Carte di credito virtuali: cosa sono e come funzionano

Navigare sul web in cerca di opportunità di acquisto online porta alla valutazione, come sappiamo, del tipo di carta migliore da usare per il pagamento e per evitare truffe: avete mai valutato l’uso di una carta di credito virtuale? I rischi sono quelli di sempre: che possano clonarci la carta e prosciugarci il conto, motivo per cui è opportuno avere una carta “di appoggio” solo per acquisti online. Con le carte di credito virtuali possiamo sopperire a questa necessità, ed il tutto – come vedremo – senza nemmeno dover ordinare una nuova carta fisica, che da’ sempre un certo impiccio nei nostri portafogli, spesso già stracolmi.

Come funziona una carta di credito virtuale

La carta di credito virtuale è un servizio offerto ai clienti mediante app specifica, installabile su iOS e su Android, che permette di poter usufruire degli stessi servizi delle carte di credito fisiche. Una carta di credito virtuale, di fatto, non richiede di portarsi dietro la carta fisica, il numero è già impresso nell’app in modo sicuro e ciò, di fatto, permette sia di usare il PAN (il numeretto della carta) che la data di scadenza ed il CVC sul retro per pagare nei siti, magari ricaricandola all’occorrenza per evitare di farci prosciugare il conto principale.

Tecnologia delle carte di credito virtuali

L’uso di carte di credito virtuali potrebbe, di fatto, suscitare qualche dubbio sulla sicurezza del loro uso e su come effettivamente facciano a farle funzionare.

Di fatto, le carte di credito virtuali sono app vere e proprie, in grado di funzionare come carta di credito al posto di quelle fisiche, le tradizionali afferenti ai vari circuiti VISA Mastercard ecc.. Ovviamente, le app per le carte virtuali vengono progettate e programmate seguendo i più rigorosi standard del settore sicurezza e home banking, e sfruttano una tecnologia presente su buona parte degli smartphone moderni, nota come Near Field Communication (NFC). Tale “comunicazione in prossimità” è in grado sia di ricevere che di trasmettere a corto raggio, il che la rende candidata all’uso in prossimità dei POS di pagamento, esattamente come faremmo con una carta fisica.

Ora, a parte l’uso di NFC implementato in ambiti diversi da quelli dei pagamenti online (a Milano, ad esempio, è stata avviata per consentire l’uso degli e-ticket o biglietti dei mezzi elettronici), NFC viene usato anche per collegarsi a Apple Pay, Samsung Pay, Google Pay e Vodafone Pay, quindi i principali sistemi di pagamento online diffusi oggi sul mercato. Le carte di credito virtuali – un esempio tra i più interessanti degli ultimi anni è senza dubbio YAP , ma anche HYPE ed altre hanno sia funzione di carta fisica che di carta virtuale, volendo – sono anche carte contactless che funzionano mediante NFC e tecnologia RFID, e basterà avvicinare il cellulare al POS del commerciante per effettuare il pagamento. Una carta, insomma, in tutto e per tutto identica a quella che abbiamo usato per le prime volte da quando American Express le mise in circolazione per la prima volta, e che sono una naturale e pratica evoluzione tecnologica in questo settore.

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Migliori carte di credito – Classifica generale

Classifica carte prepagate

Se stai cercando una carta prepagata nuova di zecca, eccoti alcuni suggerimenti direttamente dai nostri utenti. Quelle che seguono sono le carte prepagate, virtuali, fisiche, di debito o di credito più votate dai nostri visitatori, e che puoi valutare come possibili alternative o per saperne qualcosa in più a riguardo.

Le migliori carte di credito

1 N26
4.42/5 (48)
2 ViaBuy
4.8/5 (44)
3 Soldo
5/5 (43)
4 Postepay
4.78/5 (40)
5 American Express
5/5 (32)
6 Prepagata PayPal
4.61/5 (31)
7 Bunq
4.77/5 (30)
8 HYPE
5/5 (28)
9 Qonto
4.92/5 (26)
10 Skrill
4/5 (25)
11 YAP
4.88/5 (24)
12 Wirex
4.95/5 (20)
13 Libretto Smart Poste Italiane
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Guarda pure…

Sorry. No data so far.

Confronta carte di credito

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Carte di credito aziendali

Le carte di credito aziendali sono pensate per imprese e liberi professionisti. Rientrano tra i servizi finanziari dedicati alle SPA, alle SRL e a tutte le piccole e medie realtà con partita IVA. In genere hanno qualcosa in più rispetto alle carte di credito classiche per privati, e questo si nota in genere in termini di limiti di utilizzo più elastici. Si tratta di imprescindibili al giorno d’oggi, permettono di facilitare i pagamenti ai fornitori ed ai dipendenti, gestire al meglio le entrate, ricevere notifiche sui movimenti mediante app o SMS ed abilitare bonifici periodici.

