PayPal: storia di una rivoluzione

L’inizio del nuovo millennio, oltre alle note instabilità politiche e sociali, è stato caratterizzato dal definitivo affermarsi dell’informatica nella vita di tutti i giorni. Anche l’economia non è stata esente da questa rivoluzione, anzi: se oggi le persone più ricche del mondo (Jeff Bezos, Elon Musk, Mark Zuckerberg e tanti altri) sono proprio coloro che di più hanno rivoluzionato il mondo del digitale (che a sua volta ha influenzato quello reale), ciò si deve proprio al fatto che quello economico è stato forse il settore maggiormente influenzato dall’informatica: PayPal è stato uno dei maggiori artefici del cambiamento.

Tra vecchio e nuovo millennio

La fine degli anni ’90 è stato un periodo cardine nella storia dell’informatica: i PC iniziavano ad entrare in quasi tutte le case (almeno in occidente), internet si diffondeva inesorabilmente a macchia d’olio nelle nostre vite quotidiane e l’opinione pubblica osservava al fenomeno della digitalizzazione con la consapevolezza che, di lì a poco, questa avrebbe avuto nelle nostre vite un’importanza come mai la tecnologia aveva avuto fino ad allora, soppiantando molte tecnologie, usi e costumi, dati per scontati e intoccabili fino a quel momento (si pensi solo alla quasi totale inutilità cui è stato relegato il telefono “di casa” negli ultimi 20 anni). Pur essendo evidente che le potenzialità del mezzo informatico erano enormi, ancora tutto ciò che oggi diamo per scontato quando accendiamo il nostro PC o smartphone allora doveva essere creato.

In una ipotetica classifica delle innovazioni che hanno cambiato il destino di internet e della nostra vita, sicuramente, ai primi posti, c’è da mettere PayPal, sistema di pagamento elettronico che in pochi decenni ha fatto diventare desueto andare a fare spesa nei “negozi fisici” di molti settori commericali, dirottando la nostra preferenza agli store online.

Come nasce PayPal?

Nel 1998, quattro imprenditori (Max Levchin, Peter Thiel, Luke Nosek e Ken Howery) che gestivano una società chiamata Confinity, dedita alla gestione di sistemi di sicurezza informatica, sviluppano l’idea di un metodo di pagamento online che poco tempo dopo diventerà PayPal. Per dare forma e sostanza alla loro idea serviva però – oltre ad un cospicuo finanziamento iniziale che garantisca le somme che si spera possano essere movimentate dal nascente sistema – anche una banca in grado di gestire gli aspetti più prettamente economici e finanziari delle transizioni. I quattro dovranno quindi aspettare l’anno seguente per vedere la loro creatura vedere la luce, con il nome che ormai è universalmente noto di PayPal, grazie all’intervento di John Malloy titolare della BlueRun Ventures che si offrì di finanziare il progetto. Ma la vera svolta avvenne nel marzo del 2000 quando Confinity si fuse con la banca online X.com (una delle prime ad essere stata creata) di proprietà di quello che, anche grazie al suo contributo nella diffusione di PayPal, diventerà uno degli uomini più ricchi e famosi del pianeta: Elon Musk.

In breve tempo, grazie all’audacia e alla visione di Musk, PayPal inizia a diffondersi a livello globale imponendosi come uno dei metodi più semplici e sicuri per effettuare transazioni economiche online. Le potenzialità del servizio non sfuggono a quelli che all’epoca erano i colossi di internet e nel 2002 la società venne acquistata da eBay per la cifra al tempo mostruosa di 1,5 miliardi di dollari.

L’altra data cardine per la fortuna di PayPal sarà il 2007 quando, grazie ad un accordo con Mastercard, la società ha iniziato a distribuire anche carte di credito ricaricabili che hanno reso l’attività di pagamento online semplice, veloce e relativamente sicuro. Da questo momento in poi, grazie anche al fatto che eBay, fino al 2020, ha reso PayPal il metodo di pagamento preferito per le transazioni sul suo sito di aste online, il volume di pagamenti effettuati con questo sistema sono aumentati vertiginosamente, tanto che attualmente PayPal arriva a sfiorare i 15 miliardi di fatturato annuo.

Nel 2015 i vertici di eBay hanno deciso di scorporare PayPal dall’azienda madre ed ora è guidata dal presidente John Donahoe e dall’Amministratore Delegato Dan Schulman. Sebbene siano passati oltre venti anni dalla sua creazione e molti sistemi di pagamento equivalenti sono stati messi sul mercato da imprese concorrenti, PayPal continua ad essere sulla cresta dell’onda, una delle poche eccezioni nel mondo del digitale dove, generalmente, ogni tecnologia o innovazione vive brevi momenti di clamoroso successo e repentine cadute nell’oblio.

I motivi del successo

Inannzitutto con le transizioni tramite PayPal viene garantita la protezione del pagamento, essendo necessari solo un indirizzo email e una password che conosce solo l’acquirente, l’unica cosa che viene trasferita tra compratore e venditore è il credito dovuto, colui che beneficerà della transizione non avrà accesso ai dati bancari del cliente rendendo il meccanismo difficilmente soggetto a furto di dati e/o soldi (sia ben chiaro, “difficilmente” non significa che ciò non accade, tutt’altro, ma in proporzione al volume di transazioni che vengono effettuate con PayPal il numero di frodi è basso rispetto ad altri sistemi di pagamento informatico).

Ma c’è di più: con PayPal sono protetti anche gli acquisti. Infatti se il prodotto acquistato viene smarrito nelle fasi di consegna o non corrisponde alla descrizione con il quale è stato pubblicizzato, PayPal garantisce il rimborso senza troppe formalità.

In oltre PayPal è relativamente economico: una carta prepagata costa solo 9,90 euro, il costo di ricarica della carta varia da 1,10 a 2,50 euro, i prelievi tramite sportello vanno da 1,90 a 3,90 euro (gratis in Italia negli sportelli del gruppo Banca Sella), non si paga nessun canone e spostare credito dal portafoglio virtuale (sul quale vengono accreditati i pagamenti ricevuti) al conto o carta associati costa solo l’1% della transazione.

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