autocarro uso privato

E’ possibile utilizzare un autocarro per uso privato?

Secondo il codice della strada, gli autocarri sono mezzi destinati a individui addetti al loro utilizzo e al trasporto di cose. Senza autorizzazione non possono essere usati per scopi diversi da quelli indicati nella carta di circolazione. In questa categoria rientrano anche Jeep, Pick-up e Suv a patto che siano stati immatricolati come autocarri e non come comuni autovetture.

Da questo punto di vista, il codice della strada affronta le effrazioni, ovvero gli utilizzi diversi da quelli indicati, a sanzioni talvolta salate e alla possibilità di sospensione di circolazione che può variare da 1 a 6 mesi. Le cose vanno peggio nel caso in cui si trattasse di una situazione recidiva, dato che la pena potrebbe essere estesa fino a 1 anno.

Si evince l’importanza dell’uso che si vuole fare di questa tipologia di mezzi, tenendo conto la categoria e lo scopo per cui sono stati immatricolati.

Che vuol dire usare un autocarro per uso privato

Indipendentemente dall’uso che si fa dell’autocarro è necessario assicurare il mezzo esattamente come avviene per le normali auto e moto. La differenze tra le due categorie è che le assicurazioni, nel caso degli autocarri vengono stipulate in base alla massa a pieno carico del veicolo. Quindi, è possibile utilizzare l’autocarro per uso privato ma è meglio specificare che in realtà, è possibile in virtù di un bias della legge, poiché non viene vietato esplicitamente. Il fattore da considerare è che il mezzo rispetti il tipo di destinazione per cui è stato immatricolato.

Dunque, è necessario scegliere polizze assicurative che assecondino bene le esigenze dei guidatori ed è per questo che guide come quelle di assicurazioniautocarri.com facilitano il percorso di scelta offrendo spunti e possibilità che normalmente, un neofita potrebbe non considerare. Nell’apposita sezione della guida online puoi confrontare i principali fattori di calcolo e richiedere un’assicurazione autocarro uso privato in questa scheda con un preventivo gratuito.

In conclusione

Tuttavia, bisogna ammettere che anche se la legge non è precisa, bisogna comunque rispettare molte altre norme che potrebbero mettere in difficoltà i possessori di tali veicoli.

Innanzitutto, viaggiare su questi mezzi è consentito fino a un massimo di 5 persone e devono occupare gli appositi sedili. Questo significa che non è consentito accomodare dei passeggeri nel vano o nel cassone, cosa che è possibile solo dopo previa e specifica autorizzazione.

Un altro dubbio è circo l’utilizzo a scopo vacanziero dell’autocarro; non esiste, al contrario di ciò che si ritiene popolarmente, un divieto che impedisce di usare questo mezzo per andare in vacanza. tuttavia, se si trasportassero oggetti regolamentati da licenze, permessi e autorizzazioni, si incorrerebbe in multe.

Insomma, c’è da studiare molto e consigliamo di consultare degli esperti prima di prendere iniziativa con un autocarro privato.

5/5 (1)

Che ne pensi?

Come evitare di pagare l’imposta di bollo sui conti correnti.

Nel Decreto Salva Italia emanato nel 2011 dal Governo Monti è stata introdotta l’imposta di bollo sui conti correnti e, successivamente, modificata più volte dall’organo legislativo, che al momento sembra non abbia alcuna intenzione di abbrogarlo.

Vediamo cos’è, a quanto ammonta, quando pagarla e, soprattutto, come e quando è possibile evitare di pagarla.

Cos’è l’imposta di bollo?

L’imposta di bollo è una tassa sul possesso di un conto corrente relativa sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche. Se esaminate con attenzione un estratto conto della vostra banca troverete sicuramente questa voce al suo interno e graverà per 34,20 euro all’anno sui conti correnti appartenenti alle persone fisiche e per 100 euro annui sui conti correnti intestati ad aziende, imprese e titolari di partita IVA. In base al vostro piano contrattuale è possibile pagare l’imposta in un’unica soluzione annuale o anche ripartirla in maniera trimestrale o mensile.

Chi deve pagarla?

