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I segreti per diventare dei trader di successo

Tra le ricerche più in voga su Google ci sono quelle riguardo i trucchi per guadagnare con il trading online. La parola trucchi associata al trading non è molto appropriata, perché non si tratta di un gioco ma di un vero lavoro, anche se ci sono dei segreti che i migliori trader al mondo hanno rivelato e che possono aiutare chi ha appena iniziato.

L’obiettivo del trader è quello di guadagnare dalle variazioni di prezzo che i vari asset (valute, cripto valute, azioni, materie prime ecc.) hanno sui mercati finanziari. Sicuramente studiare i mercati finanziari e tenersi aggiornati sugli avvenimenti politico/economici sono la base per qualsiasi aspirante trader. Quindi ogni ora investita nella lettura di libri e sui corsi online, anche gratuiti, sarà ampiamente ripagata.

Ma oltre allo studio c’è la pratica, ed è qui che ascoltare i più esperti fa la differenza.

Money management – Lo sbaglio che fanno molti principianti è quello d’iniziare a operare affidandosi alla fortuna, come farebbero davanti a un videogioco, e il più delle volte perdono. Il danno maggiore può capitare quando si investe tutto il capitale a disposizione in un’unica operazione. I veri esperti, invece, predicano quanto sia importante investire piccole quote in ogni operazione, così da minimizzare le perdite.

Fare trading ha dei costi, i principali sono le commissioni applicate dai broker, odiatissime da ogni trader che, quindi, si ritrova a pagare sia quando guadagna che quando perde! Per una gestione ottimale del portafoglio bisogna tenere conto del costo per trasferire il denaro dal proprio conto al broker e viceversa. Alcuni sistemi applicano delle commissioni che, anche se minime, a lungo termine hanno il loro peso. Meglio affidarsi ai metodi di trasferimento più popolari come Visa, Mastercard e PayPal, come fanno le compagnie di e-gaming che si affidano a piattaforme sicure e veloci mantenendo al sicuro i dati personali. Alcuni broker offrono zero commissioni, ma applicano una piccola differenza tra il prezzo a cui è possibile comprare e il prezzo a cui è possibile vendere ogni asset, questo spread diventa il loro margine di guadagno.

Bisogna saper perdere – Come sostiene Bill Lipschutz: “Non si può puntare a vincere il 50% o più delle volte, bisogna riuscire a guadagnare bene nel 20% degli investimenti”. Le perdite sono inevitabile dunque, ma una corretta gestione dei rischi è la chiave per proteggere il proprio budget, così da poter capitalizzare di più quando si apre una posizione che risulta poi vincente.

La visione a lungo termine è l’essenziale e, di conseguenza, fregarsene delle singole perdite per mantenere la fiducia nella propria strategia di trading.

Trading strategy – Quasi tutte le piattaforme consentono d’impostare dei parametri su quando chiudere in automatico una posizione aperta. Ciò può avvenire al raggiungimento di un determinato profitto (take profit) o quando si arriva a un livello di perdita oltre il quale non vale la pena rischiare (stop loss). Settando questi livelli prima di un investimento, si stabilisce la cifra massima che si è pronti a perdere, ma anche il massimo che si vuole guadagnare. Ciò permette di mettere da parte quelle emozioni che possono influire malamente su ogni sessione, come la paura e l’avidità.

Evitare le fregature – I soldi facili non esistono sul mercato finanziario, per questo bisogna evitare di farsi ammaliare da chi offre metodi sicuri per guadagnare con il trading. Negli ultimi anni molti principianti sono stati truffati da chi offriva sistemi automatici per generare profitti con i bitcoin e altre criptovalute che, avendo una forte volatilità, hanno raggiunto notevole popolarità. Inoltre, è fondamentale operare esclusivamente attraverso broker autorizzati dalla Consob, perché sono gli unici che rispettano le rigide norme europee.

Il consiglio finale è quello di osservare tanto, soprattutto nel periodo iniziale di questa attività, infatti, per saper cogliere le giuste opportunità ci vuole intuito ma anche una dose di esperienza. Sapere quando è il momento per diventare più “aggressivi” richiede tempo, l’importante è non avere fretta né inseguire i successi degli altri trader. 

