Guida ai principali servizi per accettare Bitcoin nel proprio e-commerce – Confronto tra servizi

Originally posted 2018-03-28 15:00:25.

L’utilizzo di bitcoin come sistema di pagamento pone ancora qualche perplessità tra gli utenti, sia tra i merchant o commercianti sia tra gli utenti finali. I motivi sono vari: le criptovalute danno un certo senso di insicurezza tra le persone che ancora non li conoscono, e i canali informativi generalisti (sia pur con qualche lodevole eccezione, ad oggi) tendono a confondere ancora di più l’opinione pubblica, non facendo differenza tra chi ad esempio propone delle ICO (Initial Coin Offering), spesso rischiose di natura nonchè oggetto di truffe) e chi si limita invece a proporre la vendita e l’acquisto di valuta digitale (normali exchange, che comunque non sono per forza affidabili).

Nella speranza che una regolamentazione o una posizione ufficiale sul tema possa arrivare quanto prima anche in Italia, soprattutto senza ostacolarne la crescita o sviluppare ulteriore diffidenza, è interessante andare a vedere quali, tra i principali servizi online, diano la possibilità ai commercianti di far pagare online prodotti e servizi venduti nei principali siti di e-commerce, come alternative ai classici sistemi di pagamento come Paypal, carte di credito, di debito, prepagate e bonifici.

Dove riceveremo i pagamenti: il wallet

I wallet di bitcoin saranno i nostri portafogli di valuta digitale, nei quali andremo a custodire i nostri incassi; ovviamente le criptomonete ricevute devono essere opportunamente protette. A seconda della criptovaluta che intendiamo usare, bisognerà fare uso di un wallet differente: che sia esso Ethereum, Bitcoin, LiteCoin, Monero e così via. Ci sono anche wallet che supportano più tipi di criptovaluta; attenzione che, in genere, anche i servizi di exchange danno un portafoglio incluso, che funziona in cloud. In quel caso pero’ i soldi saranno sull’exchange e si affideranno alle protezioni di quel sistema, di cui avremo deciso di fidarci. In genere, comunque, è opportuno tenere grosse quantità di bitcoin sempre su un portafoglio installato sullo smartphone o su un PC dedicato solo a questo, e tenere conto del fatto che in genere la criptomoneta presente sugli indirizzi generati dagli exchange non è, in genere, direttamente spendibile – al contrario dei wallet che abilitano, invece, pagamenti e richieste di pagamento in tempo reale o quasi, fatti salvi i normali tempi tecnici di completamento della transazione.

Per quanto riguarda la scelta dei wallet possono valere molti tipi di considerazioni: soprattutto a livello di sicurezza non sono tutti uguali, è opportuno prima di procedere alla digitalizzazione della moneta “allenarsi” a farne uso, e capire al,eno un paio di concetti importanti. Le criptovalute sono soldi a tutti gli effetti, ed il fatto che non siano tangibili non deve trarre in inganno o far sottovalutare l’aspetto sicurezza legato ad essi. Prima di tutto, possiamo avere più wallet ad esempio usando Electrum; è inoltre opportuno sia attivare l’autenticazione a due fattori che impostare un PIN che, inoltre, prendere nota delle parole chiave private generate in automatico alla creazione del wallet, in modo da poter ripristinare il portafoglio in caso di smarrimento. Più il livello di sicurezza è alto, ovviamente, meglio sarà per la sicurezza dei nostri soldi, un po’ come tenerli in cassaforte o decidere di tenerli su un tavolo alla portata di chiunque.

In genere, quindi, i wallet più sicuri sono quelli per cui nemmeno gli amministratori del servizio siano in grado di recuperare le credenziali di accesso, che certo è un problema se andassero smarrite, ma è anche l’unico modo per garantire il possesso reale della criptovaluta da parte del proprietario.

