Per il mese di Ottobre l’attesa si fa più lunga poiché bisognerà aspettare giorno 28 per vedere accreditata sulla propria carta la mensilità del reddito di cittadinanza. Il sussidio, che viene erogato dall’INPS a Poste Italiane e che poi quest’ultima provvede a girare ai beneficiari, generalmente viene pagato il 27.

Per il mese di Ottobre però cade di Domenica e pertanto il pagamento sarà posticipato al primo giorno utile lavorativo successivo, quindi lunedì 28 Ottobre.

Come mai è così importante conoscere la data di erogazione del sussidio? Il reddito di cittadinanza ha delle limitazioni sia per l’utilizzo che per il prelievo, ma anche per la disponibilità dei fondi.

Le somme che vengono erogate devono essere spese entro il mese, altrimenti verrà decurtata una somma pari al 20% dell’importo accreditato. Inoltre non è possibile prelevare più di 100 euro al mese per nucleo familiare per singolo individuo, importo che aumenta in base agli appartenenti al nucleo. In ultimo se nei sei mesi precedenti sono rimaste somme, le stesse verranno detratte lasciando solo una mensilità. Quindi è importante conoscere il giorno dell’accredito per valutare le spese che potranno essere fatte. Questo anche perché non è possibile utilizzare il reddito di cittadinanza per tutti gli acquisti.

MA E’ DAVVERO COSI’?

Il reddito di cittadinanza permette di fare solo determinati acquisti, quali beni di consumo ed alcuni servizi. Si può utilizzare il sussidio per pagare l’affitto della casa in cui si vive o la rata del mutuo. Ma non si può utilizzare ad esempio per giochi con vincite in denaro, per comprare gioielli, insomma ciò che potrebbe essere superfluo. Ma in realtà i modi per poterla utilizzare anche dove non è previsto ci sono, ed è anche molto semplice.

Questo perché è una comunissima carta dove non è indicato cosa sia e la stessa non viene bloccata se la si utilizza in negozi dove non si potrebbe acquistare. Dovrebbe allora attivarsi un reale controllo delle spese effettuate, ma attualmente non sembrano esserci. Diventa poi difficile capire se la spesa diventa lecita o meno in un negozio che ha più prodotti e servizi, alcuni che possono essere giustificati ed altri no.

In questo caso la legge dà l’ok all’utilizzo se i servizi prevalenti sono quelli ammessi, ma è chiaro che difficilmente al momento del pagamento si potrà identificare che tipologia di prodotti si è acquistati o che servizio è stato usato. Tutto sembrerebbe lasciato al buon senso del beneficiario che ne dovrebbe fare un corretto utilizzo.

Ma se pensiamo che c’è gente che si è fatta licenziare per poterne usufruire, ma che continua a lavorare in nero, i dubbi nascono ed anche tanti. Anche alcuni rivenditori si sono attrezzati per favorire l’utilizzo del reddito di cittadinanza. Ecco che allora troviamo negozianti che hanno cambiato l’attività prevalente del negozio in modo tale che risulti una spesa diversa da quella reale; o commercianti che fanno pagare un importo maggiore per consentire al cliente di avere del contante, ma su cui il negoziante si fa pagare una percentuale sull’importo della transazione.

Insomma fatta una legge, trovano l’inganno.

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