La mia banca ha scoperto che vado sui siti porno

Questa storia è imbarazzante, ma molto istruttiva e (secondo me, s’intende) divertente da raccontare: del resto, chi non ha mai visitato un sito porno approfittando della promozione in HD a soli 1,99$? Nessuno, vero?

I vari siti per adulti come Pornhub, Yourporn e Brazzers propongono ogni giorno offerte premium imperdibili: basta pagare un po’, e potremo gustarci i video che vogliamo in qualità video al top. Giusto un occhio al cambio dollari-euro (poco meno di 2 euro), e si parte: ma siete sicuri di quello che state per fare? Non ho il coraggio di firmarmi con il mio nome: spero che potrete capirmi per questo, in fondo devo solo ringraziare questo sito per aver ospitato la mia storia, anche per non fare preoccupare inutilmente chiunque si dovesse trovare nella mia situazione. Un bel giorno ti chiama la tua banca per via di transazioni sospette: ed è lì che cerchi di capire cosa hai sbagliato nella vita, mentre ti passa tutto davanti agli occhi, come un film.

Probabilmente le hanno clonato la carta – mi dice il vicedirettore della mia banca con aria sicura, professionale e vagamente compiaciuta. Ma in cuor mio sapevo quale fosse la transazione sospetta: era di un sito di download di video porno per cui avevo pagato. E ricordavo anche il titolo del video, mentre lui si allontanava e mi mandava a parlare con un’impiegata (molto carina, tra l’altro).

Imbarazzato? Sì, all’epoca lo ero, e pure tanto: l’imbarazzo nel vedermi recapitare una lettera a casa (per fortuna vivo da solo!) dalla mia banca con un’allusione diretta a quello che sapevo di aver fatto. Reato di masturbazione mediante carta di credito, penso. Mi invitano a recarmi nella filiale per via di un controllo di sicurezza, senza aggiungere null’altro – non fatemi dire altro, la banca era la stessa con sede in una città italiana tra Torino e Palermo. Sono un single di trent’anni, e gli espertoni di marketing mi dicono che sono il cliente ideale per quel genere di siti, quasi tutti con sede all’estero, senza pagare un euro di tasse nel nostro paese (web tax, ma quando?).

Leggo la lettera, salgo a casa, la riguardo – mentre mi concedo la prima sigaretta ed il secondo caffè della giornata – e mi rendo conto: questa cosa deve essere affrontata subito, anche perchè ho davvero il dubbio che si tratti di una qualcosa di grave (tipo che davvero mi abbiano clonato la carta). Arrivo in banca nemmeno mezz’ora dopo, con qualche difficoltà a parcheggiare e con mille pensieri per la testa. Chiedo allo sportello spiegazioni su quella lettera, e mi mandano dal megadirettore galattico vice-direttore della filiale.

Signor Eustachio (nome di fantasia, ndr), probabilmente le hanno clonato la carta prepagata; abbiamo rilevato delle transazioni sospette l’altro giorno, sabato sera di preciso. Eh sì: vi presento i miei sabati sera a base di siti porno, avete presente? Le faccio parlare con l’esperta di sicurezza (ah, ecco: quindi una donna sa benissimo delle mie abitudini del sabato sera. Provo ad invitarla a cena la prossima volta, per compensare? Secondo me non funzionerà).

Una foto realistica (almeno, penso) dell’impiegata che ha visionato le mie transazioni.

Resoconto molto realistico del dialogo in banca, a parlare di transazioni su siti porno.

Eccola, signor Bifidini (Eustachio Bifidi, che bel pseudonimo vero, ndr)! Meno male ci stavamo preoccupando. Vede, dovrebbe controllare questa transazione.

Ah questa.

Sì. (sorride molto garbatamente)

Eh.

(silenzio)

(un luuungo silenzio)

L’ho fatta io – affermo eroicamente in un silenzio di tomba, mentre ho l’impressione che tutta la filiale stia sentendo il mio discorso. Non per altro, ma se avessi mentito avrebbero indagato ancora di più. Non c’è alcun problema: è stata una transazione che un pochino antana con PayPal.

Prego?

No nulla, dicevo: l’ho fatta io, può stare tranquilla (, tesoro).

Sicuro? Guardi che quando clonano le carte sono soliti prelevare piccoli importi. Parliamo di molte transazioni di 10 euro ciascuna.

No è che c’era l’offerta su quel sito, capito.

Ah, capisco. Quindi è sua?

Sì. Si figuri, l’ho fatto perchè mi occupo di sicurezza informatica, scrivo su un blog che

Ah, ecco. L’importante è che sia sua.

Sì.

Siamo sicuri che sia sua?

Sicuri sicuri?

Sììììì

Ho cambiato banca dopo circa un anno, e naturalmente non per questo motivo, passando a Mediolanusaum Banca ed alla sua prepagata. Le banche virtuali non hanno sportelli, quantomeno, e ti risparmiano la necessità di dover parlare con impiegati … poco discreti. E ogni tanto quando ricarico al tabacchino ho il dubbio di essere comunque spiato, un pochino, quando faccio certe cose.

5/5 (2)

Ti ha soddisfatto?

Leggi articolo precedente:
Calcolo fattura inversa dal totale netto – Per avvocati, ingegneri, aziende

Chiudi