Tutti i conti correnti sono soggetti al pagamento dell’imposta di bollo a patto che non superino una giacenza annua di 5.000 euro. Attenzione: il totale della giacenza media è cumulativo, quindi se avete più conti correnti o libretti di risparmio aperti con lo stesso istituto bancario verrrà calcolata un’unica giacenza media comprensiva di tutti i vostri conti e, qualora superiate la soglia di 5.000 euro andrete a pagare l’imposta di bollo su ogni singolo conto o libretto in vostro possesso.

Non è detto che dobbiate pagare l’imposta di bollo per intero poichè essa si calcola considerando le giacenze per trimestre. Dunque, se voi nei primi due trimestri avete avuto una giacenza media di 4.000 euro che, a seguito di uno o più accrediti dè diventata di 8.000 nel secondo semestre, andrete a pagare l’imposta di bollo solo per la seconda parte dell’anno e quindi 17,10 euro se “il” o “i” conti sono intestati alla persona fisica e 50,00 euro se intestati ad azienda o partita IVA.

Come evitare di pagarla?

Ovviamente, per non pagare l’imposta di bollo bisogna mantenersi sotto la giacenza media di 5.000 euro annui e questo si può fare bilanciando il conto con spese e prelievi. Ma con la crisi covid e la conseguente diminuzione di spesa e corsa al risparmio che molte famiglie hanno attuato nell’ultimo anno e mezzo, quest’anno molti correntisti che generalmente avevano una bassa giacenza, si troveranno invece con la sgradita sorpesa di dover pagare l’imposta di bollo proprio in virtù delle economie che hanno fatto e che hanno causato l’aumento della loro giacenza media oltre la soglia limite.

Foto di Tumisu da Pixabay

Esistono altre tre categorie di correntisti che non sono soggetti al pagamento dell’imposta di bolla:

  • I titolari di un conto corrente base;
  • Coloro che hanno un ISEE inferiore ai 7.500 euro annui;
  • Coloro che posseggono un conto corrente presso un Istituto di Pagamento (che come tale non è assimilabile ad un conto bancario) o presso un Istituto di Moneta Eletronica (IMEL).

 

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Codice cliente PostePay: cos’è e dove trovarlo

Cos’è il codice cliente PostePay

Da non confondersi con il codice presente sulla carta (il PAN), tantomeno con il CVC ed il CVV, il codice cliente PostePay viene comunicato privatamente ad ogni cliente della famosa carta prepagata delle Poste Italiane, ed è presente in un file PDF allegato alla mail di conferma della registrazione che abbiamo ricevuto. Possiamo trovare il nostro codice cliente anche all’interno del sito Poste.it. Il codice cliente non è quello per accedere all’app di 6 cifre, per la precisione: il codice cliente PostePay si ottiene in fase di registrazione sul sito poste.it nel momento in cui si registra la propria carta.

Il codice viene generato automaticamente ed inserito in un file, in formato PDF, allegato alla email precedentemente comunicata in fase di registrazione al sito poste.it, dopo aver fatto login con le nostre credenziali.

A cosa serve il codice?

Il codice cliente Postepay serve, molto semplicemente, ad identificare l’utente proprietario della carta PostePay; nello specifico, è utile per recuperare username e password dell’utente che ne faccia richiesta, ad esempio nel caso in cui le avesse dimenticate. Si fa uso di questo sistema per evitare frodi, o che qualcuno che non è la persona titolare possa prendere possesso della carta o sottrarre i soldi dalla stessa in vari modi.

Dove trovo questo codice?

Come detto prima, il codice viene generato automaticamente ed inserito in un file, in formato PDF, allegato alla email precedentemente comunicata in fase di registrazione al sito poste.it, dopo aver fatto login con le nostre credenziali.

Come recuperarlo

Si consiglia di fare riferimento al numero di assistenza clienti 803.160 oppure sul sito poste.it.

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Quanto è possibile prelevare al massimo con la nostra carta?

La risposta è che in genere è necessario fare riferimento alle condizioni contrattuali della propria banca. Ogni carta viene emessa da un istituto di credito o da una banca o società che fissa le condizioni, tra le altre cose, per quello che riguarda i limiti di prelievo. Bisogna pero’ distinguere tra limiti di pagamento (o di spesa) e limiti di prelievo, che sono inerenti due cose diverse e, insomma, cerchiamo di chiarirci un po’ le idee.

