Canone RAI: cosa cambia col nuovo Decreto, quando si paga, chi deve pagarlo

Oggi parleremo del canone RAI, approfondendo le recenti notizie in merito e facendo un po’ mente locale, per così dire, sull’argomento.

Che cos’è il canone RAI?

Il canone di abbonamento alla TV è un importo fisso di 90€ / anno, dovuto da chiunque possieda un apparecchio TV che si paga una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione (fonte).

Il canone non è una tassa, ma è un tributo che i cittadini, a determinate condizioni, sono tenuti a versare allo Stato italiano, con alcune eccezioni che vedremo a fine di questo articolo (leggi qui). Il canone RAI andrebbe peraltro chiamato, più correttamente, canone televisivo o canone TV, in quanto riguarda il possesso di un apparecchio TV e non il fatto di “guardare la RAI” come molti sono portati a credere, soprattutto sui social. Se io non guardo la RAI, detta in altri termini, non posso chiedere l’esenzione dal canone TV perchè, ovviamente, nella vita non sempre è tutto così semplice.

Devo pagare il canone RAI / Abbonamento TV?

In genere , quasi tutti sono tenuti al pagamento in Italia, con le eccezioni indicate di seguito. Chiunque possieda in casa una televisione deve pagare l’abbonamento tv, perchè il pagamento è vincolato al possesso di una TV o apparecchi analoghi (tablet, computer, ad esempio), e non al fatto che uno guardi o meno i programmi.

Cosa cambia per il canone RAI “tolto” dalla bolletta della luce?

Ancora formalmente nulla, ma se ne sta discutendo nelle sedi istituzionali. Aggiornamento: sembra che il canone rimarrà in bolletta, per cui le voci di questo articoli non sono confermate nella realtà (fonte).

La nuova norma, attualmente in discussione e non ancora ufficializzata al momento in cui scriviamo, prevede la cancellazione dalla bolletta elettrica del pagamento del canone televisivo; quelle 9 € al mese in più, per 10 mesi e per un totale di 90€ / anno, che vennero introdotte del 2015 dal Governo Renzi e mai era stata toccata da allora. La misura aveva, per l’epoca, lo scopo di limitare l’evasione del tributo, che dal 30% arrivò a solo il 4%. Ad oggi, sembra che Draghi abbia deciso di rivedere questa legge, per cui in teoria potrebbe essere introdotta e potremmo, anche se non è dato sapere da quando, trovarci qualcosa in meno da pagare in bolletta.

La manovra in questione è stata effettuata per seguire le indicazioni dell’Unione Europea, che vorrebbe eliminare dalle bollette gli oneri non legati al consumo energetico come sarebbe, nello specifico, il canone RAI stesso. Del resto questa imposta, che – lo ricordiamo – fa riferimento al canone televisivo in generale e non a quello RAI nello specifico (per cui la dicitura “canone RAI” sarebbe a questo punto impropria), risale addirittura ad un Decreto Regio del 1938, in cui si obbligava i possessori di radio a corrispondere un canone di abbonamento annuale (“Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto“). La legge è stata modifica e modernizzata a più riprese, negli anni successivi, e da’ per scontato che il segnale di trasmissione sia fruibile da tutti gratuitamente e senza considerare, come in effetti avviene ad oggi, la possibilità che esistano segnali criptati (come quelli satellitari o in streaming che sono visibili, di per sè, dietro pagamento di un abbonamento a parte).

Il canone RAI è soggetto ad IVA al 4% e tassa di concessione governativa, ed è opportuno bandire i facili entusiasmi: quella manovra porta nelle casse dello stato circa 1,7 miliardi (fonte), per cui la voce circola ed è ancora una decisione tutta da discutere. Appare improbabile che venga del tutto abolito per cui, anche se in forma diversa, è parecchio probabile che continueremo a pagarlo.

Quando non si paga il canone RAI?

Per non pagare il canone i casi contemplati ad oggi per quello che riguarda l’esenzione dal tributo (che quindi non sono tenuti a pagare il canone) sono i seguenti:

  • dietro dichiarazione firmata, una volta all’anno, di chi dichiari di non possedere una TV o apparecchi analoghi in casa;
  • se si è militari delle forze Nato di cittadinanza straniera;
  • militari delle Forze Armate, relativamente agli apparecchi negli ospedali militari, case del soldato e sale convegni
  • Agenti diplomatici e consolari
  • Rivenditori e riparatori TV
  • Imbarcazioni da diporto
  • Radio, collocate presso abitazioni private
  • Autoradio
  • Anziani con età pari o superiore a 75 anni, con reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 6713,98 euro annuali, senza conviventi, e detenzione di apparecchi televisivi solo nel luogo di residenza.

Come è possibile vedere, quindi, i casi di cittadini che non devono pagare il canone devono essere adeguatamente documentati e sono piuttosto specifici.

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

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