Aderire con disciplina al proprio piano finanziario è il primo segreto dei trader di successo. Come diceva Benjamin Graham: “Nella finanza ciò che conta davvero non è arrivare al traguardo per primi, ma essere sicuri di riuscire ad attraversarlo”.

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Benzina e rifornimenti aziendali: tutto quello che c’è da sapere

A gennaio 2019 sono state introdotte diverse novità in merito ai rifornimenti aziendali. Liberi professionisti e società devono conoscere la normativa vigente e i migliori metodi di pagamento per poter richiedere le detrazioni fiscali e non commettere errori nella gestione delle fatture.

Sono due le principali novità che sono state introdotte con la Legge di Stabilità e che cambiano il modo di fare rifornimento. La prima è l’obbligo per il professionista di utilizzare dei metodi di pagamento tracciabili: la tracciabilità è diventata infatti indispensabile per poter detrarre l’IVA e per poter in questo modo ridurre la spesa complessiva da sostenere ogni mese per il rifornimento dei veicoli aziendali. Questa soluzione è stata attuata anche per evitare che i professionisti chiedano la detrazione dell’IVA per spese che in realtà non sarebbero detraibili.

Il costo del carburante è piuttosto sostenuto e può diventare una delle principali voci di spesa per le società che dispongono di una vasta flotta aziendale. Prima di fare rifornimento può essere utile quindi analizzare il prezzo della benzina oggi e fare un confronto tra i costi del carburante proposti dai diversi distributori, in modo da individuare quello più vantaggioso.

La seconda novità riguarda invece l’esercente, infatti alla stazione di servizio viene chiesto di emettere una fattura elettronica. Questa deve essere generata con il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate utilizzando il formato prestabilito. La fattura elettronica deve poi essere inviata all’acquirente utilizzando la posta certificata.

Gestire i rifornimenti aziendali con le carte benzina

Per rendere più semplice la gestione dei rifornimenti aziendali si può decidere di utilizzare le carte carburante come metodo di pagamento. Esse rappresentano la soluzione ideale per rispettare la richiesta della nuova normativa relativa alla necessità di utilizzare un sistema di pagamento tracciabile. I professionisti e le aziende che sceglieranno le carte carburante potranno quindi detrarre l’IVA senza incontrare difficoltà.

Al momento dell’emissione delle carte carburante, sarà importante rivolgersi a realtà come Soldo, in grado di soddisfare richieste per qualsiasi quantitativo, senza limitazioni: in questo modo, le imprese potranno avere la garanzia di mettere a disposizione una prepagata personale per qualsiasi dipendente che avrà necessità di utilizzare i veicoli aziendali.

Su ciascuna carta potrà essere caricata la somma di denaro necessaria ed eventualmente si potranno fare anche dei depositi aggiuntivi nel caso in cui la cifra caricata non dovesse essere sufficiente.

Come risparmiare sui rifornimenti aziendali

Per risparmiare sui rifornimenti aziendali il primo accorgimento da seguire sarà di non affidarsi sempre allo stesso distributore, a meno che non sia davvero capace di garantire il prezzo più basso del mercato. Capita spesso che recarsi nella stessa stazione di servizio diventi un’abitudine e che non si tenga conto della possibilità di confrontare i costi dei diversi distributori. Talvolta basta cambiare per notare un risparmio notevole e questo vale a maggior ragione per le grandi aziende che hanno numerosi veicoli da rifornire.

Un altro consiglio è di non sottovalutare le cosiddette pompe bianche. Con questa espressione ci si riferisce alle stazioni di servizio che non fanno riferimento ad alcun grande distributore e che si occupano in maniera autonoma della distribuzione della benzina.

Di solito, le pompe bianche hanno la possibilità di offrire tariffe più contenute e possono quindi risultare vantaggiose rispetto ai distributori tradizionali. Le carte carburante possono essere utilizzate anche in questo caso, a patto però che si decida di optare per una prepagata universale.

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