Guida pratica ai migliori exchange di criptovalute

Originally posted 2018-04-20 00:01:01.

Cosa sono le criptovalute?

Nell’ambito della finanza le criptovalute sono monete dal valore monetario variabile, che dipende quasi esclusivamente dalla domanda e dall’offerta e che si concretizzano in molti tipi di implementazioni: sono criptovalute, o criptomonete, ad esempio i Bitcoin ed i Monero, ma esistono numerose varianti estensive come quelle che permettono di sviluppare smart contracts (per esempio Ethereum). Una criptovaluta è definita dal suo “libro contabile” delle transazioni o blockchain, che può essere a sua volta pubblica, pubblica solo per gli iscritti o privata.

In genere l’interesse per le criptovalute – che si chiamano così per via del processo crittografico alla base della loro generazione, che serve a garantire che abbiano davvero valore e non siano falsificabili – è legato al mondo del trading, cioè alla possibilità di scambiarli al fine di ottenere in seguito un surplus sul loro valore, ma anche alla possibilità di sviluppare app di finanza e non solo basate sulla blockchain, nonchè a quella di disporre di un metodo di pagamento alternativo ai consolidati metodi di pagamento con carta di pagamento, carta prepagata o bonifico bancario con il vantaggio di poterli inviare in tempo reale e a costi di transazione molto ridotti. All’interno delle criptovalute i pagamenti sono generalmente anonimi (almeno nominalmente), non esiste un’entità centralizzata che li gestisce, non sono soggette ad inflazione come le monete ordinarie e, soprattutto, il loro valore in EUR (così come in altre valute) è estremamente fluttuante: questo significa che ogni investimento in criptovaluta, qualsiasi essa sia, è soggetto ad una forte percentuale di rischio (anche di perdere tutto il capitale investito, eventualmente).

Attenzione: le ICO non sono criptovalute sempre affidabili

Sui media generalisti (e di riflesso per molte persone) si tende a fare confusione tra criptovalute, ICO e bitcoin, mettendole tutte nello stesso calderone senza distinguere tra le differenze. Tanto per cominciare, bitcoin è solo una delle tante criptovalute che esistono (vari siti web come CoinMarketCap ne riportano diverse migliaia); poi noto spesso la tendenza ad associare bitcoin alle ICO, specie quando escono fuori truffe o sistemi piramidali (che ci sono davvero ma che non riguardano affatto bitcoin).

Non bisogna quindi fare confusione tra le ICO (Initial Coin Offerings) e le cripto-monete dalla storia consolidata: infatti su Monero, Ethereum e Bitcoin esiste una lunga tradizione aziendale, nota e ben consolidata, così come casi pratici di utilizzo, aziende che a loro volta decidono di farne uso, sviluppo software attivo (e spesso open source). Ovviamente ci sono moltissime criptovalute dalla storia consolidata che sono anche quelle su quelle si può pensare di investire, fermo restando che sarà soltanto l’applicazione pratica ed effettiva che se ne farà a costruirne l’economia nel concreto, e quindi la speranza di avere un futuro. Il problema di fondo delle ICO, del resto, come spesso accade anche in altri settori dell’informatica, è che c’è troppa gente con scarse competenze in informatica – per non dire peggio – crede o fa credere davvero di poterci fare i soldi, magari solo sfiorandola con un dito.

Sulle ICO, invece, bisognerebbe distinguere tra quelle affidabili e quelle che non lo sono, in quanto si tratta di una “pre-moneta” che si trova ancora in fase di “raccolta fondi”, quindi non ancora considerabile criptovaluta e spesso oggetto di truffe o trattative poco chiare, illegali o semplicemente poco convenienti per l’investitore (schemi Ponzi, piramidali, ecc.).