Migliori carte di credito per aziende

Voti precedenti

1 N26
4.42/5 (48)
2 ViaBuy
4.8/5 (44)
3 Soldo
5/5 (43)
4 American Express
5/5 (32)
5 Bunq
4.77/5 (30)
6 Qonto
4.92/5 (26)

Cosa vuol dire carta aziendale?

Qualcuno potrebbe non avere chiara la differenza tra carte aziendali e carte nominative classiche, utilizzate privatamente o per scopi personali: cercheremo pertanto di chiarire un po’ meglio di che cosa si tratta.  La distinzione di base da tenere in considerazione è, prima di tutto, quella tra carta di debito e carta di credito (in breve, la seconda permette di sforare rispetto all’effettiva disponibilità di denaro, l’altra invece no), dato che possono esistere sia carte per aziende a debito che a credito. Inoltre la cosa da tenere in considerazione, in secondo luogo, è che parliamo di una carta disponibile solo per utenze professionali, quindi ad esempio:

  • PMI (Piccole Medie Imprese)
  • imprenditori
  • liberi professionisti con PIVA (ingegneri, commercialisti, avvocati, studi commerciali, ecc.)
  • dipendenti di aziende di qualsiasi dimensione

A cosa servono le carte di credito aziendali

La carta di credito è il tipico strumento finanziario che tutti usano quotidianamente, e che nello specifico si rivolge agli utenti business: l’obiettivo è sempre quello di fare acquisti e prelevare denaro conservato sul conto corrente.

Fermo restando che queste carte possono essere utilizzati sia da aziende che da liberi professionisti, il primo scopo delle carte di credito aziendali è legato in genere al pagamento di spese professionali, quindi ad esempio viaggi di lavoro, affitto di locali, tasse, attrezzature, fornitori in genere. Impreditori, liberi professionisti con partita IVA e dipendenti di piccole,medie e grandi aziende avranno pertanto la possibilità di usufruire di questi servizi, che offrono spesso un home banking customizzato per le loro esigenze, con qualche servizio bancario extra e con la possibilità di ricevere assistenza personalizzata.

Le carte di credito aziendali sono pertanto servizi Business To Business (B2B) diversamente da quello che succede per le carte di credito per privati.

Differenze tra carta di credito e carta di credito aziendale

Chiaro che, a questo punto, è naturale pensare a che cosa servano le carte di debito (o di credito) per aziende: servono in sostanza a venire incontro alle necessità di spese professionali, come ad esempio viaggi o cene di lavoro, quote di affitto, pagamenti ai fornitori. È altresì ovvio, in questa circostanza, che l’uso di carte di debito sia decisamente più semplice da gestire per l’amministrazione rispetto a quello delle carte di credito, visto che non è comunque possibile sforare il plafond (ovvero la disponibilità sulla singola carta) ed il rischio di frodi e spese non autorizzate da parte del dipendente è decisamente più contenuto. Con l’uso di una carta di credito aziendale, invece, il controllo delle spese è problematico e potrebbe essere necessario introdurre delle regole aggiuntive che siano sostanzialmente ferree e che possano, al tempo stesso, limitare le spese non funzionali e ridurre addirittura la possibilità che un dipendente possa farne uso per spese anche molto piccole. La contrattualizzazione del rapporto di lavoro, in questo caso, sembra essere assolutamente necessaria per evitare l’uso sconsiderato di carte aziendali per spese personali, cosa attualmente non consentita dalla legge.

In genere una carta aziendale è orientata a funzionare secondo varie modalità, che variano in base alla specificità della banca o dell’istituto bancario che la propone. Ed in questo, ad esempio, il conto offerto ad esempio da Qonto sembra essere molto interessante per tutte le potenziali utenze business.

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Migliori carte di credito prepagate

Carte prepagate più economiche e convenienti: quali sono? Ne hai viste di ogni genere, sembrano tutte uguali e non sai quale scegliere? Da molti anni ci sono varie aziende che propongono soluzioni di home banking che puoi aprire direttamente da casa, senza fare la fila allo sportello e senza buona parte della burocrazia delle banche tradizionali. Sei arrivato nel posto giusto!

Se stavi cercando una carta prepagata per i tuoi acquisti online, in questa pagina cercheremo di guidarti nella scelta. Le più interessanti carte prepagate con IBAN e senza, ti mettono a disposizione un credito prepagato e puoi aprirle anche se ancora non hai uno stipendio. Le valutazioni sono state espresse dagli utenti del nostro sito.

Ti piacerebbe saperne di più? Perfetto: su Pagare.online avrai la possibilità di passare in rassegna le principali carte prepagate che sono disponibili sul mercato, e vedere le migliori ad oggi.

Classifica aggiornata carte prepagate

Se stai cercando una carta prepagata nuova di zecca, eccoti alcuni suggerimenti direttamente dai nostri utenti. Quelle che seguono sono le carte prepagate, virtuali, fisiche, di debito o di credito più votate dai nostri visitatori, e che puoi valutare come possibili alternative o per saperne qualcosa in più a riguardo.

