Cos’è lo spread?

Con la nascita dell’Euro, la parola “spread” (dall’inglese “differenza, divario”), è presto diventato uno dei termini tecnici dell’economia più diffuso, pronunciato dai cronisti con timore quando le prospettive economiche non sono rosee e con enfasi entusiastica quando (molto meno spesso) l’economia galoppa. Ma sappiamo davvero cos’è lo Spread? Proveremo a spiegarvelo!

Definizione spread

Lo “spread” è un termine finanziario che si riferisce alla differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato di due paesi diversi, solitamente paesi con economie e situazioni finanziarie diverse. Questa differenza di rendimento viene spesso utilizzata come indicatore della percezione di rischio del mercato riguardo a un determinato paese o alla sua capacità di onorare i suoi debiti.

In particolare, lo spread si calcola sottraendo il rendimento dei titoli di Stato di un paese considerato più sicuro (ad esempio, i titoli del Tesoro degli Stati Uniti) dal rendimento dei titoli di Stato di un altro paese con una situazione finanziaria potenzialmente meno stabile. Questa differenza di rendimento riflette il premio di rischio richiesto dagli investitori per detenere i titoli di un paese considerato meno sicuro.

Lo spread può variare nel tempo a seconda delle condizioni economiche, politiche e finanziarie dei paesi in questione, nonché delle aspettative del mercato. Un aumento dello spread di solito indica un aumento della percezione del rischio legato a un paese e può avere un impatto negativo sui costi di finanziamento per quel paese, inclusi i tassi di interesse sui suoi prestiti.

Lo spread è spesso seguito attentamente dagli investitori, dai trader e dagli economisti come indicatore dell’andamento dei mercati finanziari globali e delle condizioni economiche dei paesi.

Nei panni del direttore di una banca.

Mettiamo caso che voi siate il/la responsabile mutui e prestiti con pieni poteri di una banca e il Sindaco della vostra città (prendiamo ad esempio la figura del Sindaco intentendolo come una persona di spicco della comunità, dotata di serietà, equilibrio e con una buona posizione economica) vi venga a chiedere un prestito di 10.000 euro, estinguibile in 10 anni, perchè deve ristrutturare casa.

Ora, in virtù della sua posizione, della documentazione sull’affidabilità economica che vi presenta e sull’impeccabile affidabilità bancaria che ha dimostrato di avere per tutta la sua vita, voi – essendo nella nostra ipotesi un/a plenipotenziario che quindi non deve rispondere a regole fisse della banca per cui lavorate – gli andrete a concedere certamente il prestito con un interesse “di riguardo”, non dovuto solo al fatto che state interloquendo con “il Sindaco” ma perchè lo stesso dimostra, carte in mano, di non aver particolari problemi nel futuro a ripagare il prestito che vi sta chiedendo. A puro titolo di esempio diciamo che sul prestito andrete a imporre un interesse dell’1% e, così facendo, “il Sindaco” dovrà restituire in totale alla vostra banca 10.100 euro, pari a 1.010 euro all’anno per 10 anni.

Lo stesso giorno vi verrà a chiedere lo stesso prestito di 10.000 da estinguere sempre in 10 annilo scapestrato” del paese: vagabondo di professione, con guai con la giustizia, dedito all’abuso di droga e alcool, con il vizio del gioco e già insolvente verso altri istituti bancari. Ebbene, abbiamo la certezza che, qualora decidiate di concedergli il prestito (e non è affatto scontato che lo facciate) di certo non gli assegnerete un interesse dell’1% ma uno molto più alto, magari del 10% in modo tale che possiate recuperare nel minor tempo possibile la maggiore parte del prestito concessogli, nella speranza che lo ripaghi per intero: con un interesse del 10%, “lo scapestrato” dovrà restituirvi 11.000 euro in 10 anni equivalenti a 1.100 euro all’anno, molto più di quanto dovrà darvi “il Sindaco” che, comunque è per sua condizione più ricco e affidabile.