Trading di criptovalute: come e perchè

Le criptovalute, sul mercato del trading sono identificate da una sigla con tre lettere o da un simbolo, analogamente alle monete tradizionali come EUR (euro), JPY (yen giapponese), USD (dollari) e via dicendo: abbiamo ad esempio XMR che identifica i Monero, BTC che solitamente identifica i Bitcoin (la prima vera criptovaluta, comparsa su internet nel 2008), ETH gli ethereum e così via. Con il trading si prova a scommettere sull’andamento di una moneta, e si cerca di generare un surplus in positivo: ad esempio, se oggi compro un’unità di criptovaluta che vale 100 euro, posso pensare di aspettare (holding) finchè il suo valore non sia lievitato a 200, raddoppiando così il mio investimento.

Bisogna poi ricordare che l’operazione di trading, già soggetta a rischio nei settori di investimento tradizionali, tende ad aumentare ulteriormente il rischio, visto che il mercato è per definizione fuori controllo. Chiunque decida di investire in criptovalute dovrà farlo affidandosi al buonsenso e diffidando da strategie miracolose o analisi che sembrino troppo “sicure di sè”.

Su questo settore non ho ancora moltissima esperienza, ma mi pare che Gdax sia una prima, buona piattaforma da prendere in considerazione, anche perchè collegata (e di proprietà di) Coinbase, che la mette a disposizione a tutti gli utenti registrati. Ce ne sono anche molte altre, in effetti, che sto testando in questo periodo e su cui tornerò quanto prima a discutere in modo approfondito: le principali che sto considerando sono, per la cronaca, eToro e IQ Option*.

*AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

In genere affidatevi a trader con una certa reputazione, e se avete qualche dubbio sul funzionamento informatevi e cercate sempre di capire, prima. Evitate sempre chi promette guadagni facili, sicuri e senza rischi: non esiste questa possibilità con alcun investimento!

Strategie di investimento per il trading di bitcoin: quali sono meglio?

Esistono varie strategie di investimento disponibili per il trading, ed in questa sede non ne parleremo nello specifico: si possono considerare, comunque, come valide le indicazioni fornite da Daniel Kahneman nel suo libro Pensieri lenti e veloci.

Kahneman è una voce economica molto autorevole oggi, nonchè Nobel per l’economia nel 2002 per via di alcune importanti scoperte nell’ambito della teoria delle decisioni: la domanda che si è posto negli anni, anche in collaborazione con Amos Tversky, è stato quello di analizzare i processi decisionali alla base delle scelte di mercato. La cosa interessante è che esse, in molti casi, sembrano in aperta contraddizione con la logica, per cui la teoria micro-economica classica non basta a spiegarli. Attraverso alcuni brillanti esperimenti (descritti nel proprio libro), Kahneman ha mostrato come i processi decisionali umani vadano contro i principi di razionalità per motivi psicologici. dell’utile.

Senza voler riassumere il suo pensiero in poche righe (il libro si legge facilmente anche da profani in economia, e vale la pena acquistarlo), le osservazioni più interessanti sulle politiche di rischio (quelle che applicano anche molti trader, in effetti) affermano che:

  1. si parte dal presupposto che in ognuno di noi esista una forte avversione alla perdita, e questo naturalmente ci preserva dal compiere azioni azzardate, quali investire somme grosse all’improvviso o affidare alle criptovalute i risparmi di una vita (mai farlo, ovviamente!).
  2. al tempo stesso, l’avversione alla perdita comporta spesso una perdita di opportunità favorevoli: a questo punto, suggerisce l’autore, tanto vale pensare come un trader. L’ideale è quello di considerare le piccole opzioni incerte come parte di un processo più grande, nel quale si vince e si perde, e di ripeterlo quasi come un mantra. Non è una vera e propria strategia quanto un modo per gestire al meglio l’atteggiamento mentale in caso di perdite. Si parla quindi di assumere un atteggiamento con un framing ampio, e questo perchè concentrarsi troppo su un singolo fattore porterebbe all’ipervalutazione di casistiche rare o molto poco probabili, con conseguenze distorsione della serenità necessaria a compiere le scelte.
  3. Naturalmente questo ha lo scopo non di garantire nulla (cosa impossibile in ogni caso, ovviamente) bensì quello di “controllare la risposta emozionale quando (si) perde“, il che è fondamentale per l’evoluzione della strategia nel medio-lungo periodo;
  4. questo vale sia per opzioni realmente indipendenti tra loro, e chiaramente la valutazione di questo aspetto è tutt’altro che banale, e non è detto sia applicabile a qualsiasi investimento;
  5. funziona solo se la possibile perdita non causi preoccupazioni serie alla persona;
  6. non dovrebbe mai essere applicata per scommesse troppo azzardate.

