L’uso del contante resta la modalità preferita di pagamento per la maggior parte degli italiani. Ma non tutte le spese che facciamo possono essere pagate così. Questo poiché lo Stato impone dei limiti sull’utilizzo del contante e periodicamente vengono aggiornati gli importi ammessi per usufruire di questa tipologia di pagamento.

Dal 1° Gennaio 2020 si potrà trasferire denaro in contante fino ad un massimo di 1999.99 euro. Se l’importo del pagamento è 2000 euro, questo potrà essere effettuato solo attraverso modalità di pagamento tracciabili come carte e bonifici bancari. Questo sarà valido anche per pagamenti in trance (tranne il caso in cui il pagamento rateale è stato stabilito precedentemente con contratto o quando la rateizzazione è una consuetudine commerciale), per le donazioni e per i prestiti. Nel caso invece di prelievi, non ci sono dei limiti in quanto non c’è trasferimento di denaro tra persone differenti. Ma se le somme prelevate superano i 10000 euro nell’arco del mese, la banca deve effettuare segnalazione all’ UIF, l’ Unità di Informazione Finanziaria, che eventualmente farà segnalazione alla Procura della Repubblica. Tutto ciò per evitare il riciclaggio di denaro o crimini maggiori.

E I VERSAMENTI DI CONTANTE?

Per quanto riguarda invece versamenti di contanti o bonifici bancari, la banca deve segnalare all’ Anagrafe dei rapporti finanziari tutte le movimentazioni in contanti che avvengono. In questo caso, qualora l’Agenzia delle Entrate non avrà corrispondenza con la dichiarazione presentata, sarà legittimata a presumere che le somme movimentate siano state sottratte alla tassazione. Ma ovviamente il correntista avrà sempre la possibilità di dimostrare la natura delle somme depositate.

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