Le migliori carte di questo tipo

1 N26
4.42/5 (48)
2 ViaBuy
4.8/5 (44)
3 Postepay
4.78/5 (40)
4 American Express
5/5 (32)
5 HYPE
5/5 (28)
6 Skrill
4/5 (25)
7 Wirex
4.95/5 (20)

Caratteristiche delle carte prepagate

Ciao, sono Salvatore Capolupo ed in questi anni ho avuto modo di testare queste carte prepagate. Quelle che vedrai qui sono opinioni reali che ho pubblicato negli ultimi due anni, e che riguardano esclusivamente carte di credito prepagate.

La maggiorparte di esse:

  • sono facili da usare;
  • sono relative a banche senza sportello, che fanno supporto in chat, via email o via telefono senza muoversi da casa;
  • alcune sono con IBAN, altre senza;
  • permettono di registrarti comodamente da casa, inviando una scansione di un documento di identità e fornendo i dati direttamente sui loro siti;
  • sono sicure, nel senso che proteggono le transazioni con i protocolli di sicurezza dell’home banking (OTP, SSL, ecc.);
  • sono state provate da me direttamente (me le sono procurate, quindi non sono recensioni inventate :-D);
  • si attivano entro pochi giorni dalla richiesta;
  • sono generalmente molto economiche (costano il più delle volte qualche decina di euro all’anno);
  • si possono usare sia come carte virtuali (direttamente con lo smartphone) che come carte fisiche;
  • si possono usare per spese offline (dal negoziante con il POS, per intenderci) che per pagare online;
  • permettono di comprare da Ebay, Amazon e da buona parte dei negozi online;
  • funzionano anche per comprare e vendere bitcoin e criptovalute in genere;
  • ti verranno spedite direttamente dal corriere, e non saranno attive finchè non sarai tu ad autenticarle;
  • si possono richiedere direttamente dal sito della banca online!

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Classifica carte prepagate secondo Pagare.online

Ecco a voi la lista delle migliori carte prepagate, secondo me.

  1. HYPE HYPE  – gestita da Banca Sella, ha una buona app ufficiale per gestire comodamente la movimentazione, costa 12 € / anno (1€ al mese), me l’hanno inviata dopo circa 10 giorni dalla richiesta, il tutto si fa comodamente da casa – la migliore! Leggi la recensione
  2. Revolut Revolut – si tratta di una carta di debito prepagata che potrete anche generare sul momento mediante app mobile Revolut, e che ha il vantaggio di supportare qualsiasi tipo di valuta (quindi EUR, dollari ecc.), anche qui potete aprirla direttamente da casa. Per saperne di più
  3. MPS Spider – Sono stato cliente MontePaschi per un certo numero di anni, e questa carta prepagata è davvero molto comoda a mio modo di vedere. Sicura, facile da usare e con un servizio clienti molto professionale. Per saperne di più
  4. PostePay – gestita da Poste Italiane, è la prepagata classica, ormai inossidabile, che potete usare generalmente per caricarla all’occorrenza e che potete mettere al sicuro con la procedura sicurezza web. Potete richiederla direttamente agli sportelli delle Poste Italiane. Per saperne di più
  5. YAP – è una carta prepagata che ho aperto di recente, e che funziona direttamente sul vostro smartphone, quindi si può usare come carta virtuale ed eventualmente, su richiesta, come carta fisica. Molto comoda per inviare direttamente soldi ai vostri amici che usano anch’essi YAP, o per farsi mandare i soldi di un regalo, della cena tra amici ecc. Leggi qui

Prepagate compatibili con Samsung Pay

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Prepagate compatibili con Apple Pay

Voti precedenti

1 N26
4.42/5 (48)
2 HYPE
5/5 (28)
3 YAP
4.88/5 (24)

Prepagate compatibili con Google Pay

Voti precedenti

1 N26
4.42/5 (48)
2 Bunq
4.77/5 (30)
3 HYPE
5/5 (28)
4 Qonto
4.92/5 (26)
5 YAP
4.88/5 (24)

Prepagate compatibili con PayPal

Voti precedenti

1 N26
4.42/5 (48)
2 YAP
4.88/5 (24)
4.12/5 (95)

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Come usare le carte di credito in Giappone

Recarsi in Giappone – che sia per un viaggio di lavoro, di piacere o di necessità – richiede ovviamente di essere “attrezzati” per capire quali soluzioni utilizzare per i pagamenti e gli acquisti che abbiamo intenzione di effettuare. Di fatto, il Giappone è un paese piuttosto evoluto anche da questo punto di vista, e ciò comporta un’analisi puntuale delle soluzioni più diffuse e di come farne uso una volta sul posto.

Ci sono però delle cose importanti da sapere prima della partenza, in modo da farci trovare preparati a qualsiasi evenienza, considerando in anticipo le possibili circostanze che potrebbero capitare.

Uso delle carte di credito, di debito e prepagate in Giappone

Premettiamo al discorso un fatto ben noto: in genere i giapponesi sono devoti al pagamento in contanti, e molto meno a quello con carte. Questo ovviamente non vuol dire che non si possano utilizzare delle carte di credito, ma è sempre bene averne a disposizione dato che, a quanto risulta, non sempre i POS sono disponibili presso qualsiasi esercente (anche se i bancomat sono molto diffusi, vedi anche tabella successiva).