Quindi, la conclusione che ricaviamo dal nostro lungo esempio è che più si è ricchi e affidabili minore saranno gli interessi che ci verranno chiesti dalle autorità bancarie e finanziarie e il divario tra il tasso d’interesse che si assegnerà “al Sindaco” e quello che si assegnerà “allo scapestrato” è lo “spread”.

Perchè c’è lo Spread tra i titoli di stato di differenti nazioni?

Ebbene, l’esempio fatto poc’anzi in cui i protagonisti erano “il Sindaco” e “lo scapestrato” è del tutto trasponibile alle nazioni: più una nazione è affidabile (affidabile = capace di restituire il prestito nei tempi e modi pattuiti), minore saranno gli interessi che gli investitori pretenderanno da lei e viceversa.

Alcuni di voi si staranno chiedendo: “ma perchè, anche gli stati chiedono prestiti?

Certo che sì! Chiedono prestiti al mercato finanziario, dove degli investitori – i quali possono essere agenzie private, singoli individui, banche o altre nazioni – acquistano dei titoli di stato (che di fatto sono dei prestiti di denaro) che le nazioni che li emettono saranno tenute a restituire a tassi d’interesse variabile proprio in virtù dell’affidabilità delle stesse.

E il metodo per capire se un prestito richiesto da una nazione sia affidabile o meno è più semplice da capire di quanto sembri: se una nazione ha un’economia solida e cerca ulteriori soldi sul mercato finanziario per spese programmate relative ad investimenti con positive ricadute sui suoi conti pubblici e sull’economia generale, gli investitori non avranno difficoltà a comprare i suoi buoni, nonostante il basso tasso d’interesse, poichè, essendo quei soldi chiesti per creare ulteriore economia “positiva”, la possibilità che il debito non venga ripagato è pressoché nulla.

Di contro, se una nazione è in seria crisi economica e deve chiedere soldi ai mercati non tanto per investire ma per pagare le spese correnti (stipendi, mutui e altre spese inderogabili) e i servizi (sanità, trasporti, comunicazioni,ecc.) automaticamente i suoi interessi sul debito saranno più elevati perchè, appunto, la possibilità che questo non venga ripagato è elevata e gli investitori pretendono garanzie.

Ecco dunque palesarsi lo spread tra le nazioni: la “nazione Sindaco” pagherà meno interessi della “nazione scapestrata“.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Come si calcola lo Spread tra le nazioni?

Per calcolare lo Spread bisogna avere innanzitutto all’interno del sistema economico una nazione di riferimento che, automaticamente, sarà quella con la migliore economia e con i conti meglio in ordine. Nel caso dell’Unione Europea, come facilmente intuibile, il ruolo di nazione guida è dato alla Germania e i suoi buoni del tesoro (chiamati Bund) servono da riferimento per calcolare lo Spread con i buoni delle altre nazioni.

Il calcolo si effettua secondo l’esempio di seguito:

  • Buono del tesoro tedesco emesso oggi con scadenza decennale con tasso del 2%
  • Buono del tesoro italiano emeso oggi con scadenza decennale con tasso del 6%
  • 6 – 2 = 4
  • 4×100 = 400

Quindi: se i due buoni vengono piazzati sul mercato con una differenza di 4 punti percentuali, la differenza di Spread sarà di 400 punti.

Perchè lo Spread fa paura?

Come si evince dai numerosi esempi che vi abbiamo proposto, lo Spread non può essere liquidato in maniera banale e infantile come fanno tanti politicanti che, imbevuti di ignoranza fino all’osso, avendo difficoltà a far di conto, non potranno mai capire la portata di ciò di cui stiamo parlando.

Il discorso è molto più serio poichè, dover pagare una differenza di 4 punti percentuali (400 di spread) su uno stesso prestito ottenuto da una nazione di per sé già più forte economicamente di noi non allarga solo la forbice del debito pubblico (perchè di questo stiamo parlando, il “famoso” debito pubblico sono in gran parte proprio questi prestiti che le nazioni chiedono ai mercati finanziari) ma, diminuendo la capacità di spesa ciò si ripercuote sulla qualità dei servizi, sugli stipendi, sulle pensioni e sulle infrastrutture per cui ci saranno sempre meno soldi da destinare.

