Il mining è il processo di produzione di bitcoin che è andato in crisi, da qualche tempo, per via dell’inadeguatezza dei processori classici in favore di dispositivi dedicati. Ottenere bitcoin “in casa” era diventata utopia da tempo, ma a quanto pare Samsung potrebbe – il condizionale è d’obbligo – rivelare una strada alternativa per tutti gli appassionati ed i trader di criptovalute.

Mining deriva dall inglese “to mine” che significa estrarre, non certo oro ma qualcosa di egualmente di valore: Bitcoin, Ethereum e così via. Il Bitcoin Mining è in genere, dunque, ad un loro processo di estrazione mediante particolari hardware e software preposti.

Avere un miner nel proprio telefono sembra quasi impensabile: il mining è un processo lungo, richiede molto tempo e tenderebbe a surriscaldare il telefono. Andarsene in giro con un piccolo “forno” in tasca, del resto, non sembra un’idea esaltante anche in considerazione del fatto che fa tanto caldo, in questi giorni. Eppure la mania per le criptovalute non si spegne, e non basterà neanche il caldo più torrido a fermarla.

A quanto pare, infatti, Samsung ha da circa un anno l’intenzione di dotare i propri smartphone di prossima generazione di un particolare chip, da 3 e 5 nanometri, pensati appositamente per il mining di bitcoin, in collaborazione (almeno dal 2018) con MicroBT. Non è certo la prima volta che Samsung si interessa all’argomento: già in passato si era mostrata molto interessata alle criptovalute ed alle tecnologie basate su blockchain. Il modello di telefono che darebbe questa possibilità – un wallet con miner integrato – è il Samsung Galaxy S10, un modello molto popolare e di grande successo, in cui pero’ non si capisce bene se questo supporto ci sia, o se ci sarà davvero nel prossimo futuro – magari al prossimo aggiornamento del software integrato.

Non è la prima volta che Samsung opera nel mondo della blockchain: il suo ultimo top di gammail Galaxy S10, ha un wallet crypto integrato per gestire diverse crypto, anche se per il momento la funzione è ancora limitata ad alcuni Paesi, per quanto qualcuno abbia avanzato, di recente, il dubbio che non fosse davvero reale, questo supporto, per motivi prettamente tecnologici e non solo. Vedremo, quindi, quello che succederà nei prossimi mesi, anche se gli esperti sono piuttosto discordanti in materia.

Resta da capire, peraltro, quando verrà superata la diffidenza generale verso bitcoin, che da tempo conosce un’espansione senza eguali arrivando a quota più o meno stabile di 10,000 dollari per 1 BTC: un record assoluto, probabilmente condizionato dall’annuncio della criptovaluta di Facebook, Libra.

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