Che cosa sta succedendo al bitcoin, oggi

Giorno 8 novembre 2021 ci eravamo fatti un’idea sul bitcoin che poi, alla prova dei fatti, non ha corrisposto in alcun modo con la realtà. Se andiamo a guardare lo storico, l’andamento della quotazione BTC / EUR toccava quota 58.000 euro, cioè un 1 BTC valeva altrettanto ed è stato un record assoluto. Sembrava che la nave madre BTC potesse guidare a far salire molte altre criptovalute, in effetti, e le previsioni (sia pur cautamente) ottimistiche non sono mancate. Il problema sembra essere che, semplicemente, non è successo.

Ad oggi 1 BTC vale “solo” 33 mila euro, nulla a confronto dei quasi 60 mila che valeva a novembre, e questo ha tendenzialmente scoraggiato gli investitori, creando un periodo piuttosto nero per il trading e per chiunque volesse investirci. Su questo blog, del resto, abbiamo sempre incoraggiato alla prudenza, il che non è certo la panacea di ogni male, intendiamoci, e non esistono soluzioni safe che possano preservare al 100% dai rischi (come anche la pandemia ci sta insegnando nostro malgrado, del resto). Abbiamo sempre messo in discussione, peraltro, la capacità di certuni di fare “previsioni” sull’andamento BTC/EUR (o qualsiasi altra valuta di confronto) analizzando il grafico dello storico, perchè questo significa tecnicamente prevedere il futuro sulla base dell’andamento passato. Un approccio a suo modo ingenuo, sia pur arricchito dallo studio delle candele giapponesi (ad esempio non esclusivo), che trova un corrispondente nella cosiddetta previsione della domanda, che quasi sempre è sbagliata nella pratica proprio perchè il passato non insegna quasi nulla, a livello numerico, e per quanto esistano cicli di mercato di salita e discesa la cosa non sembra applicabile al mondo delle criptovalute per loro stessa definizione. Attenzione anche a valutare i grafici, che quando appaiono in verde non è detto che si debbano leggere come confortanti (così come quando appaiono in rosso non si dovrebbe fare il contrario): dipende sempre e comunque dal periodo di riferimento temporale che stiamo prendendo.

Il grafico è verde per cui da’ un segnale positivo implicito: in realtà, pero’, il verde o il rosso sono relativi al periodo di riferimento (nel caso specifico, l’ultimo anno da oggi), e questo va sempre contestualizzato.

Possiamo solo immaginare lo sconforto degli investitori in questa fase, ma questa è: BTC per adesso non accenna a riprendersi per quanto, prima o poi, sia facile immginare che possa riprendere quota, dato che i vari esperti (discordi su praticamente ogni aspetto, a riguardo) sembrano convergere quantomeno sul fatto che alla lunga tornerà, e che quasi certamente non si svaluterà mai del tutto. Anche qui, pero’, massima attenzione, perchè il passato è un componente prezioso ma induce a bias statistici e cognitivi, come ad esempio assumere che il passato si ripeta o che un evento sia più probabile perchè raro. Se è quasi tutto totalmente randomico, come per definizione è un mercato deregolamentato come questo, l’importanza dell’analisi lato trading viene molto ridimensionata, rendendolo più un metodo di analisi che un metodo di decisione sugli investimenti. Sappiamo che molti non saranno d’accordo, ma – lo ripetiamo – purtroppo questa è.

Diverso è da dire che il bitcoin è morto, come molta stampa generalista sostiene, inclusa qualche notissima testata a tema finanziario che sembra attendere la scomparsa delle cripto al varco, è in genere falso quanto fuorviante. Certo, non sono una moneta stabile e sicura, ma permettono di abbattere comunque i costi delle transazioni se si considera che su un pagamento di 30 € si paga comunque, anche adesso che è in caso, una “tassa” di rete di meno di 1€ a transazione. Il fallimento paventato sembra quasi un desiderio, del resto, da parte di alcuni, e questo è inquietante come quelli che sostengono la morte dell’euro ed il ritorno acritico (o acefalo) alla lira. Come se questo fosse un terrificante obiettivo da raggiungere, come se ci stessimo autogufando, come se ciò non fosse semplicemente sintomo di una malcelata ostilità verso il nuovo, verso la tecnologia e verso il fatto che il bitcoin sopravviverà. Per quanto, secondo noi, tra qualche tempo non sarà più uno strumento di trading ma tornerà ad essere la moneta decentralizzata che alcuni informatici un po’ folli avevano sognato anni fa.

Se non vuoi investire in BTC sei liberissimo di farlo, ci mancherebbe altro, idem se desideri assumerti il rischio: ma da qui a essere ostili o contrari alle criptovalute in generale, ce ne passa un bel po’. Photo by André François McKenzie on Unsplash 

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