Tornando a bitcoin e compagnia, il valore della criptovaluta nel tempo dipende, in genere, da un puro meccanismo di domanda/offerta: sono gli utenti che determinano il mercato in modo P2P (peer to peer, cioè “pari a pari”), senza alcun intermediario a calmierare o moderare il mercato, e questo naturalmente comporta dei vantaggi così come dei rischi considerevoli.

Exchange di bitcoin: che cosa sono?

I siti di exchange di criptovaluta (come WirWox o Coinbase, ad esempio) hanno lo scopo di fare da intermediari tra il mondo economico a cui siamo abituati, quello fatto di carte di credito, banche e bonifici, con quello virtuale delle criptovalute; in pratica essi sono paragonabili a dei veri e propri ecommerce in cui si possono comprare ETH, BTC, XMR, LTC (LiteCoin) e così via, pagando direttamente con la nostra carta.

Se desideri scambiare Bitcoin per provare ad investirci e guadagnare qualcosa nel medio-lungo periodo, devi registrarti preso una delle tante piattaforme di trading online, rispettando le regole che stabiliranno e adattandoti al loro funzionamento di fondo (rispetto delle norme antiriciclaggio, uso di password non banali, abilitazione dell’autenticazione a due fattori e preferibilmente abilitare una propria chiave private e prenderne nota, custodendola con grande attenzione.

Exchange di bitcoin: quali scegliere?

Di seguito vi elenco quello che ho testato con successo e mi hanno convinto di più, ad oggi. Quelli che riporto sono exchange che reputo affidabili, che mi hanno convinto come funzionaento e che sono anche abbastanza facili da usare.

  1. Virwox.com – Di questo servizio ho parlato a parte qui, anche perchè è uno di quelli che permette di comprare bitcoin con facilità. Non recentissimo ma, come si dice, dotato di uno storico di “anzianità” più che rispettabile. Si possono comprare solo BTC come criptovalute seguendo la procedura riportata nel secondo link. Disponibile sia in italiano che in inglese
  2. Conio – Una bella startup italiana che offre un wallet di bitcoin come app per smartphone; si possono comprare solo BTC al momento e l’app è molto sicura, ben realizzata e semplice da usare. Bisogna comprare un minimo di 50 € in BTC alla volta, e si devono per forza usare carte di credito, prepagate o di debito emesse in Italia. Disponibile sia in italiano che in inglese
  3. BitPanda – Qui potrete acquistare Ethereum, Bitcoin, Dash, Litecoin, Bitcoincash e Ripple mediante carte di credito; richiede autenticazione dell’utente mediante una videochat che si abilita direttamente dal sito, mostrate un documento in webcam ed è fatta (lingue supportate inglese e tedesco a quanto pare). La fee o commissione che si paga sulle transazioni è di circa il 3% dell’importo. Pagamenti con i soliti metodi: carta di credito, di debito, prepagata e bonifico. Disponibile in inglese
  4. Coinbase – Si tratta di uno degli exchange utilizzati sul web, e a mio avviso anche più user friendly; permette infatti di acquistare bitcoin con carte prepagate VISA, Maestro e Mastercard con 3D Secure attivo (accredito istantaneo), ma anche mediante classico bonifico (accredito entro un giorno o due). Molto utilizzata ed altrettanto affidabile, nella mia esperienza, sia da sito che mediante l’app: supporta ad oggi Bitcoin, Bitcoin Cash, Ethereum e Litecoin. Disponibile sia in italiano che in inglese
  5. Bitstamp – Un ennesimo sito di exchange abbastanza ricco di opzioni: la procedura di autenticazione prevede l’invio di un docuemnto di identità da scansionare via webcam ed inviare come fotografia. Un po’ lenti nell’approvazione, ma in un paio di settimana si riesce a farsi approvare. Supporta pagamenti con bonifico SEPA o internazionale, ma anche da altre criptovalute quali BTC, ETH, XRP, LTC, BCH (che sono le principali supportate) e poche altre. La commissione che si paga è pubblica e cambia dinamicamente a seconda delle circostanze. Disponibile in inglese

