Come usare le carte di credito in Giappone

Recarsi in Giappone – che sia per un viaggio di lavoro, di piacere o di necessità – richiede ovviamente di essere “attrezzati” per capire quali soluzioni utilizzare per i pagamenti e gli acquisti che abbiamo intenzione di effettuare. Di fatto, il Giappone è un paese piuttosto evoluto anche da questo punto di vista, e ciò comporta un’analisi puntuale delle soluzioni più diffuse e di come farne uso una volta sul posto.

Ci sono però delle cose importanti da sapere prima della partenza, in modo da farci trovare preparati a qualsiasi evenienza, considerando in anticipo le possibili circostanze che potrebbero capitare.

Uso delle carte di credito, di debito e prepagate in Giappone

Premettiamo al discorso un fatto ben noto: in genere i giapponesi sono devoti al pagamento in contanti, e molto meno a quello con carte. Questo ovviamente non vuol dire che non si possano utilizzare delle carte di credito, ma è sempre bene averne a disposizione dato che, a quanto risulta, non sempre i POS sono disponibili presso qualsiasi esercente (anche se i bancomat sono molto diffusi, vedi anche tabella successiva).

Circuiti internazionali, sempre!

In prima istanza, è bene tenere conto che la carta di pagamento che decidiamo di utilizzare sia abilitata sui circuiti internazionali: spesso, tuttavia, questo semplice requisito non è troppo agevole da verificare, dato che le carte che acquistiamo ad es. online sono, di fatto, abilitate di default per i pagamenti in Europa. In teoria, comunque, dovrebbero funzionare lo stesso, e molti dei dubbi che si affastellano in rete sull’argomento sono frutto di notizie non verificate (e difficilmente verificabili), per cui la cosa migliore – come suggerito anche dal sito VolcanoHub, ottimo portale per viaggiare in Giappone, ad esempio – è innanzitutto quella di verificare col proprio istituto bancario che la carta sia abilitata o meno a funzionare anche in Giappone. In teoria dovrebbe esserlo, anche se poi – trattandosi di circuiti internazionali – è possibile che si possa verificare qualche problema tecnico che impedisce, di fatto, il prelievo.

Attenzione alle commissioni su prelievi e pagamenti

Facciamo attenzione al fatto che le commissioni sul prelievo o fee, in alcuni casi, potrebbero (e sono quasi sempre) più alte rispetto ad un prelievo che effettuiamo sotto casa, ovviamente. Le commissioni sono in genere di due tipi: a percentuale (minimo il 2 o 3%, in genere) sulla somma pagata o prelevata, il che ovviamente si può riflettere negativamente in caso di acquisti onerosi, e quelle a tasso fisso, che invece fanno pagare intorno ai 2 o 3 € per ogni prelievo, in questo caso molto più ragionevole e conveniente. Purtroppo troppi calcoli non li possiamo fare anche perchè, di fatto, non sappiamo precisamente a quale ATM andremo a prelevare sul posto, per cui è consigliabile partire con almeno 200-300 € in yen come base di contanti prima di partire. Considerate infine che le carte prepagate, nonostante non siano sempre supportate e funzionali al 100%, tendono ad applicare fee molto più basse delle carte di credito.

Meglio avere almeno due carte differenti

Una prima possibilità importante, pertanto, potrebbe essere quella di dotarsi di almeno due carte, in modo da poter usufruire dell’una o dell’altra come soluzione alternativa. Le classiche carte di credito e di debito, comunque, dovrebbero funzionare tutte, soprattutto se si tratta di banche con uno storico o un certo livello di prestigio. Quindi da questo punto di vista, se usiamo una classica carta VISA o Mastercard associata ad una banca famosa, dovremmo poter stare molto tranquilli.

Carte consigliate

Sconsigliamo, comunque, l’uso di carte prepagate come la PostePay o la prepagata PayPal: per quanto dovrebbero funzionare lo stesso dati i circuiti a cui si appoggiano, non è una buona idea fare affidamento solo su queste. Al tempo stesso, visto che ne avevamo parlato nel nostro sito a suo tempo, una carta come quella di Revolut potrebbe essere un buon compromesso: di base è una carta virtuale, ma è possibile associare allo stesso conto fino a tre carte fisiche e queste ultime saranno abilitate ai prelievi internazionali. La Revolut Mastercard ad esempio è una carta da cui è possibile prelevare presso gli ATM in Giappone, anche da quanto risulta in una piccola ricerca che abbiamo effettuato per scrivere queste informazioni. Ulteriori possibilità possono essere, inoltre, le carte che permettono la creazione, direttamente con l’App, di un conto corrente estero in Yen, cosa che fa parte del core business di servizi come Transferwise. Rimane poi la possibilità classica legata a realtà come Western Union che si occupano di movimenti di denaro (questa volta in contanti, andando ai rispettivi sportelli) a livello internazionale, e che sono diffuse, ad esempio, anche nei principali aeroporti.

Tabella degli ATM più diffusi in Giappone

Questa è una lista dei principali servizi di bancomat o ATM giapponesi dai quali potete prelevare, come dicevamo purchè la vostra carta supporti il circuito VISA, VISA Electron, Mastercard e via dicendo. Potete tenerla come riferimento per cercarle su Google Maps, una volta sul posto, il nome di uno di questi esercizi bancari, che a volte possono essere anche sportelli bancomat abilitati ai circuiti internazionali, come se ne vedono – anche in italia – in prossimità di alcuni esercenti.

Bancomat situati presso Banche, Aeroporti e Centri CommercialiBancomat situati presso questi convenience store
Seven Bank7-Eleven
AEON BankLawson ATM
CitiBankE-Net (presso FamilyMart)
Mizuho Bank
Sumitomo Mitsui Banking Corporation
The Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ
JP Bank (poste giapponesi)

Contanti in Giappone: lo Yen

La moneta ufficiale del Giappone è lo Yen: tanto per avere un’idea del cambio, al momento in cui scriviamo 1€ corrisponde a 126,33 Yen. Questo cambio un po’ “strano” o dispari, se vogliamo, potrebbe confondere i più, anche se poi – come per altri cambi valuta esteri – è veramente solo questione di abitudine.

