Meme stonks: cos’è e cosa vuol dire

Da qualche tempo anche in Italia è possibile vedere il meme stonks, che non tutti hanno capito per via della sua derivazione dall’inglese. Parliamo spesso di economia, carte di credito e mercati in borsa su questo sito, per cui ci sembrava simpatico chiarire qualcosa su questo argomento. Anche perchè molti si sono chiesti cosa significa stonks, ad esempio, che non è altro se non la parodia del modo di scrivere stocks su internet.

La parola stonks è un errore di battitura intenzionale della parola stocks: uno stock, nel gergo economico, fa riferimento ad un’azione di una società, e se parliamo di stocks è ovviamente l’insieme di tutte le azioni o anche il capitale sociale. Una singola quota delle azioni rappresenta la proprietà frazionaria della società in proporzione al numero totale di azioni disponibili, il che stabilisce il “valore” della società – oltre ad esprimere i diritto dell’azionista alla frazione di guadagni che gli spetta.

È chiaro che nel meme il tutto viene usato in senso ironico: anzitutto per via di quel mispelling (stonks/stocks), che serve a parodiare il modo in cui gli utenti scrivono sui social network (spesso invertendo o scrivendo male le parole, effettivamente), e poi va capita la presenza dell’omino rappresentato sulla destra, che è noto come “meme man” (l’uomo del meme). un uomo generico in giacca e cravatta che, se ci fate caso, guarda il grafico delle azioni che salgono. La freccia verso l’alto indica che le azioni sono in salita, infatti, per cui l’omino è contento: il meme indica quindi un qualcosa che sta funzionando, che è in salita, che ci rende felici per la sua continuità.

Sullo sfondo del meme vediamo poi l’andamento degli stocks cioè delle azioni, cosa visibile nei tabelloni in tempo reale che sono disponibili nelle Borse mondiali:

Foto Credits: Katrina.Tuliao – <a rel=”nofollow” class=”external free” href=”https://www.tradergroup.org”>https://www.tradergroup.org</a>, CC BY 2.0, Link

Il meme originale ha avuto origine, a quanto pare, su Facebook, postato nel 2017 da un utente che ha ottenuto 3600 reazioni tra Mi piace e condivisioni. Esiste anche una versione invertita del meme, che indica una sensazione di tristezza, di mancanza di qualcosa, e che anche qui viene utilizzato in senso prevalentemente ironico.

Tratto da Socialisti Gaudenti: https://www.instagram.com/p/CJyWX4TBP_O/

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Carte di credito con cashback

Le carte di credito con cashback permettono di recuperare una percentuale della somma per spenderla nuovamente, il tutto mediante una partnership tra l’istituto bancario e alcuni esercizi commerciali. Il cashback è, in altri termini, una forma di credito generalmente detassato (quindi non ci paghiamo le tasse sopra) che deriva da una percentuale aggiuntiva su una spesa predefinita: ad esempio spendo 100€ su un negozio online oppure tradizionale, e ricevo una sorta di “codice sconto” spendibile sempre in quel negozio per ulteriori acquisti.

Migliori carte di credito con cashback

Numerosissime sono le carte di credito, di debito e prepagate che supportano il cashback, e che quindi ti restituiscono parte dell’importo che spendi in alcuni negozi. Ecco quelle che conosciamo ad oggi, e delle quali trovate una recensione per ognuna. Sono incluse anche le carte che, in alcuni casi, non supportano il cashback tradizionale ma supportano in compenso quello di Stato.

Voti precedenti

1 N26
4.42/5 (48)
2 ViaBuy
4.8/5 (44)
3 American Express
5/5 (32)
4 HYPE
5/5 (28)
5 Qonto
4.92/5 (26)

In genere ogni carta emessa da istituti o banche diversa può essere convenzionata con negozi altrettanto diversi.