Quali sono le migliori piattaforme di exchange?

Difficile, se non impossibile, rispondere a questa domanda in modo assoluto; i criteri generali, tuttavia, si possono quantomeno mettere in chiaro. Per wallet e/o exchange, in genere le caratteristiche che vanno considerate sono legate anzitutto alla sicurezza dell’account, poi resta da considerare l’aspetto economico, specie nel caso in cui si decida di immobilizzare per un po’ l’investimento iniziale.

Lato sicurezza, mi pare che siano tutti (quelli elencati) exchange sicuri, per non dire blindati; offrono autenticazione a due fattori, chiave privata di recupero in aggiunta alla password, password sicure, autentificazione degli utenti con documenti. Al tempo stesso, riescono a non appesantire le procedure per l’utente finale, e questo lato UX è certamente un vantaggio.

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Lato finanziario, bisogna considerare che questi siti sono comunque tenuti a rispettare le norme antiriciclaggio, per cui tendono a calmierare il mercato dei singoli utenti (almeno all’inizio), e possono imporre dei blocchi sul massimo importo prelevabile o caricabile, o imporre di non superare dei limiti mensili o giornalieri sul prelievo. Tenete conto anche di questi aspetti, ovviamente, prima di partire con investimenti considerevoli.

Per quello che riguarda le piattaforme di trading, molte permettono di effettuare una simulazione di trading con soldi virtuali, e a mio avviso questo può essere il modo migliore per iniziare a “tradare” (eToro e IQ Option* danno entrambi questa possibilità).

*AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

Suggerimenti finali prima di iniziare

Prima di entrare a contatto con bitcoin e compagnia, vi suggerisco di:

  1. fare molta attenzione alle truffe: ce ne sono tante, purtroppo
  2. non generalizzate: le criptovalute non sono una truffa! Nonostante tante cripto sostanzialmente farlocche, inutili o truffaldine, quelle buone faranno parte del modo di vivere il web, l’economia globale, i pagamenti su internet e forse anche nei negozi da qui a qualche anno
  3. le cripto non sono soltato speculazione: possono essere usare per usi pratici inviare rapidamente soldi tra privati con commissioni molto basse o nulle, tant’è che molte banche stanno già “correndo ai ripari” offrendo la possibilità di inviare soldi a familiari ed amici (PayPal lo fa già da anni, PostePay, Jiffy e molte altre banche lo stanno facendo pure)
  4. leggere sempre informazioni da siti autorevoli (per cose del genere, molto spesso sono meglio i siti divulgativi specialistici che la stampa generalista)
  5. informatevi adeguatamente, sempre: il web è ricco di ebook, siti autorevoli sull’argomento e analisi concrete ed utili per tutti
  6. non fate investimenti azzardati, mai
  7. fate attenzione ai promotori di ICO, specie qualora promettano guadagni facili e veloci
  8. seguite gli sviluppi dell’attualità: di qui a breve, ad esempio è possibile che le cripto vengano regolamentate dai singoli stati o dall’Unione Europea, per cui potrebbero diventare un metodo di pagamento più sicuro e alla portata di tutti.

Avviso di Rischio

I prodotti finanziari offerti dalla società IQ Options comportano un elevato livello di rischio, e possono risultare nella perdita di tutti i fondi. Non investire mai fondi che non potete permettervi di perdere.

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