È un fatto noto, come dicevamo all’inizio, che i Giapponesi non siano per forza troppo avvezzi all’uso dei POS di pagamento, e potreste trovare molti negozi o piccoli ristoranti che non accettano pagamenti con bancomat in generale. Insomma, sembra proprio che da quelle parti preferiscano utilizzare i contanti, per cui sarebbe opportuno rifornirsene prima della partenza (si può fare anche agli uffici di cambio nel nostro paese o anche una volta atterrati in Giappone).

È altrettanto importante, a nostro avviso, tenere conto della corrispondenza tra Yen ed Euro, al fine di rendersi conto anche orientativamente di quanto stiamo andando a spendere. Gli Yen circolano in contanti nella forma di banconote (1000, 2000 – più rara -, 5000 e 10000, che corrispondono rispettivamente al range da 7,92€ a 79,20€) e anche di monete (1, 5, 10, 50, 100 e 500 Yen, ovvero qui siamo da poco meno di un centesimo di euro, 0,0079€, a 3,96€).

Per semplificarvi la vita, considerate la moneta da 100 Yen (diffusa come la nostra da 1€) al pari di 0,80 centesimi di euro.

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Cosa è successo davvero su Reddit per GameStop

Molte persone non fanno che chiedersi, in queste ore, che cosa sia successo su Reddit con i titoli di GameStop, e siamo qui a cercare di fare un po’ di chiarezza. La notizia è rimbalzata su tutti i principali giornali anche non del settore investimenti, perchè ha un che di clamoroso: di fatto, un gruppo di frequentatori di un subreddit a tema finanziario (wallstreetbets) sarebbe riuscito a far crescere il valore del titolo di GameStop a Wall Street. Reddit, per chi non lo conoscesse, è una community di internet a livello mondiale che compete con colossi tipo Twitter e Facebook, e che si caratterizza per essere suddivisa in subreddits: sono i “sottoargomenti” creati direttamente dagli utenti, i quali postano link e discutono pubblicamente news a tema con la possibilità di votare o declassificare i vari interventi. In questo modo, i commenti più popolari diventano più visibili in automatico.

Dicevamo, Reddit e GameStop: un’operazione finanziaria colossale e senza precedenti. Il tutto attuando un’operazione virale su larga scala e convincendo un gruppo di utenti a comprare nello stesso momento, con il risultato che molte persone hanno guadagnato moltissimo da questa cosa (con gradazioni diversi: molti nell’ordine delle migliaia di dollari, pochi addirittura nell’ordine dei milioni).

Non c’è modo ovviamente di verificare formalmente se ciò sia davvero successo, ma il titolo in borsa ha avuto una crescita impressionante, come è testimoniato dal grafico (tratto da Google) dell’andamento del titolo di GameStop:

Anche personalità celebri ed imprenditori come Elon Musk, un po’ per cavalcare l’onda del successo, hanno twittato su questo argomento con entusiasmo:

con riferimento ovvio (per chi sapesse cos’è) al meme stonks.

Ma che cosa è successo di preciso, tanto da diventare una delle notizie più cliccate delle ultime ore? Il clamore mediatico è determinato da una questione fondamentale: se il titolo vince, lo fa grazie ai piccoli investori, molti dei quali non professionisti, ed il tutto a danno dei grossi, operando una vera e propria manipolazione del mercato a proprio favore. Grossi investitori che ovviamente, in alcuni casi, hanno minacciato ritorsioni legali che non è chiaro, ad oggi, se potranno esigere.

Già questa sarebbe una notizia, di suo, proprio per la sua unicità e per il fatto che, a quanto pare, potrebbe essere una strategia replicabile allo stesso modo su larga scala, grazie a community come quelle di Reddit, anche su altri titoli (anche un articolo su IlSole24Ore sembra confermarlo, almeno da quelle che sono le possibili previsioni in merito). La cosa è ancora più singolare perchè il titolo era in crisi, tanto che GameStop stava chiudendo da più parti del mondo (almeno qualche centinaio di negozi fisici chiusi, ad oggi), e molti avevano anche scommesso in borsa sul suo fallimento.

Nonostante questo, nulla ha impedito agli utenti (guidati dall’utente DeepFuckingValue) di sfruttare il cosiddetto short squeeze, ovvero quando le quotazioni registrano un incremento improvviso ed imprevedibile, al di là di qualsiasi analisi tecnica o previsionale precedente. Per chi fa short selling o vendita allo scoperto (il che significa non scommettere sul fatto che il prezzo salga, bensì sul fatto che scenda), di fatto, le azioni vengono prese “in prestito”, finchè il prezzo non scende così tanto che l’unica opzione possibile resta quella di comprare, facendo così salire il prezzo vertiginosamente. In altri termini, i redditor (cioè gli utenti di quella community) hanno comprato in massa azioni di GameStop, ovviamente a prezzi molti bassi, hanno continuato a farlo ed hanno così realizzato lo short squeeze, che comporta un guadagno per loro ed uno svuotamento delle case di altri fondi speculativi che avevano, invece, scommesso (e perso, in molti casi) enormi somme nella direzione opposta.

