Nel mondo finanziario, sempre più persone approcciano al trading on-line e, soprattutto, al mondo del Forex. D’altronde, il trading sulle valute straniere ha dato modo ad una pluralità di investitori di cogliere delle opportunità importanti in passato, grazie all’oscillante andamento di alcune delle più note valute come, ad esempio, il dollaro. Negli ultimi anni, però, le valute più speculative sono risultate essere quelle dei paesi emergenti, spesso quelle riferite ai paesi più periferici, amplificando i margini di guadagno e, purtroppo, anche di perdita.

Timori di un “no deal”: sterlina attraente per movimenti speculativi?

Negli ultimi mesi, però, anche una moneta tendenzialmente stabile come la sterlina ha avuto degli scostamenti importanti – specie in senso negativo – a causa dei timori di un “no deal” sulla Brexit, il cui “the end” dovrebbe essere posto, definitivamente, entro il 31/10/2019, salvo eventuali nuovi rinvii. Dopo una prima fase di recupero nei primi mesi del 2019, la moneta di Sua Maestà ha perso circa il 5% del suo valore rispetto all’euro. Un’autentica mazzata per chi, nel proprio portafoglio, detiene una significativa esposizione in titoli denominati in GBP.

Oltre ai timori per un mancato accordo sulla Brexit, a pesare sull’andamento discendente della sterlina sono stati altri due fattori: dati economici negativi, con una crescita – secondo le stime della Bank of England – prossima allo zero per gli ultimi due trimestri dell’anno in corso, dopo i modesti segni positivi (+0,5% e +0,2%) dei primi due; le prolungate aspettative dei bassi tassi di interesse, che non favoriscono una risalita del valore della valuta britannica. Le dichiarazioni, poi, del Presidente della Bank of England, Mark Carney, hanno dato spago ad un’eventuale futura ondata ribassista: per attutire gli eventuali contraccolpi di un “no deal Brexit“, non ha escluso un eventuale taglio ai tassi di interesse, elemento che può ulteriormente indebolire la valuta brittanica.

Le montagne russe del Bitcoin: opportunità e rischi della criptovaluta

Non tutti sanno, però, che è possibile guadagnare anche nelle fasi ribassiste di una valuta, reale o virtuale che sia: fare trading con leva finanziaria è possibile. Un approfondimento molto chiaro si trova qui. Uno strumento, quello della leva finanziaria, che ben si sposa anche con il trading sulle criptovalute, da sempre foriero di posizioni altamente speculative: giocare al rialzo o al ribasso sulle stesse, quindi, può portare grandi soddisfazioni per i risparmiatori, anche se il consiglio è quello, data l’elevata volatilità, di investire somme non elevate, possibilmente non più del 5% del proprio portafoglio titoli.

L’andamento oscillante del Bitcoin, in tal senso, fornisce un ottimo strumento per capire quanto siano altamente speculative, allo stato attuale, le criptovalute: dopo l’annuncio da parte di Facebook della creazione di Libra, la moneta virtuale ideata dalla società di Mark Zuckerberg, in un mese e mezzo si è assisto ad una crescita del valore da $ 7500 a $12500, per poi assistere ad una repentina discesa fino $9500. Oscillazioni che confermano come investire sulla criptovalute sia, ad oggi, uno strumento potenzialmente molto attraente (+250% in sei mesi nel caso specifico del Bitcoin) ma al tempo stesso da maneggiare con estrema cura, onde evitare di incorrere in significative perdite del capitale investito.

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