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Carte di credito per siti di scommesse online: cosa dovresti sapere

Se siete appassionati di sport o vi interessa il mondo del betting, si porrà sicuramente il problema di effettuare il pagamento, prima o poi, all’interno del sito che avete scelto. Questi siti infatti funzionano a credito prepagato, cioè si ricaricano all’occorrenza e si preleva dal sito una volta raggiunta una quota minima (withdraw, in gergo). Questi siti hanno fatturati in genere molto consistenti, e bisogna sempre ricordare di fare uso di quelli autorizzati dall’Agenzia delle Dogane.

Si pone quindi il problema di avere una carta che sia dedicata per questo genere di operazioni, e qeusto perchè in genere è altamente sconsigliato di fare uso della propria carta principale (ad esempio quella collegata al conto che usiamo per lavoro) per questo tipo di attività. Questo genere di scelta, peraltro, è a volte fuorviata da eventuali sponsorizzazioni ed aspetti che non riguardano per forza la convenienza e la praticità da parte dell’utente finale: motivo per cui, alla fine dei conti, abbiamo pensato di incentrare un articolo sui metodi di pagamento più sicuri per le siti di scommesse.

Chiarimento sulle “carte di credito”

In genere le carte di credito utilizzabili per pagare nei siti di scommesse, in effetti, non sono nemmeno vere e proprie carte di credito: sono carte prepagate e/o di debito, e questo significa che non hanno plafond e che non si può “sforare” rispetto ai limiti che abbiamo precedentemente caricato. Formalmente una carta di credito può coprire anche le spese extra e i fondi non presenti nel conto collegato alla carta (ad esempio, in misura percentuale del 20% su un massimo mensile prefissato), mentre le carte di debito e quelle prepagate permettono di spendere solo i soldi che ci metti tu prima.

Come ricaricare le carte prepagate

Prima di usare una di qeuste carte prepagate, in altri termini, dobbiamo andare a ricaricarle, cosa che possiamo fare con vari sistemi:

  • ricarica in contanti presso punti Sisal, tabacchini e/o bar convenzionati, nel caso di carte prepagate in genere e anche di alcune carte virtuali;
  • ricarica alle Poste o in banca (se avete una carta prepagata PostePay o di una qualsiasi altra banca fisica);
  • ricarica con bonifico (solo se la carta è dotata di IBAN).

Si suggerisce di fare sempre uso di carte prepagate al fine di tenere meglio sotto controllo le spese che si fanno: trattandosi di scommesse, infatti, è sempre possibile farsi “prendere la mano” in tal senso, ed usare carte prepagate permette di controllare al meglio quanto si spende effettivamente.

Principali carte di pagamento utilizzabili sui siti di scommesse

Esistono varie carte di credito che è possibile utilizzare all’interno dei siti di scommesse: per esempio su Bwin, uno dei siti più famosi di questo tipo, è possibile pagare con:

  • carta afferente al circuito VISA
  • carta afferente al circuito Maestro
  • carta afferente al circuito MasterCard
  • carta PostePay
  • conto PayPal
  • Fast Bank Transfer
  • Voucher epay
  • Much Better
  • Trustly
  • PROMOCODE
  • PaySafeCard

Le opzioni di pagamento sono molto numerose, ma questo vale specificatamente per il sito in questione: su altri siti web di betting online si potrebbero, in pratica, avere opzioni di pagamento differenti (un possibile modo per trovarli è fare uso di siti di comparazione dei bookmaker, ad esempio).

Un ulteriore esempio di carta prepagata molto usata sui siti di questo tipo ad esempio è quella di Skrill, che permette di effettuare vari tipi di pagamento sia su siti di betting che ad esempio per comprare e vendere criptovalute, e anche effettuare trasferimento di somme di denaro all’estero. Per chi invece volesse evitare di fare uso di carte di credito e di registrazioni con dati personali, è possibile optare per carte prepagate usa-e-getta come quella offerta da PaySafeCard, che come abbiamo visto è supportata come metodo di pagamento su Bwin, ma anche su molti altri siti come Eurobet, William Hill, 888sport, Betclic, Betfair, il sito della SNAI e Unibet.

(foto di copertina: elaborazione grafica da Rudy and Peter Skitterians e da StockSnap da Pixabay)

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Carte di credito con cashback

Le carte di credito con cashback permettono di recuperare una percentuale della somma per spenderla nuovamente, il tutto mediante una partnership tra l’istituto bancario e alcuni esercizi commerciali. Il cashback è, in altri termini, una forma di credito generalmente detassato (quindi non ci paghiamo le tasse sopra) che deriva da una percentuale aggiuntiva su una spesa predefinita: ad esempio spendo 100€ su un negozio online oppure tradizionale, e ricevo una sorta di “codice sconto” spendibile sempre in quel negozio per ulteriori acquisti.

Migliori carte di credito con cashback

Numerosissime sono le carte di credito, di debito e prepagate che supportano il cashback, e che quindi ti restituiscono parte dell’importo che spendi in alcuni negozi. Ecco quelle che conosciamo ad oggi, e delle quali trovate una recensione per ognuna. Sono incluse anche le carte che, in alcuni casi, non supportano il cashback tradizionale ma supportano in compenso quello di Stato.

Voti precedenti

1 HYPE
4.75/5 (4)
2 Qonto
4.5/5 (4)
3 American Express
4.5/5 (4)
4 ViaBuy
4/5 (3)
5 N26
4.67/5 (3)

In genere ogni carta emessa da istituti o banche diversa può essere convenzionata con negozi altrettanto diversi.

Cosa vuol dire cashback

Il cashback (in italiano rimborso) è un sistema di sconto molto diffuso presso alcuni istituti di credito, che va a vantaggio dei consumatori sotto forma di scontistica, in buona sostanza, su futuri acquisti. Esistono varie emittenti di carte di credito che offrono ai clienti la possibilità del cashback, un sistema molto diffuso e poco chiaro per alcuni di essi, in effetti. Quando si paga online con carta di credito o prepagata, il cashback può essere un’opportunità per spendere usufruendo di sconti nel medio lungo periodo. Da qualche tempo esiste anche il cashback di Stato. Per maggiori informazioni sul cashback clicca qui.

A cosa serve il cashback

Il cashback è utile per “recuperare” e poter rispendere i soldi che usiamo presso un commerciante una seconda volta; se spendiamo ad esempio 50€, il negoziante può applicare un cashback ad esempio di altre 5€. A quel punto non avremo 5€ in contanti, bensì uno sconto sul prossimo acquisto (di 5€) che andremo a fare da lui in futuro.

Differenze tra cashback e cashback di Stato

Il concetto di cashback è simile ma non è uguale: ad esempio, il cashback tra HYPE ed Amazon è una convenzione tra questi due esercenti, di fatto, che permette di ottenere una % di soldi recuperabile in futuro, sempre usando carta HYPE per pagare e andando su Amazon.

Invece il cashback di Stato è più complesso ed elaborato, e riguarda più carte di credito, di debito e prepagate che siano nominative, e viene gestito dal Governo e non da singoli operatori come nel caso precedente. Il cashback ed il cashback di Stato, inoltre, è cumulativo cioè si può accumulare nel tempo su più acquisti. Alcuni cashback possono impostare dei limiti massimi e minimi per poter richiede il cashback, oppure stabilire un numero minimo di transazioni (oppure, ancora, una spesa minima) per poterlo riscuotere.

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