Quindi, in conclusione, allarmatevi quando lo Spread sale perchè il politicante che vuol far finta che non stia succedendo niente in realtà vi sta ingannando: più lo Spread sale più la nazione impoverisce… ditelo al politicante!

5 cose che non sai sulle banconote

Da millenni i soldi accompagnano le avventure del genere umano. Da quando il baratto e l’economia del dono hanno cominciato ad essere desueti per le forme di società più complesse che via via si stavano sviluppando, i soldi sono iniziati a diventare una costante (ed invasiva) presenza nella vita dell’uomo. Uno dei tipi di monete più diffuse sono le banconote, nate in Cina intorno all’800 Dopo Cristo, hanno iniziato ad invadere tasche e mercati del mondo molto più tardi, solo a partire dal XVIII secolo. Ne esistono di mille fogge e materiali e sono diventate oggetto di culto per i collezionisti.  Nei paragrafi di seguito vogliamo proporvi una carrellata di fatti curiosi che probabilmente non conoscete relativi alle banconote.

Le nuove sterline Inglesi: plastificate, impermeabili e… Made in Italy!

Dal 2016, cominciando dalle banconote da 5£ per poi proseguire con gli altri tagli, in Gran Bretagna hanno iniziato a circolare le prime banconote plastificate e impermeabili che, nelle intenzioni della Banca Centrale, nell’arco di pochi anni, dovranno completamente sostituire tutte le vecchie banconote cartacee. In realtà l’innovazione non è unica nel suo genere in quanto, sin dal 1992, l’Australia aveva prodotto i primi dollari plastificati e l’esempio è stato seguito da altre nazioni. L’intento della Gran Bretagna però ha l’ambizione di sostituire completamente nell’arco di qualche anno le banconote di carta, più deperibili e facilmente falsificabili. Chissà che dopo le banconote di plastica gli amici britannici non trovino qualche sistema per ridurre l’uso delle sterline metalliche di cui chiunque viva o soggiorni da turista nel Regno di Elisabetta, avrà sicuramente le tasche stracolme…

Una curiosità nella curiosità è che le sterline plastificate sono totalmente Made in Italy in quanto stampate dalle Officine Meccaniche Cerruti con sede a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria.

By Source, Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=50344882

Una banconota da 100.000.000.000.000 di dollari? In Zimbabwe si può!

Avete letto bene: centomila miliardi di dollari. Se fossero dollari americani “basterebbe” possedere solo una di queste banconote per essere proprietari di qualsiasi cosa al mondo più qualche altro pianeta del sistema solare. Purtroppo per i suoi possessori, invece, si trattava solo di dollari dello Zimbabwe, valuta ormai fuori corso dal 2009. Nonostante l’esorbitante numero di zeri che compare sulla cartamoneta in questione, il suo valore era di circa 3 dollari USA ed ha avuto corso legale per appena un anno (dal 2008 al 2009), dopodiché il governo ha deciso di abolire l’ormai inutile valuta nazionale in favore di monete straniere.

https://it.wikipedia.org/wiki/Dollaro_zimbabwese#/media/File:Zimbabwe_$100_trillion_2009_Obverse.jpg

Il motivo dell’emissione di tagli di banconote così grossi ma dal valore di spesa così basso è da ricercarsi nella così detta Iperinflazione dello Zimbabwe, crisi economica verificatasi dopo che il governo dell’ex Presidente (de jure, poichè de facto era un dittatore) Robert Mugabe confiscò tutti i terreni appartenenti ai bianchi per ridistribuirli alla popolazione di colore e cancellò – motu proprio – l’enorme debito che la nazione africana aveva con il Fondo Monetario Internazionale. Queste mosse da “economia naif” causarono un aumento vertiginoso dell’inflazione che arrivò a toccare punte stratosferiche di 89 700 miliardi di miliardi di punti percentuali, decretando, di riflesso, il deprezzamento della moneta locale al livello della carta straccia (probabilmente, in occidente, la carta straccia da reciclare ha un prezzo al chilo superiore a quello della moneta di cui sopra).

