipo di documento e della natura dell’atto.
L’imposta di registro su un prestito dipende dal tipo di contratto e dalla sua forma. Ecco le principali casistiche:
- Prestito tra privati (non registrato spontaneamente)
- Se il contratto di prestito (mutuo) non viene registrato, non è soggetto all’imposta di registro immediata. Tuttavia, se viene usato in un procedimento legale o registrato successivamente, si applicherà l’imposta.
- Prestito tra privati con registrazione volontaria
- Se il contratto viene registrato presso l’Agenzia delle Entrate, l’imposta di registro è 3% dell’importo prestato, salvo esenzioni specifiche.
- Prestiti bancari e finanziamenti
- I prestiti concessi da banche o intermediari finanziari sono generalmente soggetti all’imposta sostitutiva, che può essere:
- 0,25% dell’importo erogato per mutui prima casa.
- 2% dell’importo erogato per altri tipi di finanziamento.
- Se il prestito non rientra nei casi sopra, potrebbe essere soggetto a imposta di registro proporzionale o fissa.
- I prestiti concessi da banche o intermediari finanziari sono generalmente soggetti all’imposta sostitutiva, che può essere:
- Prestiti infragruppo (tra società dello stesso gruppo)
- Se il prestito è tra società collegate e viene registrato, l’imposta di registro può variare a seconda del tipo di atto e delle condizioni specifiche.
L’imposta di registro viene fissata in alcuni tipi di contratti ad una quota fissa, ad esempio 100 € e spesso viene specificato che si applica “in caso d’uso”, genericamente. In genere l’imposta di registro sui prestiti personali non è sempre dovuta, ma viene applicata quando:
- Il contratto viene registrato volontariamente presso l’Agenzia delle Entrate.
- Il contratto è utilizzato come prova in un contenzioso legale (ad esempio, in caso di controversie).
Se il prestito viene erogato senza la necessità di una registrazione formale, l’imposta non è dovuta. Tuttavia, resta sempre applicabile l’imposta di bollo di 16 € se il prestito non è regolato in conto corrente.