Bitcoin e regolamentazione commerciale

In generale, quindi, bisogna considerare un ulteriore aspetto legato alla ricezione dei pagamenti in bitcoin o simile criptovaluta; in molti Stati ad oggi non esiste una regolamentazione sulle cripto-valute, per cui per un commerciante ora essere problematico accettare pagamenti in questi termini. Le aziende che si occupano effettuare le operazionie e mettere a disposizione il software (API) per integrare ricezione ed invio di cripto-valuta sanno che esistono questi problemi per cui in molti casi possono mettere direttamente a disposizione il controvalore corrispondente all’incasso ricevuto, ad esempio in euro. È quello che succede, ad esempio, con il primo servizio che andremo a vedere.

BitPay

Tre principali servizi che vengono offerti da questo gateway pagamento, vi è la possibilità di convertire direttamente gli incassi ricevuti in valuta ordinaria, ad esempio sterline, euro o dollari. Questa naturalmente è una comodità enorme, anche in considerazione dell’arrivo della BitPay Card, una carta di debito a tutti gli effetti (ancora non disponibile per l’Italia, al tempo di scrittura di questo articolo) e che sarà in grado di maneggiare bitcoin come la valuta ordinaria su circuito VISA. Ad ogni modo è possibile collegare i wallet bitcoin ad un conto di pagamento tradizionale in euro, e riscuotere i pagamenti in questi termini.

Per ulteriori informazioni mi suggerisco di leggere l’articolo che riguarda i gateway di pagamento on-line in generale.

Supporta Bitcoin, Bitcoin Cash; permette di convertire in euro.

Coingate

Un altro servizio che affianca al classico exchange EUR/BTC (da e verso ogni genere di valuta e cripto) un servizio utile per i merchant, che prima di abilitare il servizio devono sottoporre un documento che attesti la loro identità ed il fatto che siano davvero i titolari dell’attività. Permette di creare facilmente, una volta abilitati, dei veri e propri Point of Sale (PoS) virtuali in bitcoin, gestire gli ordini direttamente dal sito, incassare in euro la somma ricevuta e così via.

Molto interessante, tra le altre, la possibilità di utilizzare un generatore di bottoni per i pagamenti, che permette di effettuare un pagamento specificando in anticipo la somma da versare (ad esempio 50 €) e creando un bottone personalizzato mediante un paio di semplici click e caselle di testo da riempire. In questo modo potremo creare dei bottoni di pagamento preimpostati da inserire nel nostro e-commerce. Apparentemente non c’è la possibilità di gestire prezzi dinamici (cioè generati internamente), ma è possibile pensare di inserire dei bottoni a scelta con più tagli di ricarica. Ideale, quindi, per aggiungere credito prepagato all’account dell’utente in BTC, e riscuotere il pagamento (withdraw) in seguito mediante il gateway in questione, ed un conto corrente o una carta tradizionale configurata in precedenza.

Supporta varie cripto-monete; permette di convertire in euro.

Altri servizi da valutare

La lista è in ordine sparso.

Note finali per programmatori

Chi possiede il compito di integrare i sistemi di pagamento in BTC o altre cripto all’interno dei siti è, di norma, il webmaster dello stesso. Dico questo perchè comunque si tratta di un’operazione abbastanza delicata, come del resto avviene per l’integrazione dei sistemi di pagamento tradizionali. In genere bisogna, infatti:

  1. documentarsi su come vengano effettuati acquisti e vendite di criptovalute;
  2. affidarsi ad un linguaggio che sia supportato dal sito attuale (ASP.NET o PHP, ad esempio);
  3. stabilire l’architettura di massima del sistema prima di procedere alla sua implementazione.

Se non si vuole ricorrere ad una soluzione tra quelle indicate, si può pensare di interfacciarsi direttamente con la blockchain della criptovaluta di interesse, operazione senza dubbio ancora più impegnativa. Ogni blockchain di criptomoneta, infatti, fornisce una propria API pubblica per utilizzare i servizi come web service, ad esempio quella del BTC ufficiale è questa:

http://blockchain.info/json_rpc_api

 

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