Per chi non lo sapesse, GameStop è un popolarissimo rivenditore di videogiochi, sia nuovi che usati, molto amato dai videogiocatori di tutto il mondo: vende videogiochi per le principali console, accessori, gadget ed altre apparecchiature elettroniche prevalentemente mediante negozi fisici, molti dei quali (se non hanno chiuso nel frattempo, dato il periodo) sono diffusi anche in Italia. Ha di fatto registrato un rialzo record a Wall Street, salendo di quasi il 300% in meno di 7 giorni (dal 19 al 25 gennaio). Il tutto grazie al gruppo di coriacei Redditor di WallStreetBets, che hanno tenuto ferme le azioni e tuttora continuano a farlo, e questo provoca un mercato che comporta delle perdite (evidentemente da loro calcolate) per i grossi investitori ed un guadagno per loro: circostanza rara, ma evidentemente succede anche questo.

Ad inizio anno, dicevamo, un’azione di GameStop valeva circa 20 dollari, poi è salita a circa 30 e poi, nel giro di pochi giorni, il titolo GME è salito addirittura a 422 dollari (circa 347 euro, al momento in cui scriviamo). Sgombriamo anche il campo dall’idea di guadagni facili che potrebbero tentare qualche investitore italiano: non ci sono limiti a quanti soldi si possano perdere, in questi casi, per cui il rischio che i piccoli investitori si sono assunti è stato considerevole. Se vendi allo scoperto azioni a prezzo basso (ad esempio, 10 €) ed il valore è salito nel frattempo (sempre per fare un esempio, a 1000€), dovrai comunque comprare la quota prima o poi, chiudendo un affare che comporta una spesa della differenza tra 1000 e 100€, ovvero 900€.

La cosa importante da ricordare è che, teoricamente, non c’è limite a quanti soldi un venditore allo scoperto può perdere. Se vendi allo scoperto azioni da 20 dollari e il prezzo di quelle azioni è ora 1 milione, devi, prima o poi, comprare la quota e chiudere l’affare—in questo esempio, perdendo 999.980 dollari. E dire che il gruppo non era molto stimato tra gli investitori professionisti, e dopo questa lo sarà  presumibilmente… ancora di meno.

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Guida pratica all’open banking (PSD2)

In pochi hanno realmente capito ed inquadrato le funzionalità e le opportunità offerte dall’open banking: uno strumento innovativo che, alla prova dei fatti, sta portando molte novità importanti nel mondo delle carte di credito e dei conti correnti bancari.

Cos’è l’open banking

L’open banking, molto probabilmente, sarà ciò che ci ha riservato il prossimo futuro in ambito bancario. Di open banking, in effetti, si parla in ambito europeo almeno dal 2015, anno in cui sono state proposte le prima linee guida per definire un rapporto innovativo, funzionale e rinnovato tra cliente e banca. Quando entra in gioco l’open banking si fa riferimento ad un rapporto esteso, più funzionale ed innovativo, tra il cliente della banca e l’istituto bancario. Nello specifico si fa riferimento all’utilizzo di funzionalità (API) per consentire ai clienti di accedere più facilmente ai propri dati bancari, l’uso di tecnologie open source per raggiungere il risultato ed una conseguente maggiore trasparenza in merito a livello globale.

La parola “open” nello specifico sembra avere una chiara valenza in ambito software, con un riferimento specifico al software open source, ed alla possibilità di mettere a disposizione API pubbliche per interrogare dall’esterno le banche dati bancarie (precedentemente inaccessibili dall’esterno). Il tutto in nome di un rinnovato sistema che privilegia sia la trasparenza nel rapporto tra banca e clienti che la sicurezza della trasmissione e della codifica dei dati.

Open banking è, ad oggi, un sostanziale nuovo paradigma bancario, al quale i vari istituti si stanno adeguando progressivamente in nome di una maggiore trasparenza e apertura al mondo dei software delle fintech. Un qualcosa che, alla prova dei fatti, non avrà conseguenze soltanto a livello tecnico o interno ma anche, e forse soprattutto, nelle nostre vite quotidiane – in relazione al modo di concepire e gestire i nostri risparmi, mutui e prestiti.

A cosa serve l’open banking?

L’open banking è un concetto che rischia di rimanere astratto, per molti non addetti ai lavori, finchè non si trova un caso pratico da applicare: e questo esempio corrisponde quasi sempre con PSD2. Con questa sigla infatti si indica la Payment Services Directive, ovvero la Direttiva di Pagamento di Servizi ovvero – detta in soldoni – la possibilità per generiche terze parti (che non sono per forza banche, questa è la prima novità sostanziale) di accedere in modo regolamentato e protocollato ai dati delle banche stesse.

Mediante un sistema innovativo detto PSD2, open banking apre alla condivisione dei dati tra i diversi operatori (clienti, banche, ecc.), operazione che deve essere pre-autorizzata dai titolari dei conti correnti e che si basa su uno standard di API (ovvero librerie multi-linguaggio da richiamare mediante software appositi) ovviamente disponendo delle opportune credenziali.

Come funziona tecnologicamente l’open banking?

L’open banking è un paradigma di funzionamento per le banche che si basa sull’uso di API (Application Programming Interface) che consentano l’accesso autentificato e controllato ai dati delle banche, una maggiore trasparenza nel trattamenti dei dati personali (inclusi gli open data) e l’uso, sostanzialmente obbligatorio, a questo punto, di tecnologie open source.

Alcuni esempi di banche che, ad oggi, espongono da tempo questo genere di servizi sono le seguenti:

Che cos’è PSD2

Con PSD2, infatti – acronimo che sa tanto di informatica, e che significa Payment Services Directive ovvero protocollo, direttive per i servizi di pagamenti) sembra ormai essersi aperta una nuova fase per la gestione innovativa dei pagamenti online, ad esempio. Il tutto mediante il coinvolgimento diretto non solo delle banche tradizionali, ma anche dei servizi diversi dalle banche stesse: i cosiddetti TPP (Thirdy Party Provider), che sono spesso e volentieri fintech e che potranno erogare nuovi servizi con maggiore facilità.

I servizi coinvolti saranno, in primo luogo, quelli relativi ai pagamenti da effettuare su internet, ma molto del lavoro potrà essere svolto anche nel settore trading / investimenti ed assicurazioni.

