Sembrano esserci in atto dei “contatti preliminari” tra Intesa San Paolo e Nexi, nello specifico per quanto riguarda l’ “acquiring” cioè i contratti che i titolari di POS hanno con la banca. Indiscrezioni sostengono che Intesa San Paolo potrebbe ottenere il 30-40% del capitale di Nexi, ma questo comporterebbe un’opa cioè un’offerta pubblica di acquisto. Fonti vicine alla banca però parlano di quote inferiori al 25% e quindi non ci sarebbero le basi per un’eventuale opa. Anche Nexi ha tenuto a precisare che sono solo contatti preliminari senza definizione di progetti di varia natura e quindi risultano infondate le notizie di una partecipazione di Intesa per il 30-40%. In ogni caso l’obiettivo di Nexi rimane comunque quello di essere partner indipendente di tutto il sistema bancario.

COSA COMPORTEREBBE TUTTO CIO’?

Secondo analisti e banche d’affari, la cessione dell’attività di “acquiring” da Intesa San Paolo a Nexi, viene vista positivamente in quanto farebbe crescere il giro d’affari dei pagamenti digitali. Giro che potrà anche essere favorito dalla lotta al contante promossa dal Governo. Intesa San Paolo aveva già venduto Setefi e Intesa San Paolo card a Mercury, il veicolo che aveva già rilevato Nexi quando ancora era Icbpi cioè Istituto centrale delle banche popolari italiane. Ma la loro attività riguardava il “processing” dei POS in Italia e negli altri Paesi in cui è presente il gruppo.

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