Circuiti internazionali, sempre!

In prima istanza, è bene tenere conto che la carta di pagamento che decidiamo di utilizzare sia abilitata sui circuiti internazionali: spesso, tuttavia, questo semplice requisito non è troppo agevole da verificare, dato che le carte che acquistiamo ad es. online sono, di fatto, abilitate di default per i pagamenti in Europa. In teoria, comunque, dovrebbero funzionare lo stesso, e molti dei dubbi che si affastellano in rete sull’argomento sono frutto di notizie non verificate (e difficilmente verificabili), per cui la cosa migliore – come suggerito anche dal sito VolcanoHub, ottimo portale per viaggiare in Giappone, ad esempio – è innanzitutto quella di verificare col proprio istituto bancario che la carta sia abilitata o meno a funzionare anche in Giappone. In teoria dovrebbe esserlo, anche se poi – trattandosi di circuiti internazionali – è possibile che si possa verificare qualche problema tecnico che impedisce, di fatto, il prelievo.

Attenzione alle commissioni su prelievi e pagamenti

Facciamo attenzione al fatto che le commissioni sul prelievo o fee, in alcuni casi, potrebbero (e sono quasi sempre) più alte rispetto ad un prelievo che effettuiamo sotto casa, ovviamente. Le commissioni sono in genere di due tipi: a percentuale (minimo il 2 o 3%, in genere) sulla somma pagata o prelevata, il che ovviamente si può riflettere negativamente in caso di acquisti onerosi, e quelle a tasso fisso, che invece fanno pagare intorno ai 2 o 3 € per ogni prelievo, in questo caso molto più ragionevole e conveniente. Purtroppo troppi calcoli non li possiamo fare anche perchè, di fatto, non sappiamo precisamente a quale ATM andremo a prelevare sul posto, per cui è consigliabile partire con almeno 200-300 € in yen come base di contanti prima di partire. Considerate infine che le carte prepagate, nonostante non siano sempre supportate e funzionali al 100%, tendono ad applicare fee molto più basse delle carte di credito.

Meglio avere almeno due carte differenti

Una prima possibilità importante, pertanto, potrebbe essere quella di dotarsi di almeno due carte, in modo da poter usufruire dell’una o dell’altra come soluzione alternativa. Le classiche carte di credito e di debito, comunque, dovrebbero funzionare tutte, soprattutto se si tratta di banche con uno storico o un certo livello di prestigio. Quindi da questo punto di vista, se usiamo una classica carta VISA o Mastercard associata ad una banca famosa, dovremmo poter stare molto tranquilli.

Carte consigliate

Sconsigliamo, comunque, l’uso di carte prepagate come la PostePay o la prepagata PayPal: per quanto dovrebbero funzionare lo stesso dati i circuiti a cui si appoggiano, non è una buona idea fare affidamento solo su queste. Al tempo stesso, visto che ne avevamo parlato nel nostro sito a suo tempo, una carta come quella di Revolut potrebbe essere un buon compromesso: di base è una carta virtuale, ma è possibile associare allo stesso conto fino a tre carte fisiche e queste ultime saranno abilitate ai prelievi internazionali. La Revolut Mastercard ad esempio è una carta da cui è possibile prelevare presso gli ATM in Giappone, anche da quanto risulta in una piccola ricerca che abbiamo effettuato per scrivere queste informazioni. Ulteriori possibilità possono essere, inoltre, le carte che permettono la creazione, direttamente con l’App, di un conto corrente estero in Yen, cosa che fa parte del core business di servizi come Transferwise. Rimane poi la possibilità classica legata a realtà come Western Union che si occupano di movimenti di denaro (questa volta in contanti, andando ai rispettivi sportelli) a livello internazionale, e che sono diffuse, ad esempio, anche nei principali aeroporti.

Tabella degli ATM più diffusi in Giappone

Questa è una lista dei principali servizi di bancomat o ATM giapponesi dai quali potete prelevare, come dicevamo purchè la vostra carta supporti il circuito VISA, VISA Electron, Mastercard e via dicendo. Potete tenerla come riferimento per cercarle su Google Maps, una volta sul posto, il nome di uno di questi esercizi bancari, che a volte possono essere anche sportelli bancomat abilitati ai circuiti internazionali, come se ne vedono – anche in italia – in prossimità di alcuni esercenti.

Bancomat situati presso Banche, Aeroporti e Centri CommercialiBancomat situati presso questi convenience store
Seven Bank7-Eleven
AEON BankLawson ATM
CitiBankE-Net (presso FamilyMart)
Mizuho Bank
Sumitomo Mitsui Banking Corporation
The Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ
JP Bank (poste giapponesi)

Contanti in Giappone: lo Yen

La moneta ufficiale del Giappone è lo Yen: tanto per avere un’idea del cambio, al momento in cui scriviamo 1€ corrisponde a 126,33 Yen. Questo cambio un po’ “strano” o dispari, se vogliamo, potrebbe confondere i più, anche se poi – come per altri cambi valuta esteri – è veramente solo questione di abitudine.