Limite di prelievo e limite di pagamento

Bisogna distinguere, per ogni tipo di carta, tra limite di prelievo e limite di pagamento. Il limite di prelievo consiste nei soldi contanti massimi che puoi prelevare da un ATM o bancomat, in sostanza; esso in genere è un limite sia giornaliero che mensile, quindi non potrai prelevare dalla tua carta più di TOT euro ogni mese, con al massimo altri TOT euro prelevabili giornalmente. Il limite di pagamento, invece, consiste nella massima spesa che puoi effettuare mediante carta di credito, quindi pagando con un POS da un negoziante, oppure acquistando online. La differenza tra i due è netta, ovviamente, e di solito sono limiti di spesa ben distinti tra loro, e uno non influenza in alcun modo l’altro.

Per ulteriori informazioni, si suggerisce caldamente di fare riferimento alle condizioni contrattuali stipulate con la propria banca (nello specifico, i massimali sono riportati nella documentazione bancaria che ci hanno rilasciato all’interno del “foglio informativo“, in genere).

Che cosa sono i massimali

I cosiddetti massimali sono proprio questo: un limite di spesa, in sostanza, che può variare sulla base delle condizioni contrattuali specifiche della banca a cui vi siete rivolti. Un massimale può essere, per quanto abbiamo appena visto, sia di prelievo in contanti da ATM che di pagamento, e sono in genere due voci distinte tra di loro che non “interferiscono”, per così dire.

I massimali non sono fissi e monolitici, e possono invece essere modificati col tempo sia dalle banche stesse che per volontà dell’utente, che può richiedere (ad esempio per telefono con firma digitale, oppure andando in banca e seguendo la procedura indicata volta per volta) di aumentare o diminuire i massimali a piacere, ad esempio per specifiche e/o rinnovate esigenze di pagamento di F24, F23, tasse, multe, rate della macchina e così via. Di seguito riportiamo, a titolo esemplificativo, alcuni dei massimali delle carte più diffuse puramente a campione, facendo presente che le condizioni effettive potrebbero essere diverse da quelle che riportiamo, in questa sede, a mero scopo divulgativo-esemplificativo (fate sempre riferimento alla documentazione ufficiale aggiornata della banca, per sicurezza).

HYPE Start

  • Massimale giornaliero di prelievo: 250€ (puoi prelevare al massimo 2500€ al giorno)
  • Massimale mensile di prelievo: 1.000€ (puoi prelevare al massimo 10.000€ al mese)

HYPE Premium

  • Massimale giornaliero di prelievo: 2.500€ (puoi prelevare al massimo 2500€ al giorno)
  • Massimale mensile di prelievo: 10.000€ (puoi prelevare al massimo 10.000€ al mese)

Nexi

  • Massimale giornaliero minimo di prelievo: 25€ (devi prelevare minimo 25€ al giorno)
  • Massimale giornaliero massim di prelievo: 250€ (puoi prelevare al massimo 250€ al giorno)

(fonte)

Postamat Click (carta di credito) Poste Italiane

Per quanto riguarda la carta Bancoposta Click di Poste Italiane SpA, abbiamo che il limite di prelievo contanti è senza limiti, anzitutto, se uno va a prelevare negli uffici postali di tutta Italia. Diversamente, è di 600€ al giorno presso tutti gli ATM Postamat o bancari sia in Italia che all’estero, a cui va aggiunto il limite massimo di 2500€ al mese.

Quindi se, ad esempio puramente ipotetico e per capire meglio con un calcolo concreto, avete 4000€ sulla vostra carta (quindi una disponibilità maggiore di denaro rispetto al limite mensile, tanto per fare un esempio), potrete prelevare a partire dal 1 aprile del mese in questo modo:

  • 600€ giorno 1 aprile;
  • 600€ giorno 2 aprile;
  • 600€ giorno 5 aprile;
  • 600€ giorno 9 aprile;
  • 100€ giorno 15 aprile e poi basta, avete raggiunto la soglia dei 2500€ mensili, per cui dovrete aspettare maggio per prelevare di nuovo (in quest’ultimo caso il vincolo mensile “ha la meglio” rispetto a quello giornaliero, e non ci permette di prelevare giornalmente altre 600€ perchè abbiamo sforato il limite mensile);

Se invece uno in un mese avesse solo 2000€ potrebbe prelevarle tutte in questa modalità:

  • 600€ giorno 4 aprile;
  • 600€ giorno 8 aprile;
  • 600€ giorno 13 aprile;
  • 200€ giorno 18 aprile (siamo arrivati al limite massimo di 2000€ consentito dal conto);

Attenzione ad una cosa importante: questo calcolo assume che non stiate pagando commissioni per il prelievo, e vale soltanto se decidete di prelevare sempre da uno sportello ATM Postamat e/o da un ufficio postale. Se fate lo stesso ragionamento prelevando da altri ATM non di POste Italiane, dovrete considerare le commissioni di:

  1. 1,75€ per ogni prelievo in euro, sia in Italia che all’estero;
  2. 2,58€ + 1,3% dell’importo prelevato se in valuta diversa dall’euro (ad esempio in yen) sempre ovviamente da un bancomat abilitato non di Poste Italiane.

Quindi se considerassimo il limite massimo prelevabile in questo caso, dobbiamo considerare il costo di ogni prelievo, ovvero potremo prelevare un po’ di meno rispetto a quanto abbiamo calcolato: considerando che i bancomat permettono generalmente di prelevare in taglio minimo di 10€, dovrete arrondare per difetto rispetto a quest’ultimo taglio.

Quindi, ad esempio, il prelievo massimo con carta Bancoposta Click sarà:

  • 600€ giorno 7 aprile (pagate 1,75€ di commissione, quindi se avevate 4000€ adesso vi rimarranno 4000-600-1,75=3398,25€);
  • altre 600€ giorno 2 aprile;
  • 600€ giorno 9 aprile (pagate anche qui 1,75€ di commissione, quindi se avevate 3398,25€ adesso vi rimarranno 3398,25-600-1,75=2796,50€);
  • la disponibilità effettiva sarà qualcosa in meno del massimale mensile, ma questo solo nel caso in cui facciate i prelievi da banche o ATM diversi da quelle di POste Italiane.

Per quello che riguarda, invece, il limite di pagamento su POS di esercenti convenzionati (precisamente con il circuito Mastercard, al momento in cui scriviamo), potete pagare al massimo 1500€ al giorno per un massimale di 3500€ al mese (le spese delle commissioni su ATM vengono generalmente pagate dal commerciante, non da voi).

(fonte)

5/5 (1)

Che ne pensi?

Quanti soldi contanti è possibile prelevare dal libretto postale?

Da contratto, i possessori di un libretto postale possono versare e prelevare i soldi in qualsiasi ufficio postale, inclusi i prelievi gratuiti dagli ATM Postmat (i “bancomat” delle Poste Italiane). In genere è possibile prelevare fino a 600€ alla volta, dato che il limite giornaliero è stabilito dal massimale della carta associata al libretto, che dovrebbero essere esattamente di 600€ al giorno.

Possiamo prelevare senza limiti fino a 2500€ ogni mese, quindi dobbiamo farlo in 5 giorni differenti, ad esempio:

  • 600€ lunedì;
  • 600€ martedì;
  • 600€ mercoledì;
  • 600€ giovedì;
  • 10€ venerdì e così abbiamo raggiunto la soglia dei 2500€ mensili.

In genere con un libretto postale è possibile sia effettuare prelievi che versamenti in tutti gli uffici postali, quindi recandosi allo sportello, e con la Carta Libretto è possibile prelevare senza commissioni presso tutti gli sportelli Postamat. Se preleviamo da altre banche possiamo pagare una commissione di conseguenza, invece.

Photo by Mufid Majnun on Unsplash

5/5 (2)

Che ne pensi?

Con la Postepay Evolution posso pagare nei negozi?

Molti utenti si sono chiesti se con la carta PostePay Evolution sia possibile pagare nei negozi: e la risposta è sì, è possibile farlo. Grazie alla PostePay Evolution, l’evoluzione successiva alla PostePay classica che dota la carta anche di un IBAN associato, possiamo effettuare pagamenti entro i massimali giornalieri e mensili previsti dal contratto con Poste Italiane e, di fatto, possiamo spendere ovviamente nei limiti dei soldi che andiamo a mettere nella carta.