La direttiva PSD2 (acronimo per Payment Services Directive) è piuttosto articolata, e viene qui descritta nei suoi punti cardine fondamentali. Il contesto principale è quello del cosiddetto Open Banking, di cui PSD2 è uno dei principali fautori e portatori di innovazione.

Open banking: come può essere utilizzato dalle fintech?

In questo nuovo ambito finiscono in primo piano quali assolute protagoniste le fintech, ovvero le società di tecno-finanza, e anche le digital insurance (ovvero le società che si occupano di assicurazioni sfruttando le nuove tecnologie). Grazie alle direttive PSD2 – del quale si parla anche qui, per approfondimenti – le banche europee saranno quindi tenute a creare, gestire ed esporre delle API completamente open source alle società fintech che ne facciano richiesta: questo, nella pratica, apre a nuove opportunità e nuovi servizi bancari più flessibili e veloci per gli utenti, come ad esempio possibilità di effettuare un pagamento sfruttando uno dei tanti account bancari che si posseggono.

Cosa cambia con l’open banking per i correntisti?

Nella pratica i vantaggi per i correntisti sono numerosi: prima di tutto, infatti, saranno disponibili nuovi servizi all’interno delle app bancarie. In secondo luogo alcune limitazioni e lungaggini burocratiche tipiche delle banche che tendono a produrre molti documenti cavillosi e lunghi da gestire finiranno per essere, man mano, snelliti e velocizzati. Sarà anche possibile per un correntista che gestisce più conti presso più di una banca avere una visione unificata e gestita in modo centralizzato di tutti i propri conti bancari.

Un esempio concreto di open banking: Revolut

Un esempio classico di open banking potrebbe essere, tanto per fare un esempio familiare ai più, l’uso del proprio credito telefonico come moneta online, ovvero i soldi usati per ricaricare la propria SIM telefonica che si possono spendere quando si va a fare la spesa. In secondo luogo, l’open banking potrebbe aprire ad una visione unificata dei propri conti bancari, come ha fatto di recente il conto Revolut. Dentro l’app ufficiale di Revolut, infatti, si può già vedere un uso concreto dell’open banking per visionare e gestire il saldo di tutti i conti correnti che si possiedono, e che sono sempre intestati alla stessa persona o comunque sono riconducibili a noi.

Grazie alle funzionalità open bankin, pertanto, sarà possibile avere una visione d’insieme sui propri conti correnti nominativi. All’interno dell’app di gestione del proprio conto con Revolut, di fatto, sarà possibile visionare e gestire il saldo di ogni altro singolo conto che si possiede, qualunque siano i conti in banca di cui siamo titolari.

Se abilito l’open banking, con chi verranno condivisi i dati bancari?

La condivisione dei dati bancari, come sempre accade nell’ambito dell’open data del resto, ha generato una certa preoccupazione di fondo per la tutela della privacy degli utenti. Da qualche tempo, infatti, i dati dei correntisti sono – coerentemente con le indicazioni fornite da open banking e PSD2 – condivise con gli operatori autorizzati che ne facciano richiesta. Il correntista, ovviamente, non è obbligato a fare questa scelta: sarà lui a decidere e stabilire se farlo oppure no.

Le terze parti di cui sopra sono altresì interessate a condividere e vedere questi dati, e sono società intermediarie “terze parti” come ad esempio i PISP (Payment Initiation Service Providers, che fanno da intermediari per i pagamenti fornendo la possibilità di pagare senza esporre i dati della carta), gli AISP (Account Information Service Provider, che si occupano di monitoraggio dei conti correnti) ed i CISP (Card Issuer Service Providers, che solo coloro che emettono le carte di credito).

PSD2 nella pratica

Come dicevamo, PSD significa Payment Services Directive ovvero protocollo per servizi di pagamento, ed il 2 fa riferimento alla versione del protocollo. La comunità europea, in sostanza, ha stilato una serie di linee guida per i servizi bancari che siano improntati al rispetto della privacy dei correnti, ma anche ad una maggiore cooperazione ed interoperabilità bancaria tra servizi. Il mondo delle banche è stato da sempre abbastanza “blindato”, in questo ambito, vuoi per una sostanziale diffidenza verso le nuove tecnologie vuoi soprattutto per una questione di segretezza mascherata da sicurezza. Il security though obscurity, del resto, è un paradigma non più supportato da buona parte del mondo IT moderno, e si contrappone ad una sostanziale apertura – da cui il nome open banking – verso API pubbliche che permettano di interrogare informazioni sui conti correnti e consentire ai conti correnti di banche diverse di comunicare in modo più agevole, seguendo un protocollo unificato sicuro, ben definito e con una politica di accesso ovviamente regolamentata.

Le indicazioni ufficiali in merito si trovano a questo link:

https://ec.europa.eu/info/law/payment-services-psd-2-directive-eu-2015-2366_en

Quali sono i servizi che vengono offerti dall’open banking? Abbiamo raccolto di seguito un po’ di esempi a riguardo.

Credito telefonico utilizzabile come moneta online

Su questo punto sembra non esserci ancora molta chiarezza, ma a breve, da quest’anno, dovrebbe essere possibile usare il proprio credito telefonico per pagare ad esempio un film su iTunes. Una cosa molto comoda, in effetti, per le piccole e frequenti transazioni che impongono la seccatura, per il cliente, di ricaricare la propria carta ricaricabile (che viene usata nella maggiorparte dei casi) ogni volta, con costi considerevoli e sostanzialmente non necessari.

Sicurezza dei pagamenti potenziata

Un altro aspetto della normativa PSD2 riguarda la sicurezza, quindi il potersi mettere al riparo da truffe informatiche che durante i pagamenti potrebbero capitare. Ogni banca, a riguardo, sta potenziando tali misure seguendo i principali standard del settore, e sta informando adeguatamente i propri clienti a riguardo.