È un fatto noto, come dicevamo all’inizio, che i Giapponesi non siano per forza troppo avvezzi all’uso dei POS di pagamento, e potreste trovare molti negozi o piccoli ristoranti che non accettano pagamenti con bancomat in generale. Insomma, sembra proprio che da quelle parti preferiscano utilizzare i contanti, per cui sarebbe opportuno rifornirsene prima della partenza (si può fare anche agli uffici di cambio nel nostro paese o anche una volta atterrati in Giappone).

È altrettanto importante, a nostro avviso, tenere conto della corrispondenza tra Yen ed Euro, al fine di rendersi conto anche orientativamente di quanto stiamo andando a spendere. Gli Yen circolano in contanti nella forma di banconote (1000, 2000 – più rara -, 5000 e 10000, che corrispondono rispettivamente al range da 7,92€ a 79,20€) e anche di monete (1, 5, 10, 50, 100 e 500 Yen, ovvero qui siamo da poco meno di un centesimo di euro, 0,0079€, a 3,96€).

Per semplificarvi la vita, considerate la moneta da 100 Yen (diffusa come la nostra da 1€) al pari di 0,80 centesimi di euro.

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Imposta di bollo su carte di credito: quando e perchè si paga

Oggi parleremo dell’imposta di bollo sulle carte di credito, di debito e prepagate, cercando di dissipare un po’ di dubbi che sono annessi a questo costo, molto spesso addebitato direttamente tra le spese del conto, e che molti si ritrovano tra le transazioni della carta. La normativa in merito è soggetta a varie interpretazioni, che a loro volta dipendono molto dalle condizioni contrattuali di ogni banca: motivo per cui su questo argomento troverete spesso informazioni vaghe e contraddittorie.

Dopo esserci documentati un po’, abbiamo cercato di chiarire alcuni aspetti relativi al pagamento dell’imposta di bollo.

Cos’è l’imposta di bollo

In generale l’imposta di bollo non è una prerogativa da pagare solo per le carte di credito o prepagate: viene applicata indistintamente a tutte le fatture emesse, ad esempio, e questo se hanno un importo superiore a 77,47€. Questa cifra dispari così atipica, per inciso, è dovuta ad una motivazione storica: sono le vecchie 150.000 lire che si sono sempre pagate come imposta di bollo. L’importo dell’imposta di bollo è pari a 2 euro, e corrisponde all’importo della marca da bollo da due euro che si applica alle fatture (e si acquista usualmente dal tabaccaio). Ma chi deve pagare l’imposta di bollo? Su questo ognuno tende a fare come preferisce, in effetti: alcuni lo fanno pagare al cliente con 2€ in più in fattura, altri se lo pagano da soli.

Come viene applicato tutto questo alle transazioni di una carta di credito? Il punto da capire è che l’imposta di bollo va a coprire, in alcuni casi, la spesa fiscale associata alla produzione dell’estratto conto dell’anno precedente: in pratica ogni anno, come minimo, la banca deve produrre un estratto conto ufficiale,  e lo fa pagare al proprio cliente nella misura di 2€ all’anno. Ad esempio sul mio conto Hype l’ho pagata ad inizio gennaio 2021, relativamente all’estratto conto 2020 che, dicono nella comunicazione di fine anno, vedrò a marzo di quest’anno tra i miei documenti.

Quindi in un caso, sempre secondo le condizioni contrattuali della banca (che fanno fede nelle specificità, in ogni caso), pago minimo 2€ all’anno di imposta di bollo – che poi sarebbe il costo della marca da bollo che la banca stessa spende per emettere l’estratto conto annuale.

Imposta di bollo su carte prepagate

Formalmente sulle carte prepagate non si dovrebbe pagare imposta di bollo, a meno che non ci sia l’obbligo di effettuare per legge un estratto conto ufficiale, sempre su base annuale. Pero’ anche qui, bisogna fare attenzione: se (da come abbiamo capito) si tratta di carte prepagate con IBAN, l’imposta di bollo dovrebbe comunque essere dovuta perchè esiste un conto corrente associato, anche se non è troppo chiaro come venga calcolata la somma complessiva di 77,40€ (che sono le vecchie 150.000 lire, del vecchio conio, di cui sopra).

Dipende – lo ribadiamo, per non fomentare ulteriori dubbi ed incertezze a riguardo – dalle condizioni contrattuali della vostra banca, e se questo aspetto preoccupa o fa la differenza è il caso di consultarle attentamente prima, o chiedere informazioni prima (se possibile) di aprirsi una carta di un certo tipo. Alcuni suggeriscono che le carte di credito estere non siano soggette ad imposta di bollo, cosa che può essere vera se non fosse che, in questi casi, sono soggette ad altre spese dovute allo Stato per il fatto di avere un conto corrente estero.