Costi per pagare con carta PostePay Evolution presso i negozianti fisici

Se ad esempio abbiamo 500€ in una carta di questo tipo, potremo spendere fino a 500€ senza commissioni aggiuntive sul POS: da contratto, infatti, i pagamenti ai negozianti sono senza commissioni, quantomeno per tutti i negozi aderenti al circuito internazionale di riferimento. Alcuni esempi dei negozianti dotati di determinati servizi di pagamento (merchant) che accettano PostePay Evolution sono i seguenti:

  • Esselunga
  • Fotoservice
  • H3G
  • MyCicero
  • Helvetia
  • Hera
  • PosteMobile
  • Quixa
5/5 (2)

Che ne pensi?

Postepay NewGift

Postepay NewGift è stato un prodotto bancario promosso da Poste Italiane che, al momento in cui scriviamo, non viene più commercializzato. Tutte le carte Postepay NewGift, infatti, vengono evolute mediante un’apposita procedura in PostePay ordinaria. Diversamente, infatti, non possono essere più utilizzate.

Per continuare ad utilizzare una carta di questo tipo è necessario andare alle poste e trasformarla gratuitamente in una carta Prepagata Postepay Standard presso qualsiasi ufficio postale. In alternativa è possibile chiedere a sportello l’estinzione della propria carta, senza spese e con rimborso dell’importo eventualmente presente, previa presentazione del codice di rimborso.

Si tratta di una delle carte che sono state limitate nell’uso dalla Direttiva Antiriciclaggio.

 

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Libretto Smart Poste Italiane

Vediamo le caratteristiche di questa carta prepagata che, nello specifico, può essere associata ad un libretto smart Poste Italiane.

Che cosa è il libretto Smart?

Si tratta della versione rinnovata del classico libretto Postale, che si chiamava così fino a qualche anno fa, e che viene gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti. È uno strumento finanziario garantito dallo Stato italiano, per depositare i risparmi senza per forza (o in alternativa) all’avere un conto corrente bancario. L’unico promotore e venditore dei libretti postali in Italia è Poste Italiane. Grazie ad un libretto smart, che puoi attivare anche in forma completamente digitale, puoi anche sottoscrivere Buoni fruttiferi postali dematerializzati, sempre mediante sito.

Come attivare libretto smart on line?

Un libretto Smart si può richiedere direttamente dal sito Poste Italiane, e per farlo basta partire da questo link:

https://buonielibretti.poste.it/prodotti/libretto-postale-smart.html

cliccando poi su Scopri di più.

Che costi ha il libretto Smart?

Il libretto non ha nessun costo, e la Carta Libretto che si associa allo stesso non costa nulla. Non sono previsti canoni o quote, e nemmeno commissioni su prelievi e versamenti.

Quanto si può prelevare dal libretto Smart?

La carta è soggetta a limiti di prelievo dagli sportelli ATM, e precisamente potete prelevare fino a 600€ al giorno per un massimo di 2500€ euro al mese.

Come funziona per chi ha già un libretto postale nominativo?

Se avete già un libretto nominativo, si può convertire nella nuova formula libretto Smart.

Come depositare su un libretto postale Smart?

Potete farlo in tre modi: mediante l’home banking, quindi direttamente dal sito delle Poste, mediante il servizio RPOL (Risparmio Postale Online), oppure mediante app ufficiale Bancoposta oppure, ancora, direttamente agli sportelli delle poste italiane con carta di credito oppure in contanti.

Quali operazioni posso fare con il libretto postale Smart?

La carta libretto permette di usufruire di alcuni dei servizi del conto corrente postale o bancario classico, con qualche piccola differenza. In genere sono disponibili:

  • prelievo contante da ATM con la carta
  • trasferimento denaro
  • bonifico
  • ricarica
  • servizio di estratto conto

Le operazioni vengono annotate direttamente sul libretto, in modo da tenere tutti i movimenti sotto controllo. Con il Libretto smart, inoltre, potrete sottoscrivere direttamente dei buoni fruttiferi, in modo tale che maturino degli interessi sui vostri risparmi nel tempo. I servizi sono disponibili al pubblico dalle 8 alle 22, così come la carta si può utilizzare soltanto dalle 6 di mattina alle 10 di sera. Per somme elevate,  ci potrebbero inoltre essere delle tassazioni fiscali da considerare, che vengono calcolate a seconda dei casi e vengono detratte automaticamente ogni anno.

Come spostare soldi da libretto postale a Postepay?