Quella dello Zimbabwe non è stata l’unica iperinflazione nella storia poichè, in particolari periodi di crisi economica o alla fine di guerre particolarmente cruente, il fenomeno si è andato a verificare piuttosto spesso. Anche in Ungheria nel 1946 (subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, appunto) si verificò una clamorosa iperinflazione con la relativa emissione di banconote (all’epoca in Ungheria era in vigore la moneta chiamata Pengő) con un valore assurdo e capacità di spesa quasi nullo. Senza chiederci di leggervi il numero perchè non ne saremmo capaci, eccovi di seguito l’immagine della moneta da 100.000.000.000.000.000.000 Pengő (gli amici ungheresi si risparmiarono di mettere gli “zeri” sulla banconota):

https://it.wikipedia.org/wiki/File:HUP_100MB_1946_obverse.jpg

La banconota con il più alto valore reale.

Nel paragrafo precedente abbiamo visto due esempi di banconote con un elevato valore relativo ma con basso valore reale, ora invece facciamo conoscenza con la banconota con il più alto valore reale attualmente in circolazione, il taglio da 10.000 Ringgit del Brunei. Convertendo il suo valore ne risulta un corrispettivo che, in base alle fluttuzioni di mercato, può variare tra i 6.000 e i 6.500 euro per singola banconota: in pratica con tre banconote si potrebbe pagare lo stipendio annuo medio di un operaio italiano. Ha una sola controindicazione: meglio non andare a pagare un caffè con questa banconota perchè ottenere il resto potrebbe essere un problema.

By Source, Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=32558877

La banconota più grande del mondo e quella più piccola.

Nel 1998, per commemorare il trecentenario dell’indipendenza, nelle Filippine venne data alle stampe una banconota del valore di 100.000 Piso dalle dimensioni record: 35,6 centimetri di lunghezza e 21,6 di altezza, all’incirca quanto un monitor di 14 pollici. Le sue dimensioni hanno fatto entrare la banconota di diritto nel Guinness dei Primati. Essendo una moneta commemorativa, benchè di corso legale, ne vennero stampati solo 100 esemplari oggi ricercatissimi dai collezionisti.

https://www.bsp.gov.ph/SitePages/CoinsAndNotes/CommemorativeNotes.aspx#

All’altro estremo del Guinness dei Primati, il gradino più alto del podio per quanto riguarda la moneta più piccola per dimensioni spetta al taglio da 10 Bani emesso in Romania nel 1917. Con i suoi 27,5 per 38 millimetri di dimensioni è grande appena come un grosso francobollo (potete guardarla a questo link).

La banconota più strana del mondo.

Di banconote strane ne esistono diverse, si va da quelle semitrasparenti australiane a quelle con disegni bizzarri come i dieci dollari delle Isole Cook su cui è rappresentata una sirena che cavalca uno squalo. Ma secondo noi la più strana è la banconota coniata alle Isole Fiji per commemorare la vittoria Olimpica ottenuta dalla nazionale di Rugby a 7 isolana. I giocatori autori dell’impresa – primi nella storia dell’arcipelago del Pacifico a vincere una medaglia olimpica, a Rio 2016 – sono diventati vere e proprie leggende nel loro paese e in loro onore è stata stampata una banconota dallo “strano” e “antidecimale” valore di 7 dollari, sette, appunto, come i giocatori che scendono in campo in un match di Rugby a 7. (Potete ammirarla in tutta la sua simpatia a questo link).

Cosa sono le carte prepagate Amazon?

Uno dei servizi più interessanti che Amazon mette a disposizione dei suoi utenti è sicuramente quello delle carte prepagate, strumenti comodi, flessibili e semplici da utilizzare per effettuare i nostri acquisti sul noto portale di e-commerce. Scopriamo le sue funzionalità e i suoi vantaggi.

Cos’è una prepagata Amazon?