Imposta di bollo su carte di credito

Le carte di credito devono generalmente emettere un estratto conto mensile, per cui in questo caso si paga un’imposta di bollo mensile (2€ al mese detratte dal conto), quindi complessivamente 12 x 2 = 24€ all’anno di imposta di bollo. Sulle carte di credito possono vigere poi condizioni più complesse, ed è bene attenersi a quelle più convenienti che possono cambiare di banca in banca.

Valgono le eccezioni e le considerazioni viste nei casi precedenti, ed in genere comunque l’imposta di bollo si paga, diciamo quasi sempre e comunque.

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Carte di credito con cashback

Le carte di credito con cashback permettono di recuperare una percentuale della somma per spenderla nuovamente, il tutto mediante una partnership tra l’istituto bancario e alcuni esercizi commerciali. Il cashback è, in altri termini, una forma di credito generalmente detassato (quindi non ci paghiamo le tasse sopra) che deriva da una percentuale aggiuntiva su una spesa predefinita: ad esempio spendo 100€ su un negozio online oppure tradizionale, e ricevo una sorta di “codice sconto” spendibile sempre in quel negozio per ulteriori acquisti.

Migliori carte di credito con cashback

Numerosissime sono le carte di credito, di debito e prepagate che supportano il cashback, e che quindi ti restituiscono parte dell’importo che spendi in alcuni negozi. Ecco quelle che conosciamo ad oggi, e delle quali trovate una recensione per ognuna. Sono incluse anche le carte che, in alcuni casi, non supportano il cashback tradizionale ma supportano in compenso quello di Stato.

Voti precedenti

1 N26
4.42/5 (48)
2 ViaBuy
4.8/5 (44)
3 American Express
5/5 (32)
4 HYPE
5/5 (28)
5 Qonto
4.92/5 (26)

In genere ogni carta emessa da istituti o banche diversa può essere convenzionata con negozi altrettanto diversi.

Cosa vuol dire cashback

Il cashback (in italiano rimborso) è un sistema di sconto molto diffuso presso alcuni istituti di credito, che va a vantaggio dei consumatori sotto forma di scontistica, in buona sostanza, su futuri acquisti. Esistono varie emittenti di carte di credito che offrono ai clienti la possibilità del cashback, un sistema molto diffuso e poco chiaro per alcuni di essi, in effetti. Quando si paga online con carta di credito o prepagata, il cashback può essere un’opportunità per spendere usufruendo di sconti nel medio lungo periodo. Da qualche tempo esiste anche il cashback di Stato. Per maggiori informazioni sul cashback clicca qui.

A cosa serve il cashback

Il cashback è utile per “recuperare” e poter rispendere i soldi che usiamo presso un commerciante una seconda volta; se spendiamo ad esempio 50€, il negoziante può applicare un cashback ad esempio di altre 5€. A quel punto non avremo 5€ in contanti, bensì uno sconto sul prossimo acquisto (di 5€) che andremo a fare da lui in futuro.

Differenze tra cashback e cashback di Stato

Il concetto di cashback è simile ma non è uguale: ad esempio, il cashback tra HYPE ed Amazon è una convenzione tra questi due esercenti, di fatto, che permette di ottenere una % di soldi recuperabile in futuro, sempre usando carta HYPE per pagare e andando su Amazon.

Invece il cashback di Stato è più complesso ed elaborato, e riguarda più carte di credito, di debito e prepagate che siano nominative, e viene gestito dal Governo e non da singoli operatori come nel caso precedente. Il cashback ed il cashback di Stato, inoltre, è cumulativo cioè si può accumulare nel tempo su più acquisti. Alcuni cashback possono impostare dei limiti massimi e minimi per poter richiede il cashback, oppure stabilire un numero minimo di transazioni (oppure, ancora, una spesa minima) per poterlo riscuotere.

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Carte di credito gratuite: ma esistono davvero?

La carta di credito è senza dubbio uno degli strumenti finanziari più utilizzati e popolari al giorno d’oggi. La digitalizzazione dei servizi non conosce freni, anche in questo 2021, soprattutto per via della forte diffusione dei pagamenti contactless e per la letterale esplosione del mercato online degli e-commerce.

Grazie ad una carta di credito puoi fare di tutto: abbonarti a Netflix, comprare su Amazon, pagare il conto di una bevuta, pagare la cena, fare la spesa al supermercato e così via.

Migliori carte di credito (quasi) gratis

Più che parlare di carte di credito vere e proprie, parleremo pertanto di carte prepagate a condizioni molto vantaggiose e senza dover spendere un capitale o sottoscrivere contratti complicati (un contratto di mezzo, per la verità, ci sarà sempre, ma per le prepagate è quasi sempre senza oneri eccessivi per il cliente).

Vediamo subito quali sono, considerando ovviemente quelle prepagate. Alcune di queste sono carte di credito con IBAN o conto ed altre senza, altre carte sono pensate per i più giovani e, insomma, sono carte da valutare caso per caso in base alle vostre esigenze.