Commissioni di pagamento ridotte

È noto che le banche applichino commissioni di pagamento sulle transazioni, e potranno continuare a farlo: a patto, pero’, che il valore delle stesse:

Per fare un esempio, quindi, se pagassi 100 euro online non dovrei mai pagare più di 2 € nel caso di carte di debito, e non più di 3€ per quelle di credito. Normativa che, ad oggi, viene rispettata dalla maggiorparte delle banche e degli istituti di credito, e che garantisce un costo equo per le operazioni che vengono effettuate volta per volta dai clienti.

Divieto di applicare sovrapprezzi a chi paga online

Esiste uno specifico decreto legge, il D.lgs 21 febbraio 2014 n. 21, pubblicato da qualche tempo sulla Gazzetta Ufficiale, che viene incontro ad una direttiva imposta dalla UE (la 2011/83/UE) per venire incontro e soddisfare al meglio i diritti dei consumatori. La regola impone che nessun professionista o esercente possa imporre ai consumatori spese per l’uso di strumenti di pagamento online, o comunque tariffe che superino le spese sostenute in fattura. Le regole valgono, più nello specifico, non in generale ma in particolare

  • per i contratti di vendita
  • per i contratti di servizio
  • per i contratti di fornitura di beni come gas, luce, riscaldamento, contenuti digitali e acqua.

Open banking, Google e Facebook

Si apre anche ad ulteriori possibilità in ambito bancario, con la completa liberalizzazione del mercato finanziario e, in qualce modo, emulando uno stesso fenomeno di apertura e di nuove opportunità per i clienti mai visto fino ad ora. Grazie all’open banking si vedranno nuovi operatori bancari inediti fino ad oggi, come ad esempio le società big tech come Google e Facebook che possono, di fatto, richiedere liberamente una licenza da operatori bancari.

Come richiedere una licenza da operatore bancario?

Si apre anche ad ulteriori possibilità in ambito bancario, con la completa liberalizzazione del mercato finanziario e, in qualce modo, emulando uno stesso fenomeno di apertura e di nuove opportunità per i clienti mai visto fino ad ora. Grazie all’open banking si vedranno nuovi operatori finanziari inediti fino ad oggi, come ad esempio le società big tech come Google e Facebook che possono, di fatto, richiedere liberamente una licenza da operatori bancari.

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PayPal, cos’è e come si usa

PayPal è uno dei più diffusi metodi di pagamento online, e funziona utilizzato la propria email come identificativo per inviare e ricevere pagamenti con qualsiasi altro utente. Mediante PayPal possiamo pagare acquisti online, inviare o ricevere denaro ad amici o conoscenti, pagare fatture e così via. Da non confondersi con la prepagata PayPal, che è la carta gestita da PayPal, quello di cui parleremo qui è il wallet virtuale che può funzionare sia mediante sito web che mediante app ufficiale di PayPal.

Vantaggi di PayPal

PayPal possiede una serie di vantaggi rispetto ad altri sistemi di pagamenti:

  • non richiede l’esposizione o la digitazione del proprio numero di carta di credito durante il pagamento;
  • il pagamento inviato o ricevuto è istantaneo, cioè viene inviato ricevuto senza tempi di attesa, come avverrebbe con un bonifico istantaneo
  • per inviare o ricevere denaro, basta digitare l’indirizzo di posta elettronica della persona interessata senza nient’altro (non servono codice fiscale come nel caso di ricariche PostePay, ad esempio, nè IBAN come nel caso dei bonifici);
  • possiamo collegare la maggioranza delle carte di debito e di credito all’account, sia per pagare che per ricevere soldi;
  • è protetto da PSD2 per la sicurezza delle transazioni, come da normativa europea.

Come vedere il saldo PayPal

leggi qui

Come ricaricare PayPal con la PostePay

leggi qui

Come funziona PayPal dall’inizio

PayPal è un account che ovviamente all’inizio sarà vuoto, e per il quale si potranno ricevere soldi da altri account PayPal per avviare l’operatività. Non solo: possiamo anche collegarlo con le nostre carte di debito o prepagate, in modo da poter pagare senza dover esporre i dati della carta ogni volta. Non ha costi di gestione fissi, ma preleva automaticamente delle commissioni in % su alcuni tipi di pagamenti, che generalmente vengono fatti pagare a chi riceve i soldi, non a chi li invia.

Come vedere i movimenti PayPal

Cliccando sulla sezione Cronologia, vedremo tutti i movimenti del nostro account PayPal, sia in entrata che in uscita. Cliccando su Cronologia, in sostanza, vedremo qualcosa del genere, con movimenti sia in entrata che in uscita.

Login account PayPal

La schermata di accesso di PayPal è unificata, siaper entrare che per recuperare la password o per registrarsi la prima volta. Per entrare o fare login su Paypal, infatti, è sufficente andare sul sito ufficiale all’indirizzo:

PayPal.com/it/signin

ed inserire le nostre credenziali di accesso dove specificato, cliccando su Accedi per confermare (può essere richiesta una ulteriore conferma antispam o recaptcha, in alcuni casi).  Per via della recente normativa PSD2 è anche richiesta conferma dell’accesso con un SMS sul proprio cellulare, da inserire dove richiesto. Da questa stessa schermata possiamo recuperare la password PayPal cliccando su Problemi di accesso, e possiamo infinie registrarci per la prima volta, se non siamo ancora registrati, cliccando su Registrati Gratis.

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Pagamento in contanti: massimo, condizioni e regole

L’uso del contante resta la modalità preferita di pagamento per la maggior parte degli italiani. Ma non tutte le spese che facciamo possono essere pagate così. Questo poiché lo Stato impone dei limiti sull’utilizzo del contante e periodicamente vengono aggiornati gli importi ammessi per usufruire di questa tipologia di pagamento.

