Bernard Arnault: storia del terzo uomo più ricco al mondo

Con un patrimonio netto di 175,4 miliardi di dollari, Bernard Arnault è il terzo uomo più ricco al mondo, il primo tra gli europei, superato da Jeff Bezos proprietario di Amazon ed Elon Musk.

Forse il suo nome non ti dirà nulla, eppure il suo gruppo LVMH è proprietario di 75 marchi di lusso più importanti del pianeta, come Bulgari, Dior, Fendi, Louis Vuitton, Tiffany & Co, Moët & Chandon, Givenchy, kenzo, De Beers diamanti, TAG Heuer, per citarne solo qualcuno.

Bernard Arnault: la nascita di un imprenditore

Bernard Arnault, nominato nel 2020 miglior imprenditore del decennio, impressiona per l’incredibile ascesa della sua fruttuosa carriera.

Nato il 5 marzo 1949 vicino a Roubaix, nel nord della Francia, dopo aver conseguito la laurea presso la prestigiosa Ecole Polytechnique, si unisce all’azienda di lavori pubblici di suo padre convincendolo a trasformarla in un’impresa di sviluppo immobiliare.

Dopo aver trascorso tre anni negli Stati Uniti per sviluppare una filiale americana dell’azienda di famiglia, nel 1984 torna in Francia acquistando l’indebitata azienda tessile Boussac, di cui fanno parte anche Christian Dior e il grande magazzino parigino Le Bon Marché, vincendo su diversi concorrenti grazie alla promessa di mantenere tutti i posti di lavoro.

La rivoluzione del lusso

Con Dior, Arnault allora solo 35enne, muove i suoi primi passi nel mondo del lusso, dove concentrerà tutte le sue capacità imprenditoriali, iniziando la scalata verso un successo mondiale.

“Sono sempre stato colpito da questo nome magico in cui si trovano Dio e l’oro. Quando le circostanze della vita mi hanno messo in condizione di acquistare questo nome mitico, ho detto al mio team che avremmo costruito intorno ad esso il primo gruppo di lusso del mondo”

Nel 1989 Arnault con un senso degli affari unico, assume il controllo di LVMH (Louis Vuitton Moët Hennesy) divenendone maggior azionista, Presidente e CEO.

Inizia lo sviluppo del gruppo partendo dai marchi italiani più famosi, riconoscendo nel patrimonio del Made in italy quell’esperienza e conoscenza che non accetta compromessi e per questo vincente da sempre.

Acquisisce marchi come Pucci, Bulgari, Loro Piana, Fendi, Acqua di Parma e per garantirne la tradizionale alta qualità che li contraddistingue, sviluppa contatti e collaborazioni con i migliori artigiani del territorio.

Il maggior pregio di Bernard Arnault è quello di saper dare, con ineguagliabili operazioni di rebranding, nuova linfa vitale a marchi che ormai erano visti come antiquati, trasformandoli in macchine da business.

Su cosa si basa il successo della strategia imprenditoriale di Arnault?

Tra i suoi primi talenti c’è la capacità di diversificare, LVMH infatti opera in molti settori dell’industria del lusso: moda e pelletteria, profumi e cosmetici, vini e alcolici, orologi e gioielli, distribuzione ed editoria.

Inoltre, la politica di acquisizioni prevede che, grazie ai marchi più affermati a garantire la stabilità finanziaria e meno soggetti alle fluttuazioni del mercato, il gruppo possa acquisire marchi concorrenti o più giovani non ancora affermati, ma dal forte potenziale.

Uno dei fattori chiave del successo di LVMH è la scelta di Arnault di mettere in evidenza il patrimonio di ogni marchio, con le sue caratteristiche peculiari, in modo che ogni azienda sia vista in modo indipendente e a sé stante.

Questo aspetto di protezione della tradizione di ogni brand è anche accompagnato da una visione di ricerca e innovazione verso il futuro, dove l’aspetto artistico e stilistico viene rinnovato, accompagnandosi a una visione “green” ecosostenibile, con studi sull’impatto ambientale.

Bernard Arnault guida LVMH al successo da oltre 30 anni dimostrandosi un leader con visione all’avanguardia e con una capacità straordinaria di gestione di tutti i marchi che lo compongono. Uno dei suoi più grandi talenti sta nella sua capacità di stimolare la creatività e l’abilità artistica dei designer più influenti che mette a capo dei suoi brand.

Oltre a catturare il rispetto degli stilisti più stimati del mondo, come Karl Lagerfeld che lo amava molto, Arnault vede anche LVMH come un’opportunità per i creativi del futuro, ci sono molte opportunità di inserimento nell’azienda per i giovani designer o artigiani.

Un aiuto straordinario al successo delle vendite gli è anche arrivato dall’aumento del tenore di vita nei paesi emergenti, e dalla comparsa dei nuovi ricchi, prima giapponesi, poi cinesi, russi e sudamericani, che si sono riversati sui marchi di LVMH.

Apparire è importante, dalle partnership con le star di Hollywood, alle campagne con gli influencer, i marchi LVMH appaiono costantemente sui i media e i social.

LVMH e la pandemia

Dopo aver perso molto da marzo 2020, LVMH ha iniziato il trimestre del 2021 lasciandosi alle spalle i problemi causati dall’emergenza Covid 19, registrando ricavi pari a 13,9 miliardi, un aumento del 32%, battendo tutte le previsioni degli analisti.

«Anche se il futuro è incerto, la speranza della vaccinazione ci permette di contemplare la fine di questa crisi sanitaria e sono convinto che Lvmh si trovi in una posizione eccellente per avviare la ripresa che il mondo aspetta per il 2021» ha detto recentemente l’imprenditore.

A gennaio Bernard Arnault ha avuto la sua ennesima vittoriam acquisendo Tiffany & Co.

Foto di copertina: nicogenin – Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7241646

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