 Costo di aperturaCanone annualeImporto massimo ricaricabile / annoCommissioniNazionalitàCircuito supportato
Postepay10€0 euro50.000 euro2€ prelievo bancomat non Poste, gratuito da Poste, VISA 0€Italia (Poste Italiane)VISA Electron
Skrill - Carta Prepagata10€0 euroVariabile2€ bancomatRegno Unito (Skril LTD)Mastercard
Superflash0€26,90 €10.000 euroBancomat: 2 euro, Aree Extra-SEPA: 5 euroItalia (Intesa San Paolo)Mastercard
ViaBuy69,90€19,90 €1.000 euro / anno senza documento, 15.000 € / anno inviando documentoBancomat: 5€, Ricarica gratis via bonifico, SOFORT/Carta: 1,75%, Bitcoin: 0,75%Regno Unito (PPRO Financial Ltd)Mastercard
MPS Spider0€10€10.000 euroBancomat 0€, VISA 0€Italia (Monte dei Paschi di Siena)VISA Electron
Paysafecard0€0€Prepagata usa e getta, di taglio variabile (fino a 100€)-Regno Unito (Paysafe Holdings UK Limited.)-
HelloBank0€0€5000€2€ bancomat, 0€ acquisti online, 1.75% acquisti in altra valutaItalia (Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.)MasterCard Secure Code
HYPE0€0€2500€ clienti Start, 50000€ clienti Plus0€ bancomat, 0€ acquisti online, percentuale variabile in acquisti in altra valutaItalia (Banca Sella Holding Spa)Mastercard
Nexi Prepaid7€0€12500€Italia (Carta Sì, ICBPI)VISA Electron

Le carte di credito NON sono gratis

Vorremmo metterla da subito su questo piano: nulla è gratis, e le carte di credito non fanno eccezione. È vero che trovate in giro molte offerte di carte che sono gratis, da quello che scrivono, ma ciò per la verità avviene per un periodo di tempo limitato. Ci sono insomma offerte commerciali di vario genere, che possono darvi la carta gratuitamente per un periodo di tempo che può essere, ad esempio, il primo anno che la usate.

Del resto una cosa importante da dire è che quando diciamo “carta di credito” facciamo riferimento ad una cosa ben precisa: uno strumento finanziario associato ad un conto corrente nominale sul quale è possibile sforare il credito effettivamente disponibile (qui trovate la definizione esatta), che poi dovrete restituire a rate. È chiaro, pertanto, che una carta di credito viene rilasciata normalmente mediante un contratto e comporta, nei confronti dell’istituto emittente, degli oneri e dei vincoli per chi la acquista.

Come trovare una carta di pagamento gratis

Se siete qui, state cercando una carta di credito gratis, e sono sicuro che sarete impazienti di capire come fare. Ebbene, una possibilità esiste! Ci sono infatti moltissime carte prepagate, con o senza funzionalità di conto corrente, che sono (per così dire) “quasi gratis” e che, alla fine dei conti, dovrebbero rispondere alle vostre esigenze.

Chi cerca una carta di credito gratis può essere una persona che ne ha bisogno per comprare online su Amazon, ad esempio, oppure uno studente o un lavoratore che ne necessita per le spese di ogni giorno (se siete dei dipendenti o dei titolari di aziende, vi suggerisco di leggere l’articolo sulle carte di credito per aziende). Visto che andare in banca è spesso un problema (di questi tempi poi…), si perde molto tempo in fila e spesso ci vuole un appuntamento, cercheremo di capire come possiate procurarvela direttamente online (carte di credito gratis online). Parliamo pertanto di una carta di credito prepagata, ovvero una ricaricabile sulla quale metterete i soldi all’occorrenza per poi spenderli in seguito come preferite, senza avere il problema di portarvi i soldi in contanti dietro o, a seconda dei casi, senza dover utilizzare metodi di pagamento più complicati o che vi aggradano di meno.

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Confronto tra carte di credito online

La carta di credito è un mezzo di pagamento sempre più diffuso per eseguire transazioni sia oline sia offline. I pagamenti vengono eseguiti con una carta plastificata che contiene un dispositivo di riconoscimento dei dati del titolare e della banca o della società finanziaria emittente. Il mondo delle carte di credito, soprattutto in Italia, è ancora tutto da scoprire. La cultura delle carte di credito è molto più diffusa in Europa e negli Usa, che amano particolarmente questo mezzo di circolazione del denaro. L’elemento che rallenta l’uso delle carte di credito in Italia rispetto alla circolazione dei contanti da imputarsi anche al costo elevato che le banche hanno applicato fino ad oggi alle transazioni con carta di credito.

Per fortuna qualcosa sta cambiando: innanzi tutto esiste un ventaglio di offerte più ampio, e più concorrenza significa maggiori opportunità per i clienti. In secondo luogo mezzi come internet hanno accelerato la dimestiche nell’uso della moneta virtuale, facendo sì che le banche siano oggi interessate da un target più giovane e con più alto potenziale rispetto a quello che avevano cinque o dieci anni fa.