Innanzitutto non facciamoci trarre in inganno poichè, pur essendo spesso denominate “carte prepagate” anche dalla stessa casa madre, queste non hanno il supporto fisico tipico delle normali carte di credito plastificate ma sono semplicemente un codice digitale che, inserito in un account Amazon tramite la voce “aggiungi un buono regalo“, potrà fare spendere al benificiario l’importo relativo al buono. Ovviamente, dato che questo tipo di servizio è utilizzato principalmente come forma di regalo (non è quindi un caso se, come abbiamo visto poc’anzi, la voce da cliccare per poterne usufruire è proprio “aggiungi un buono regalo“), è possibile farlo recapitare al destinatario per posta o darlo personalmente a mano sotto forma di bigliettino di auguri con tanto di dedica e cofanetto. Chi lo possiede può spendere l’importo in esso contenuto solo ed esclusivamente per acquisti da effettuare su Amazon.

Come ottenere una prepagata Amazon.

Ovviamente il modo più logico e naturale per poter acquistare una prepagata Amazon è tramite il portale stesso. Nella barra in alto, sulla sinistra, tra le prime voci vi comparirà “Buoni Regalo”, cliccandoci sù vi apparirà una pagina dalla quale potrete scegliere l’importo del buono (da 0,15 centesimi a 5.000 euro) e le varie personalizzazioni da applicare. Quando avrete selezionato tutto ciò che vi interessa basterà procedere al pagamento e il buono verrà inviato all’indirizzo desiderato.

Screenshot della Home Page di Amazon in cui è cerchiata in arancione ed indicata dalla freccia la voce “Buoni Regalo”.

Ma le prepagate Amazon si possono acquistare anche nelle tabaccherie, ricevitorie e in alcuni supermercati. In base al tipo di esercizio i tagli disponibili potranno essere diversi con proposte commerciali che cambiano nel tempo a base del tipo di ricevitoria, supermercato o altri fattori.

In oltre, è possibile ottenere questo tipo di buoni come premio per aver aderito a determinate promozioni commericali, in seguito all’istallazione di alcune app o dopo aver partecipato a sondaggi ed interviste online. Generalmente queste sono inizative a tempo limitato per cui vi conviene fare attenzione ai vari banner pubblicitari che internet vi propone perchè un giorno o l’altro potrà toccare a voi di essere i fortunati vincitori di un buono Amazon.

Quanto costa e quanto dura.

Il costo delle prepagate Amazon varia in base all’importo scelto ed è uguale a 30 centesimi ogni 10 euro di ricarica (oltre, ovviamente, al prezzo dell’importo ricaricato). Esempi:

  • buono da 10 euro = costo totale 10,30 euro
  • buono da 25 euro = costo totale 25,75 euro
  • buono da 50 euro = costo totale 51,50 euro

La durata del buono sarà invece di 10 anni e potrà essere speso anche in più soluzioni fino all’esaurimento del credito. Ovviamente se l’acquisto che state per effettuare è superiore al buono che avete a disposizione, per pagarlo potrete utilizzare l’intero importo del buono aggiungendo la parte restante dalla carta di pagamento che avete associato al vostro account Amazon.

Perchè usarla?

Ovviamente l’uso principale che si fa delle ricaricabili Amazon è quello del regalo: se dovete/volete fare un regalo ad una persona ma non volete correre il rischio di sbagliarlo, una soluzione simile è l’ideale per rendere tutti felici e contenti! Ma, come avrete notato, nell’articolo abbiamo volutamente utilizzato alternativamente i termini “ricaricabile” e “buono regalo” per riferirci a questo strumento poichè se siete “allergici” al pagamento online tramite carte di pagamento (siano esse di credito o di debito) o tramite il vostro conto bancario, questo metodo vi permette di pagare i vostri acquisti “quasi” in contrassegno (modalità non ammesssa da Amazon) poichè vi basterà recarvi in tabaccheria o in ricevitoria con moneta sonante in mano, acquistare un buono per voi stessi, ricaricarlo nel vostro account e pagare con quei soldi senza utilizzare nessun dato proveniente dalla vostra carta o dal vostro conto.

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