Limiti trasferimento di contanti

Dal 1° Gennaio 2020 si può trasferire denaro in contante fino ad un massimo di 1999.99 euro. Se l’importo del pagamento è 2000 euro, questo potrà essere effettuato solo attraverso modalità di pagamento tracciabili come carte e bonifici bancari. Questo sarà valido anche per pagamenti in trance (tranne il caso in cui il pagamento rateale è stato stabilito precedentemente con contratto o quando la rateizzazione è una consuetudine commerciale), per le donazioni e per i prestiti.

Limiti prelievo di contanti

Nel caso invece di prelievi, non ci sono dei limiti in quanto non c’è trasferimento di denaro tra persone differenti. Ma se le somme prelevate superano i 10.000 euro nell’arco del mese, la banca deve effettuare segnalazione all’ UIF, l’ Unità di Informazione Finanziaria, che eventualmente farà segnalazione alla Procura della Repubblica. Tutto ciò per evitare il riciclaggio di denaro o crimini maggiori.

Limiti versamenti di contanti

Per quanto riguarda invece versamenti di contanti o bonifici bancari, la banca deve segnalare all’ Anagrafe dei rapporti finanziari tutte le movimentazioni in contanti che avvengono. In questo caso, qualora l’Agenzia delle Entrate non avrà corrispondenza con la dichiarazione presentata, sarà legittimata a presumere che le somme movimentate siano state sottratte alla tassazione. Ma ovviamente il correntista avrà sempre la possibilità di dimostrare la natura delle somme depositate.

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Nexi Prepaid

Cos’è Nexi

Nexi è l’innovativa carta di credito contactless grazie alla quale è possibile effettuare ogni genere di spesa, dalla più piccola alla più grande senza problemi sia in Italia che all’estero grazie ai suoi circuiti internazionali.

Tipo di carta: prepagata

Carta prepagata o prepaid (dette anche carte prepagate ricaricabili, carte di credito ricaricabili, carte ricaricabili, carte prepagate).

Costi

Emissione e di invio:

  • estratto conto on-line: gratuito
  • estratto conto cartaceo: 1,03 Euro
  • Imposta governativa di bollo su estratti conto superiori a 77,47 Euro: 1,81 Euro

Circuito utilizzato: VISA Electron

La carta Skrill è una prepagata del circuito VISA Electorn, che è possibile utilizzare per pagare online, ma anche presso tutti i negozi che esibiscono il marchio VISA e Mastercard, e per prelevare denaro presso i bancomat di tutto il mondo.

Servizi disponibili

  • Possibilità di pagamento illimitato grazie ai circuiti Visa e Mastercard sia sul territorio nazionale che all’estero
  • Protezione e sicurezza sempre garantite grazie ai servizi 3D Secure ed SMS ogni qual volta si effettua un acquisto online o per monitorare le operazioni comodamente tramite il proprio smartphone
  • Assistenza continua grazie ad un Servizio Clienti Multicanale operativo 7 giorni su 7
  • Possibilità di addebitare gli acquisti sul conto corrente il giorno 15 successivo ad ogni acquisto effettuato
  • Estratto conto a costo zero se richiesto online
  • Estratto conto cartaceo al costo minimo di 1,15€
  • Nexi permette di avere più carte di credito in versione familiare o aggiuntiva a seconda delle esigenze
  • É possibile richiedere la carta di credito Nexi sia alla propria banca di fiducia che sul sito comodamente online

Utile per: pagare offline, pagare online

Pagamenti online su moltissimi shop online nei settori dei giochi, delle community, della musica, dei film e dell’intrattenimento.

Per procurarsi una prepagata Nexi è sufficente rivolgersi ad una delle banche partner – anche la vostra attuale va bene, se presente nella lista.