Cosa vuol dire cashback

Il cashback (in italiano rimborso) è un sistema di sconto molto diffuso presso alcuni istituti di credito, che va a vantaggio dei consumatori sotto forma di scontistica, in buona sostanza, su futuri acquisti. Esistono varie emittenti di carte di credito che offrono ai clienti la possibilità del cashback, un sistema molto diffuso e poco chiaro per alcuni di essi, in effetti. Quando si paga online con carta di credito o prepagata, il cashback può essere un’opportunità per spendere usufruendo di sconti nel medio lungo periodo. Da qualche tempo esiste anche il cashback di Stato. Per maggiori informazioni sul cashback clicca qui.

A cosa serve il cashback

Il cashback è utile per “recuperare” e poter rispendere i soldi che usiamo presso un commerciante una seconda volta; se spendiamo ad esempio 50€, il negoziante può applicare un cashback ad esempio di altre 5€. A quel punto non avremo 5€ in contanti, bensì uno sconto sul prossimo acquisto (di 5€) che andremo a fare da lui in futuro.

Differenze tra cashback e cashback di Stato

Il concetto di cashback è simile ma non è uguale: ad esempio, il cashback tra HYPE ed Amazon è una convenzione tra questi due esercenti, di fatto, che permette di ottenere una % di soldi recuperabile in futuro, sempre usando carta HYPE per pagare e andando su Amazon.

Invece il cashback di Stato è più complesso ed elaborato, e riguarda più carte di credito, di debito e prepagate che siano nominative, e viene gestito dal Governo e non da singoli operatori come nel caso precedente. Il cashback ed il cashback di Stato, inoltre, è cumulativo cioè si può accumulare nel tempo su più acquisti. Alcuni cashback possono impostare dei limiti massimi e minimi per poter richiede il cashback, oppure stabilire un numero minimo di transazioni (oppure, ancora, una spesa minima) per poterlo riscuotere.

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Cos’è il cashback?

La parola cashback in italiano significa rimborso, e corrisponde ad una percentuale di spesa che viene restituta al cliente dopo un pagamento. Ad esempio: se spendo 100 € su Amazon, poi mi ritrovo con 10€ in più da spendere ulteriormente (è un cashback del 10%, in questo semplice esempio).

Ormai moltissime carte prepagate, carte di debito e carte di credito offrono ai propri clienti la possibilità di poter usufruire del cashback in vari negozi convenzionati. Da poco, inoltre il cashback ha preso piede come iniziativa per incentivare i consumi e rilanciare l’economia, ed è noto comecashback di Stato, che pero’ va abilitato in modo diverso, e funziona in modo altrettanto diverso.

Molti pensano che il cashback siano una specie di soldi gratis o un modo per guadagnare indirettamente sui propri acquisti, ma le cose non stanno così! In realtà sarebbe più corretto parlare di un sistema di sconti.

Vediamo qualche esempio nella pratica: in genere il cashback è un servizio che viene offerto dalle più famose carte di credito: quando ciò accade, i titolari delle carte ricevono un cashback in percentuale variabile tra lo 0.5% ed il 3%, che viene virtualmente restituito ma che, più correttamente, è considerabile uno sconto su futuri acquisti. Il tipo di acquisti che supportano il cashback, infatti, sono in genere convenzionati con l’ente o l’azienda che ha emesso la carta, ed è il caso ad esempio del programma cashback di HYPE che è convenzionato con molte realtà come Booking.com, Nike, Expedia, Sorgenia, Ebay, Conte, Groupon e Unieuro.

Esistono anche siti web ed app che lavorano con un meccanismo di cashback, e che incentivano gli utenti a farne uso mediante un sistema di referenze o referral: se fai iscrivere degli amici, otterrai una piccola, ulteriore percentuale di sconto-rimborso anche tu sui loro guadagni. Dal punto di vista del commerciante, il cashback è estremamente funzionale a livello di passaparola e può fungere spesso da pubblicità offline gratuita e a basso costo.

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