Da quando l’epidemia di coronavirus condiziona le nostre esistenze e fa parte delle cronache a qualsiasi livello, dalla vita di ogni giorno nelle città a finire con lo sport, urge una riflessione sul nostro modo di vivere, che probabilmente dopo questi giorni non sarà più lo stesso. Psicosi, paure, prudenza che non è mai troppa, finiranno per migliorare le nostre vite, sicuramente, ma anche per tarpare le ali alla libera impresa, all’iniziativa dei singoli ed al coraggio di migliaia di lavoratori costretti a sacrificarsi ancora di più. Forza e coraggio!

Ma vediamo come si sta comportando bitcoin, ad oggi.

In questo periodo l’andamento fluttuante di bitcoin sembra risentire della crisi: al momento in cui scriviamo, infatti, 1 BTC vale appena 5000 €, un cambio BTC-EUR che non si vedeva così basso da marzo dell’anno scorso, dati storici alla mano (fonte: Google). In sostanza quello che sta succedendo è che molti detentori di criptovaluta si stanno scoraggiando e, di fatto, tendono a svalutare globalmente il suo valore ricambiandola in moneta in blocco. Sicuramente, in questo, rientra una valutazione sulla crisi del momento e sulla necessità di avere liquidità a disposizione, con tutta l’incertezza (incredibile, e praticamente senza precedenti) che pervade questi giorni a qualsiasi livello: economico, finanziario, sanitario, morale e sociale.

Insomma Bitcoin sta apparentemente sprofondando sotto il livello del mare, per citare una famosa canzone che tutti conosceranno, e non è chiaro cosa sia meglio fare per chi ne avesse qualcuno da parte.

Del resto l’idea che si tratti di un “bene rifugio” è ancora più forte in tempi incerti per tutti, come quelli che ci troviamo, nostro malgrado, a vivere. E allora cosa fare? La prudenza in questi casi dovrebbe essere d’obbligo.

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