  • Allianz Bank
  • Asset Banca
  • Banca A.G.C.I.
  • Banca Agricola Commerciale della Repubblica di San Marino
  • Banca Agricola Popolare di Ragusa
  • Banca Alpi Marittime Credito Cooperativo Carrù
  • Banca Capasso Antonio
  • Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A.
  • Banca Consulia Spa
  • Banca Valsabbina S.C.p.A.”
  • Banca del Fucino S.p.A.
  • Banca del Piemonte S.p.A.
  • Banca del Sud
  • Banca della Provincia di Macerata
  • Banca delle Marche
  • Banca di Bologna
  • Banca di Credito Cooperativo di Bedizzole – Turano Valvestino
  • Banca di Credito Cooperativo di Brescia
  • Banca di Credito Cooperativo di Cambiano
  • Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza
  • Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci
  • Banca di Credito Cooperativo di Fornacette
  • Banca di Credito Cooperativo di Lezzeno
  • Banca di Credito Cooperativo di Manzano
  • Banca di Credito Cooperativo Euganea di Ospedaletto Euganeo
  • Banca di Credito Peloritano Spa
  • Banca di Credito Popolare – Torre del Greco
  • Banca di Piacenza
  • Banca di San Marino S.c.a.r.l.
  • Banca di Viterbo Credito Cooperativo
  • Banca Emilveneta
  • Banca Esperia Spa
  • Banca Finint Spa
  • Banca Finnat Euramerica S.p.A.
  • Banca Generali S.p.A.
  • Banca Ifigest
  • Banca Interprovinciale
  • Banca ITB
  • Banca Leonardo S.p.A.
  • Banca Mediolanum Spa
  • Banca Passadore & C. S.p.A.
  • Banca Popolare Province Molisane
  • Banca Popolare del Cassinate
  • Banca Popolare del Frusinate
  • Banca Popolare del Lazio
  • Banca Popolare del mediterraneo
  • Banca Popolare dell’ Emilia Romagna
  • Banca Popolare dell’Alto Adige
  • Banca Popolare di Cortona
  • Banca Popolare di Fondi
  • Banca Popolare di Lajatico
  • Banca Popolare di Milano Spa
  • Banca Popolare di Puglia e Basilicata
  • Banca Popolare di Sondrio
  • Banca Popolare Etica
  • Banca Popolare Prov. Calabre
  • Banca Popolare Provinciale Lecchese
  • Banca Popolare Pugliese
  • Banca Popolare Sant’Angelo
  • Banca Popolare Sviluppo
  • Banca Popolare Valconca
  • Banca Popolare Vesuviana
  • Banca Private Leasing Spa
  • Banca Profilo SpA
  • Banca Promos SpA
  • Banca Reale
  • Banca Sammarinese d’Investimenti
  • Banca Sella
  • Banca Sistema SpA
  • Banca Sviluppo
  • Banca Sviluppo Economico SpA
  • Banca Ubae SpA
  • Banco Cooperativo Emiliano Cred. Coop. Soc. Coop.
  • Banco BPM SpA
  • Banco delle Tre Venezie
  • Banco di Credito P. Azzoaglio S.p.A.
  • Banco di Desio e della Brianza
  • Bassano Banca Credito Cooperativo
  • BCC Malatestiana
  • Carichieti
  • Carige
  • Cariparma-Credit Agricole
  • Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino
  • Cassa di Risparmio di Cento S.p.A.
  • Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A.
  • Cassa di Risparmio di Ferrara
  • Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A.
  • Cassa di Risparmio di Ravenna
  • Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A.
  • Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A.
  • Cassa di Risparmio San Miniato
  • Cassa Lombarda
  • Cassa Padana – Banca di Credito Cooperativo
  • Cassa Raiffeisen di Merano
  • Cr Asti
  • Cr Rimini – Carim
  • Creditizio Banca Popolare di Bari
  • Credito Coop. Romagnolo – BCC di Cesena e Gatteo Soc. coop.
  • Credito Emiliano – Credem
  • Credito Industriale Sammarinese S.A.
  • Credito Salernitano
  • Credito Valtellinese
  • Deutsche Bank
  • Extrabanca
  • GBM Banca Spa
  • Gruppo Banca Popolare di Cividale
  • Gruppo Bancario Banca Popolare di Vicenza
  • Gruppo Cassa di Risparmio di Bolzano
  • Gruppo Cassa di Risparmio di Cesena
  • Gruppo Etruria
  • Gruppo Veneto Banca
  • Hypo Alpe Adria Bank
  • Hypo Tirol Bank
  • Iccrea
  • Igea banca Spa
  • Imprebanca
  • Intesa Sanpaolo
  • Invest Banca
  • Monte Dei Paschi di Siena
  • NewCo Srl
  • Prader Bank
  • Raiffeisen
  • Romagna Est Banca di Credito Cooperativo
  • Rurali Trentine
  • Sanfelice 1893 Banca Popolare
  • Ubi
  • UBS Europe SE
  • Unipol Banca Spa
  • Widiba S.p.A.

Come ricaricare

Si piò ricaricare la carta:

  • in contanti;
  • con un altro Bancomat o carta di credito;
  • via bonifico.

Dove trovarla

Con la Nexi Prepaid è possibile effettuare pagamenti sia ordinari che contactless (per spese inferiori a 25 euro non serve digitare il PIN né firmare lo scontrino). La carta utilizza l’innovativa tecnologia Chip&Pin, ed è possibile procurarsela presso le banche abilitate, oppure direttamente online: per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale.

In breve

La carta di credito Nexi è un prodotto innovativo, sicuro e capace di supportare ciascun cliente nelle sue spese quotidiane. Il punto forte del prodotto, oltre alle molteplici funzioni di cui è dotato, sono sicuramente i circuiti internazionali Visa e Mastercard validi in tutto il mondo e con i quali è possibile effettuare acquisti online sempre e senza problemi.







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Come versare dei contanti su una carta prepagata Nexi

Introduzione

Da quando sono possessore di una prepagata Nexi non mi era mai successo di dover versare dei contanti, prima di allora, sulla mia carta prepaid Nexi; così ho dovuto chiedere in assistenza (con la chat dell’app ufficiale, nello specifico, che è molto semplice e comoda) come si facesse questa operazione, visto che si tratta di una banca virtuale per cui non ci sono uffici come per le banche tradizionali. La risposta cercata è molto facile, in realtà, e ve la riporto qui per vostra comodità.

Come fare a mettere dei contanti sulla prepagata Nexi? Ci sono due modi per farlo:

  • andando ad un tabacchino con logo SisalPay all’ingresso, quindi convenzionato con SisalPay ed abilitato con un terminale ad effettuare questa operazione;
  • andando direttamente alla Posta, ed effettuando un versamento su banca virtuale (l’impiegato mi ha spiegato sul posto che si deve fare in questo modo).

Come effettuare la ricarica

Per effettuare questa operazione con il primo metodo si deve andare al tabacchino SisalPay e chiedere un versamento su Carta Sì, che non tutti sanno essere il circuito di pagamento abilitato (e che dovrebbe funzionare anche con altre carte prepagate, per inciso).  Si richiede una ricarica sulla carta come fosse quella di un cellulare, solo che avverrà sulla carta dopo la consegna di:

  • codice fiscale del proprietario della carta (quindi la vostra tessera sanitaria);
  • documento di identità del proprietario della carta.

Come effettuare la ricarica al tabacchino

Indicate l’importo, che può essere al massimo di 250 € inclusa la commissione per il pagamento; ricordatevi che sarà applicata una tariffa di 2,50 €, quindi al netto sulla carta potrete ricaricare la somma meno la fee per la banca (quindi ricaricando 250 € avrete 247,50 nella vostra carta, da utilizzare). Il pagamento avviene entro pochi minuti ed il denaro sarà immediatamente disponibile per acquisti online ed offline e per un eventuale futuro prelievo senza alcuna commissione.

