Il 2020 si preannuncia un anno ricco di tante novità dal punto di vista fiscale. Che si voglia combattere l’uso del contante e favorire la moneta elettronica non è certo una novità. Ed è per questo che alla soglia del nuovo anno, in tanti sono alle prese con lo studio di possibili manovre per raggiungere l’obiettivo. A questo proposito il Centro Studi di Confindustria ha ipotizzato di istituire una commissione per il prelievo in contanti presso gli ATM.

Nello specifico dovrebbero essere tassati quei prelievi di importo superiore a 1500 euro con una commissione del 2%. Parallelamente coloro che invece pagherebbero tramite mezzi tracciabili, dovrebbero ottenere un credito d’imposta del 2%. Tutto ciò, secondo Confindustria, sarebbe un ottimo deterrente all’utilizzo del contante. Ma in questo modo si potrebbe combattere anche l’evasione fiscale che diventerebbe molto più difficile. Tracciando tutti i pagamenti e limitando la circolazione del contante, diventerebbe molto più difficile l’occultamento di parte del reddito.

Attraverso incentivi e disincentivi si ridurrà l’evasione fiscale permettendo allo Stato di recuperare risorse. Tutto ciò si andrebbe ad inserire insieme a quelle misure già adottate come le fatture elettroniche ed i nuovi registratori fiscali, che permetterebbero recupero di somme nelle casse dello Stato.

MA SONO TUTTI D’ACCORDO?

In realtà questa proposta è stata ampiamente criticata. Secondo Confcommercio in questo momento di crisi non è una buona idea l’aggiunta di una nuova tassa, anche se la lotta al contante ed il credito d’imposta, soprattutto agli esercenti, sono senz’altro buone idee. Andando ad analizzare nello specifico l’idea in effetti i dubbi nascono. Mettere una commissione nel prelievo di contanti non sembrerebbe avere molto senso. Niente vieta ad una persona di poter prelevare il proprio denaro, frutto del suo lavoro.

Così come non si può tassare il prelievo a quelle attività che hanno bisogno di contante per poter dare il resto. Se poi consideriamo che la commissione andrebbe applicata ai prelievi superiori ai 1500 euro, ci rendiamo conto che riguarderebbe poche persone poiché la maggior parte preleva basse somme. In ogni caso il problema principale non è il prelevamento in sé, ma lo scambio di denaro tra persone. Ed infine basterebbe aprire più conti correnti per aggirare la tassa.

Insomma la battaglia ai contanti ed all’evasione fiscale è già iniziata, ma la strategia è ancora tutta da definire.

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