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Cos’è lo spread?

Con la nascita dell’Euro, la parola “spread” (dall’inglese “differenza, divario”), è presto diventato uno dei termini tecnici dell’economia più diffuso, pronunciato dai cronisti con timore quando le prospettive economiche non sono rosee e con enfasi entusiastica quando (molto meno spesso) l’economia galoppa. Ma sappiamo davvero cos’è lo Spread? Proveremo a spiegarvelo!

Nei panni del direttore di una banca.

Mettiamo caso che voi siate il/la responsabile mutui e prestiti con pieni poteri di una banca e il Sindaco della vostra città (prendiamo ad esempio la figura del Sindaco intentendolo come una persona di spicco della comunità, dotata di serietà, equilibrio e con una buona posizione economica) vi venga a chiedere un prestito di 10.000 euro, estinguibile in 10 anni, perchè deve ristrutturare casa.

Ora, in virtù della sua posizione, della documentazione sull’affidabilità economica che vi presenta e sull’impeccabile affidabilità bancaria che ha dimostrato di avere per tutta la sua vita, voi – essendo nella nostra ipotesi un/a plenipotenziario che quindi non deve rispondere a regole fisse della banca per cui lavorate – gli andrete a concedere certamente il prestito con un interesse “di riguardo”, non dovuto solo al fatto che state interloquendo con “il Sindaco” ma perchè lo stesso dimostra, carte in mano, di non aver particolari problemi nel futuro a ripagare il prestito che vi sta chiedendo. A puro titolo di esempio diciamo che sul prestito andrete a imporre un interesse dell’1% e, così facendo, “il Sindaco” dovrà restituire in totale alla vostra banca 10.100 euro, pari a 1.010 euro all’anno per 10 anni.

Lo stesso giorno vi verrà a chiedere lo stesso prestito di 10.000 da estinguere sempre in 10 annilo scapestrato” del paese: vagabondo di professione, con guai con la giustizia, dedito all’abuso di droga e alcool, con il vizio del gioco e già insolvente verso altri istituti bancari. Ebbene, abbiamo la certezza che, qualora decidiate di concedergli il prestito (e non è affatto scontato che lo facciate) di certo non gli assegnerete un interesse dell’1% ma uno molto più alto, magari del 10% in modo tale che possiate recuperare nel minor tempo possibile la maggiore parte del prestito concessogli, nella speranza che lo ripaghi per intero: con un interesse del 10%, “lo scapestrato” dovrà restituirvi 11.000 euro in 10 anni equivalenti a 1.100 euro all’anno, molto più di quanto dovrà darvi “il Sindaco” che, comunque è per sua condizione più ricco e affidabile.

Quindi, la conclusione che ricaviamo dal nostro lungo esempio è che più si è ricchi e affidabili minore saranno gli interessi che ci verranno chiesti dalle autorità bancarie e finanziarie e il divario tra il tasso d’interesse che si assegnerà “al Sindaco” e quello che si assegnerà “allo scapestrato” è lo “spread”.

Perchè c’è lo Spread tra i titoli di stato di differenti nazioni?

Ebbene, l’esempio fatto poc’anzi in cui i protagonisti erano “il Sindaco” e “lo scapestrato” è del tutto trasponibile alle nazioni: più una nazione è affidabile (affidabile = capace di restituire il prestito nei tempi e modi pattuiti), minore saranno gli interessi che gli investitori pretenderanno da lei e viceversa.

Alcuni di voi si staranno chiedendo: “ma perchè, anche gli stati chiedono prestiti?

Certo che sì! Chiedono prestiti al mercato finanziario, dove degli investitori – i quali possono essere agenzie private, singoli individui, banche o altre nazioni – acquistano dei titoli di stato (che di fatto sono dei prestiti di denaro) che le nazioni che li emettono saranno tenute a restituire a tassi d’interesse variabile proprio in virtù dell’affidabilità delle stesse.

E il metodo per capire se un prestito richiesto da una nazione sia affidabile o meno è più semplice da capire di quanto sembri: se una nazione ha un’economia solida e cerca ulteriori soldi sul mercato finanziario per spese programmate relative ad investimenti con positive ricadute sui suoi conti pubblici e sull’economia generale, gli investitori non avranno difficoltà a comprare i suoi buoni, nonostante il basso tasso d’interesse, poichè, essendo quei soldi chiesti per creare ulteriore economia “positiva”, la possibilità che il debito non venga ripagato è pressoché nulla.

Di contro, se una nazione è in seria crisi economica e deve chiedere soldi ai mercati non tanto per investire ma per pagare le spese correnti (stipendi, mutui e altre spese inderogabili) e i servizi (sanità, trasporti, comunicazioni,ecc.) automaticamente i suoi interessi sul debito saranno più elevati perchè, appunto, la possibilità che questo non venga ripagato è elevata e gli investitori pretendono garanzie.

