Euro digitale: cos’è e come funziona (FAQ)

La Banca centrale europea (BCE) ha recentemente pubblicato un rapporto sulla possibile emissione di un euro digitale, redatto dalla task force ad alto livello dell’Eurosistema sulla moneta digitale di banca centrale (High-Level Task Force on Central Bank Digital Currency, HLTF-CBDC) e approvato dal Consiglio direttivo.

“L’euro appartiene ai cittadini europei e la nostra missione è esserne i custodi. I cittadini europei stanno ricorrendo sempre di più alla tecnologia digitale nei loro comportamenti di spesa, risparmio e investimento. Il nostro ruolo è mantenere la fiducia nella moneta, assicurando anche che l’euro sia pronto ad affrontare l’era digitale. Dovremmo essere preparati all’emissione di un euro digitale qualora ce ne fosse bisogno”. (Christine Lagarde, Presidente BCE)

Euro digitale continuerà ad essere una moneta inflattiva, esattamente come l’euro tradizionale (il bitcoin è deflattivo, come sanno gli investori in bitcoin che, in genere, sperano che il valore del BTC aumenti nel lungo periodo).

Questo vuol dire che – a differenza delle criptovalute come Bitcoin – sarà soggetta all’inflazione per cui, nel medio-lungo periodo, il valore di 10 € di oggi sarà quasi certamente inferiore a quello di 10€ tra 10 anni, ad esempio (perchè i costi generali tendono ad aumentare e la moneta, per questo, si svaluta leggermente).

Cosa significa euro digitale?

Con un euro digitale, in altri termini, si andrebbe ad introdurre una nuova moneta di banca centrale in forma elettronica, a cui tutti le aziende ed i privati potrebbero accedere al fine di effettuare pagamenti giornalieri (al dettaglio o in all’ingrosso) in modo molto veloce e senza usare soldi contanti materiali. L’euro digitale si andrebbe così ad affiancare al contante euro, senza ovviamente sostituirlo ma semplicemente affiancandosi. L’Eurosistema continuerà a emettere contante in ogni caso, ed in ogni caso (al momento in cui scriviamo) si tratta solo di un’idea di consultazione ancora in fase di discussione.

Bisogna a questo punto fare chiarezza su un qualcosa che ha generato parecchia confusione sull’argomento: l’euro digitale non sarà una criptovaluta, non lo è tecnicamente, e questo perchè viene emessa da una Banca Centrale (per l’appunto) e perchè non tutte le monete digitali, alla prova dei fatti, sono effettivamente criptovalute. Libra di Facebook, ad esempio è un esempio di moneta digitale il cui prezzo si lega a quello del dollaro. Per il bitcoin, il suo valore oscilla parecchio nel tempo, essendo soggetto alla domanda-offerta di quel mercato e senza alcun controllo centralizzato per definizione.

Le monete digitali non sono per forza cripto-monete, dicevamo: questo è un punto fisso da tenere in considerazione, quando si parla di euro digitale. L’euro digitale non lo è, e non sembra che lo sarà. L’euro digitale è (lo ribadiamo) una moneta emessa dalla banca centrale, e già questo fa venire meno il presupposto (errato, lo scriviamo ancora a costo di ripeterci) che si possa assimilare ad una qualsiasi criptomoneta come Bitcoin o Ethereum.

Marco Cavicchioli de IlBitcoin.news ha chiarito molto bene questi aspetti in un video pubblicato recentemente sull’argomento.

L’euro digitale è considerabile un’alternativa a bitcoin?

No, non lo è!

Ma quindi a cosa serve l’euro digitale?

Si tratta di una proposta attualmente al vaglio, non ancora in atto, che introdurrebbe sul mercato una moneta elettronica inflattiva da affiancare al denaro contante, senza sostituirlo e senza prestarsi alle speculazioni delle criptovalute decentralizzate e deflattive che tutti conosciamo.

 

(fonte)

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