Per spostare i soldi da libretto postale è possibile utilizzare un vaglia, che non è altro che un titolo di credito mediante il quale possia trasferire i soldi. Una possibilità ulteriore è data inoltre dalla possibilità di usare l’app ufficiale oppure il sito BancoPosta Click, in modo da effettuare l’operazione direttamente online mediante il numero della carta libretto.

4.5/5 (4)

Che ne pensi?

Credito d’imposta al 30%: cos’è e come funziona

È noto informalmente come bonus bancomat o bonus pagamenti elettronici, ma formalmente si tratta di un credito d’imposta. In base al provvedimento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate giorno 29 aprile 2020, il credito d’imposta al 30% viene riconosciuto se gli esercenti, nel corso dell’anno di imposta precedente, abbiano conseguito compensi e ricavi di massimo 400.000 euro. Ricordiamo che, nella normativa vigente, il credito di imposta è una compensazione dei debiti atta tipicamente a diminuire le imposte, e che può essere in alcuni casi oggetto di rimborso al momento della dichiarazione dei redditi.

Già con la legge 157/2019 era possibile, per gli esercenti, richiedere un credito d’imposta del 30% sui costi di commissione per qualsiasi tipo di pagamento digitale. In seguito, dl 1 luglio 2020, è prevista la possibilità di richiedere questa percentuale di credito di imposta in sede di dichiarazione dei redditi.

Se ad esempio l’importo è pari a 1000€, il credito d’imposta sarà del 30% ovvero 300€.

Come richiedere il credito d’imposta

Si può richiedere mensilmente mediante F24, usando il codice tributo 6919, ma per sicurezza e per maggiori informazioni si suggerisce di chiedere al proprio commercialista. Da quello che suggeriscono su altri portali qualificati, inoltre, è bene fare molta attenzione a scalare correttamente il credito d’imposta, perchè eventuali errori possono riflettersi in multe e pagamenti ulteriori.

Chi può usufruire del credito d’imposta

Qualsiasi tipo di attività commerciale, artigiani e liberi professionisti o artigiani che offrono un servizio di pagamento tracciabile, che non abbiano guadagnato più di 400.000 euro nel corso dell’anno precedente.

Quali spese concorrono al credito d’imposta

Vengono considerate ai fine delle spese tutti i pagamenti fatti effettuare a privati (le spese verso altre aziende o B2B sono escluse, a quanto pare):

  • pagamento con lettore di carte;
  • pagamento con buoni d’acquisto;
  • pagamenti online mobile, Google Pay, Apple Pay;
  • pagamenti con carta di debito, credito e prepagata (anche online).

Credito d’imposta e POS (Point Of Sale)

Alcuni POS utilizzabili dagli esercenti per far pagare i propri clienti con carta prevedono, tra le altre cose, una funzionalità interna per visualizzare il reddito d’imposta accumulato nel mese precedente (ad esempio SumUp presenta questa possibilità).

5/5 (1)

Che ne pensi?

Come ricevere un pagamento su Postepay

Non tutti sanno che la carta PostePay può essere utilizzata anche per ricevere pagamenti in genere, come l’accredito dello stipendio oppure soldi da un amico. Per quanto la seconda possibilità non sia in genere consigliabile perchè si rischia di sbagliare, rimane un’opportunità senza dubbio molto sfruttata da chi utilizza questo genere di carta prepagata.

Bonifico su PostePay, si può fare?

Le carte abilitate al pagamento su PostePay sono soltanto le PostePay evolution e tutte le carte (prepagate e non) analoghe dotate di IBAN, mentre le altre (come la PostePay classica) non possono ricevere bonifici perchè non possiedono l’IBAN.

Premesso questo, per farsi pagare su PostePay ci sono tre possibilità.

Pagamento presso tabacchino o Poste Italiane

Potete fornire a chi vi deve dei soldi il numero della vostra carta PostePay (non serve dare la data di scadenza ed il codice sul retro, ovviamente), quindi fornite quel numero che identifica la vostra carta, poi dovrete dare il nome dell’intestatario ed il codice fiscale dello stesso e dovrete dire alla persona di farvi una ricarica con quei dati.

L’accredito sarà in genere istantaneo, e dopo pochi minuti dal versamento (che la persona può fare alle Poste oppure ai bar ed i tabacchini convenzionati Sisal) avrete i soldi sulla carta. Tenete conto che questo tipo di pagamento non prevede una vera e propria ricevuta e non è tracciabile, a differenza del bonifico tradizionale che è più sicuro. La persona che effettua il pagamento pagherà una commissione di 2 euro.