Ecco dunque palesarsi lo spread tra le nazioni: la “nazione Sindaco” pagherà meno interessi della “nazione scapestrata“.

Come si calcola lo Spread tra le nazioni?

Per calcolare lo Spread bisogna avere innanzitutto all’interno del sistema economico una nazione di riferimento che, automaticamente, sarà quella con la migliore economia e con i conti meglio in ordine. Nel caso dell’Unione Europea, come facilmente intuibile, il ruolo di nazione guida è dato alla Germania e i suoi buoni del tesoro (chiamati Bund) servono da riferimento per calcolare lo Spread con i buoni delle altre nazioni.

Il calcolo si effettua secondo l’esempio di seguito:

  • Buono del tesoro tedesco emesso oggi con scadenza decennale con tasso del 2%
  • Buono del tesoro italiano emeso oggi con scadenza decennale con tasso del 6%
  • 6 – 2 = 4
  • 4×100 = 400

Quindi: se i due buoni vengono piazzati sul mercato con una differenza di 4 punti percentuali, la differenza di Spread sarà di 400 punti.

Perchè lo Spread fa paura?

Come si evince dai numerosi esempi che vi abbiamo proposto, lo Spread non può essere liquidato in maniera banale e infantile come fanno tanti politicanti che, imbevuti di ignoranza fino all’osso, avendo difficoltà a far di conto, non potranno mai capire la portata di ciò di cui stiamo parlando.

Il discorso è molto più serio poichè, dover pagare una differenza di 4 punti percentuali (400 di spread) su uno stesso prestito ottenuto da una nazione di per sé già più forte economicamente di noi non allarga solo la forbice del debito pubblico (perchè di questo stiamo parlando, il “famoso” debito pubblico sono in gran parte proprio questi prestiti che le nazioni chiedono ai mercati finanziari) ma, diminuendo la capacità di spesa ciò si ripercuote sulla qualità dei servizi, sugli stipendi, sulle pensioni e sulle infrastrutture per cui ci saranno sempre meno soldi da destinare.

Quindi, in conclusione, allarmatevi quando lo Spread sale perchè il politicante che vuol far finta che non stia succedendo niente in realtà vi sta ingannando: più lo Spread sale più la nazione impoverisce… ditelo al politicante!

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Gemini offrirà presto una carta di credito per criptovalute

La piattaforma per criptovalute Gemini (un exchange molto famose per comprare BTC e simili) ha recentemente annunciato che a breve metterà a disposizione una vera e propria carta di credito fisica che supporta bitcoin, grazie ad una partnership con WebBank e Mastercard. Ben 140,000 persone, ad oggi, sono in lista d’attesa (potete farlo anche voi da qui, al momento in cui scriviamo) per ottenere questo nuovo tipo di supporto per il pagamento: grazie ad una carta con cripto sarà possibile ad esempio prelevare da un bancomat l’equivalente in criptovalute che abbiamo accumulato nel nostro wallet.

Sono numerose ed innovative le caratteristiche che sono state annunciate sul sito PrNewsWire, e che riguardano:

  • cashback interno del 3% su tutti gli acquisti convenzionati in bitcoin (ci sono circa 30 criptovalute supportate in tutto, quindi probabilmente anche Bitcoin Cash, Ethereum e via dicendo), che saranno automaticamente depositati sulla carta
  • il cashback stesso sarà, per quanto abbiamo capito, immediato o in real time: niente più tempi di attesa, che in questi casi sono spesso molto lunghi (anche di mesi, secondo la formula usata dal cashback di Stato, ad esempio)
  • nessuna fee annuale da pagare sulla carta;
  • design in metallo di colore nero, argento e rosa, con supporto contactless e supporto all’autenticazione a due fattori
  • supporto per acquisti online di ogni genere;
  • app ufficiale per fare uso della carta come fosse una carta virtuale, quindi con tecnologia NFC (per i telefoni che ce l’hanno)
  • ulteriori vantaggi offeri dai World Mastercard® Benefits per facilitare gli acquisti di ogni giorno.

La carta di credito Gemini offrirà quindi un modo semplice per acquistare criptovalute di ogni genere, ed è anche previsto un programma di reward per ottenere ulteriori vantaggi proponendo il prodotto ad amici e conoscenti. Gemini sarà disponibile negli USA ma anche in Europa in vari stati tra cui, ovviamente, l’Italia, così come la Svizzera, l’Austria, il Belgio e la Spagna.

Non è la prima carta per criptovalute della storia, ovviamente, e la sensazione è che non sarà nemmeno l’ultima.

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