Eccovi quindi un articolo che andrà a presentare in breve le tipologie e le marche più note di carte di credito, un primo canale di accesso e di approfondimento per chi ha intenzione di cominciare ad usare questo comodo e semplice mezzo di pagamento o per chi desidera confrontare la propria carta di credito con le altre in circolazione sul mercato.

Le carte di credito pertanto possono essere:

  • Carta di credito tradizionale (Rimborso mese successivo dell`importo anticipato)
  • Carta di credito rateale chiamata anche revolving (Rimborso periodico di somma predeterminata mensile con corresponsione di regola di interessi debitori)
  • Carta di credito rateale no C/C (non collegata a tenuta di conto corrente bancario)
  • Carta di credito prepagata detta anche carta di credito elettronica (Somma anticipata con bonifico o versamento, e maggiori benefici di sicurezza per pagamento su siti internet vedi postepay)

Carte di Credito Classiche

Le carte di credito classiche sono anche dette con “rimborso a saldo” e permettono spese entro i limiti massimali mensili precisati nel contratto stipulato con la Banca. Tale limite di spesa è generalmente fissato tra 1.500 e 3.000 euro mensili.

Le carte di credito classiche permettono di raggruppare tutte le spese del mese in un unico addebito saldabile il quindicesimo giorno del mese, o a fine mese, in un’unica rata, dopodichè viene ripristinato il credito mensile previsto.

Queste carte di credito sono nominali: possono essere utilizzate soltanto dal titolare che può esssere uno o più di uno, in caso di carta cointestata. La carta di credito di questa tipologia ha normalmente un costo annuale che va pagato alla banca per il mantenimento del servizio di credito.

Carte di Credito Prepagate

La carta di credito prepagata, come lascia intuire la parola stessa, si carica con l’importo desiderato che da quel momento diventa spendibile effettuando acquisti attraverso il circuito Visa o Mastercard sia online che nei negozi che accettano le carte di credito. Naturalmente non è possibile effettuare spese per importi superiori all’importo residuo presente sulla carta. La diffusione di questo tipo di carta di credito è in aumento grazie al fatto che la carta prepagata è tra i principali strumenti di pagamento per acquisti via internet.

https://pagare.online/migliori-carte-prepagate/

Le carte prepagate sono essenzialmente di due tipi: quelle ricaricabili, che permettono di ripristinare anche via web l’importo una volta esaurito, e quelle “usa e getta”, utilizzabili solo fino ad esaurimento della somma disponibile. La stessa carta si può ricaricare molteplici volte. Per quanto riguarda la durata, le prepagate restano valide fino alla scadenza riportata sulla tessera.

Sulle carte prepagate non è previsto un canone annuale ma solamente un costo una tantum per l’attivazione. Per quanto riguarda le commissioni per ogni ricarica oppure per ogni utilizzo della carta prepagata, variano da banca a banca .

Carte di Credito Revolving

Le carte di credito revolving si distinguono da quelle classiche per il fatto che con esse è possibile eseguire il pagamento in maniera rateale: prevedono cioè la possibilità di rimborsare le spese degli acquisti in comode rate. Se non si adopera la modalità rateale, una carta di credito revolving è utilizzabile come una classica carta di credito.

Le carte revolving , proprio per la loro modalità di funzionamento, sono una buona alternativa ai piccoli prestiti: il denaro viene utilizzato senza toccare il conto corrente, almeno fino a quando bisogna estinguere il debito. In poche parole sull’ammontare che viene pagato in maniera differita saranno da corrispondere all’istituto bancario gli interessi concordati, alla stregua di una normale operazione di finanziamento. Il progressivo rimborso della spesa effettuata da parte del titolare della carta ha come conseguenza quello di rigenerare la disponibilità del credito della carta per nuovi acquisti.

Confronta Carte Di Credito Senza Busta Paga

C’è da precisare che le carte revolving hanno dei tassi abbastanza alti, sommando Tasso Annuo Effettivo Globale e Tasso Annuo nominale. Il TAN indica la quota di interesse che l’utilizzatore della carta deve corrispondere all’istituto bancario: non comprende spese e commissioni relative alla carta. Il TAEG invece prende in considerazione anche spese e commissioni, la periodicità delle rate, la durata ed altri fattori che incidono sui costi. Il rimborso rateale delle carte revolving può avvenire mensilmente sulla base di una percentuale della spesa sostenuta o con un importo fisso.

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Confronta Carte Di Credito Senza Busta Paga

Stai cercando una carta revolving e non sai quale scegliere? In questa pagina abbiamo stilato una classifica delle migliori carte di credito senza busta paga. Le carte revolving, senza busta paga o carte di credito rateali sono carte che, a determinate condizioni contrattuali ed entro certi limiti di spesa, permettono di pagare rateizzando le spese nel tempo (ad esempio a 6, 12 o 24 mesi).

Grazie a queste carte, nella pratica, avrai la possibilità di comprare a rate presso gli esercenti abilitato.

  
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