Pagamento online (dal sito poste.it) mediante un’altra PostePay

In questo caso la persona che vi deve mandare i soldi deve avere anch’essa una carta PostePay, andare nel sito Poste.it e fare una ricarica al vostro numero di telefono. La procedura è possibile effettuarla dal sito, in modo che l’altra persona abbia accesso al proprio account e faccia una ricarica ad un’altra carta, cioè la vostra, ed abbia il vostro nome e numero di carta PostePay.

Anche in questo caso l’accredito sarà istantaneo, e dopo pochi minuti dal versamento online avrete i soldi sulla carta. Tenete conto che questo tipo di pagamento non è tracciabile, a differenza del bonifico tradizionale che è più sicuro. La persona che effettua il pagamento pagherà una commissione di 2 euro. Potete anche effettuare la ricarica su PostePay se la persona che vi deve mandare i soldi possiede un account Webank.

Versamento mediante bonifico

Se possiedi una carta PostePay di tipo Evolution, infine, puoi richiedere che i soldi ti vengano versati mediante bonifico SEPA. Qualsiasi altro conto in banca va bene, in questo caso, e dovrete fornire l’IBAN unico della vostra carta a chi deve pagarvi. Questo è il modo classico per farsi accreditare lo stipendio, ad esempio, pero’ dovete avere il modello PostePay Evolution per forza, in questo caso.

Per saperne di più sui bonifici e su come farli online clicca qui.

Se invece vuoi leggere altre informazioni sulla PostePay:

Photo by Fabian Blank on Unsplash

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Postepay Corporate

Postepay Corporate è la prepagata di Poste Italiane destinata alla gestione delle spese aziendali. Si tratta di uno strumento pensato per il business, dedicato a dipendenti e collaboratori. La carta è nominativa, prepagata e ricaricabile.

Circuiti abilitati

La Postepay Corporate è abilitata sul circuito Visa e Postamat per questo può essere utilizzata in Italia e all’estero per operazioni come prelievo di contante, verifica saldo e movimenti presso gli uffici postali e presso gli ATM bancari. È possibile inoltre acquistare beni e servizi presso gli esercenti convenzionati e su Internet, dai siti abilitati. Questa prepagata permette anche di pagare i pedaggi autostradali e di effettuare tutte le operazioni dispositive e informative con la registrazione del titolare.

Come richiedere la carta

La carta può essere richiesta da un rappresentante dell’azienda direttamente presso l’ufficio postale, una volta rilasciata è il titolare della stessa a dover procedere all’attivazione recandosi presso l’ufficio postale. Possono essere richieste anche le carte dalla piattaforma Corporate Banking di Bancoposta che permette di gestire tutti i servizi comodamente online, ovunque ci si trovi.

Costi della carta

Il rilascio della carta ha un costo di 2.50 euro, l’attivazione è gratuita e il plafond è di 10 mila euro. Ogni ricarica prevede la commissione di 1 euro, il prelievo ha una commissione di 1.75 euro e di 5 euro all’estero. I pagamenti sono gratuiti.
Il limite di prelievo giornaliero è di 600 euro da ATM e di 3000 euro in ufficio, il pagamento massimo consentito al giorno è di 10mila euro. La carta viene rilasciata con il design di una comune carta Postepay ma può essere personalizzata su richiesta ad un costo di 5000 euro. Non sono previsti canoni annuali o spese supplementari.

Verifica saldo PostePay Corporate

Per verificare il saldo e seguire i movimenti è possibile utilizzare la piattaforma di Corporate Banking, il dipendente può utilizzare la carta come una normale Postepay e quindi visualizzare le informazioni utili anche a sportello. La carta dispone inoltre di sconti e interessanti vantaggi per presso negozi fisici e per acquisti online.

Nel complesso si tratta di uno strumento fondamentale per tutti coloro che desiderano avere la versatilità di una carta per la propria attività, con tutti i pregi e la semplicità di una prepagata del gruppo Poste Italiane. La Postepay Corporate consente di gestire al meglio tutte le spese amministrative, nonché di avere sempre sotto controllo i costi e il plafond.

4.75/5 (4)

Che ne pensi?


Pagare.Online è gestito e scritto prevalentemente da Salvatore Capolupo