Come effettuare la ricarica agli uffici di Poste Italiane

Se andate alla posta, dovrete invece richiedere un versamento in contanti su banca virtuale, il che avverrà anche in questo caso dopo la consegna di:

  • codice fiscale;
  • documento di identità.

Anche in questo caso l’addebito è immediato e la commissione è sempre di 2,50€.

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Mastercard WestStein

La carta offerta dalla multinazionale WestStein è un tipo di carta prepagata afferente al circuito Mastercard, noto in tutto il mondo per l’affidabilità dei propri servizi. In particolare, WestStein Ltd ha sede nel Regno Unito ed è regolarmente autorizzata dalla FCA (Financial Conduct Authority).

L’idea dietro a questa carta è quella di venire incontro alle esigenze di chi volesse l’equivalente di una banca priva della burocrazia tipica di quel genere di contratti, semplificando il contratto finale col cliente – e dando la possibilità di ricevere accrediti periodici come, ad esempio, lo stipendio.

Il conto associato alla carta principale (principale perchè è possibile associare altre tre carte secondarie allo stesso) è gratuito ed ha una validità di 3 anni. Le carte sono tutte dotate di IBAN e permettono di ricevere regolarmente bonifici SEPA, sia da conti correnti simili che da quelli di altre banche. La carta, poi, permette di effettuare pagamenti contactless anche offline, e dopo la verifica della propria identità di ottenere benefici anche maggiori, tra cui l’ampliamento dei limiti di spesa (da 150 € degli account non verificati fino a 35.000€ complessivi sulla carta, per account con identità verificata); la carta si può, inoltre, abilitare a servizi di maggiore livello di sicurezza abilitandola sul sito clienti della Mastercard.

Conviene, una volta acquistata, verificare il proprio account in modo che sia davvero equivalente ad un conto corrente bancario tradizionale (ricordiamo che si tratta di un conto corrente non bancario), e questo perchè diversamente è davvero troppo limitativa (es. potete ricevere un massimo di 150 € /mese via bonifico, limite che si estende anche qui a 35.000 € per gli account verificati).

Discorso dei costi, come vedremo, da valutare con attenzione.

Quando costa

Sul discorso dei costi: non si paga l’apertura, non si paga l’emissione della carta, il conto pero’ trattiene un euro al mese come fee di servizio. Se dovete passare dei soldi da due carte WestStein, ad esempio il vostro e quello di un amico, si paga una commissione dell’1% sull’importo totale. I bonifici SWIFT in ingresso ed in uscita costano 0.80€ ciascuno, mentre i bonifici in ingresso o in uscita costano 0.55 € ciascuno. Il prelievo dal bancomat costa 2,50€ in tutta l’Eurozona, mentre la sostituzione della carta ha un costo fisso di 10 €.

App  controllare l’estratto conto

Il servizio è anche dotato di un’app smart che permette di tenere sotto controllo le spese, visionare i soldi in ingresso ed in uscita e ricevere un SMS per ogni pagamento ricevuto. A livello di sicurezza, è inoltre possibile abilitare un codice di sicurezza per autorizzare le transazioni Mastercard 3D Secure System (OTP), mentre ad ogni carta è associato un PIN di sicurezza per poter prelevare. La carta è anche abbastanza semplice da bloccare in caso di furto o smarrimento.

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Come ricevere un pagamento su Postepay

Non tutti sanno che la carta PostePay può essere utilizzata anche per ricevere pagamenti in genere, come l’accredito dello stipendio oppure soldi da un amico. Per quanto la seconda possibilità non sia in genere consigliabile perchè si rischia di sbagliare, rimane un’opportunità senza dubbio molto sfruttata da chi utilizza questo genere di carta prepagata.

Bonifico su PostePay, si può fare?

Le carte abilitate al pagamento su PostePay sono soltanto le PostePay evolution e tutte le carte (prepagate e non) analoghe dotate di IBAN, mentre le altre (come la PostePay classica) non possono ricevere bonifici perchè non possiedono l’IBAN.

Premesso questo, per farsi pagare su PostePay ci sono tre possibilità.

Pagamento presso tabacchino o Poste Italiane

Potete fornire a chi vi deve dei soldi il numero della vostra carta PostePay (non serve dare la data di scadenza ed il codice sul retro, ovviamente), quindi fornite quel numero che identifica la vostra carta, poi dovrete dare il nome dell’intestatario ed il codice fiscale dello stesso e dovrete dire alla persona di farvi una ricarica con quei dati.

L’accredito sarà in genere istantaneo, e dopo pochi minuti dal versamento (che la persona può fare alle Poste oppure ai bar ed i tabacchini convenzionati Sisal) avrete i soldi sulla carta. Tenete conto che questo tipo di pagamento non prevede una vera e propria ricevuta e non è tracciabile, a differenza del bonifico tradizionale che è più sicuro. La persona che effettua il pagamento pagherà una commissione di 2 euro.

Pagamento online (dal sito poste.it) mediante un’altra PostePay

In questo caso la persona che vi deve mandare i soldi deve avere anch’essa una carta PostePay, andare nel sito Poste.it e fare una ricarica al vostro numero di telefono. La procedura è possibile effettuarla dal sito, in modo che l’altra persona abbia accesso al proprio account e faccia una ricarica ad un’altra carta, cioè la vostra, ed abbia il vostro nome e numero di carta PostePay.

Anche in questo caso l’accredito sarà istantaneo, e dopo pochi minuti dal versamento online avrete i soldi sulla carta. Tenete conto che questo tipo di pagamento non è tracciabile, a differenza del bonifico tradizionale che è più sicuro. La persona che effettua il pagamento pagherà una commissione di 2 euro. Potete anche effettuare la ricarica su PostePay se la persona che vi deve mandare i soldi possiede un account Webank.

Versamento mediante bonifico

Se possiedi una carta PostePay di tipo Evolution, infine, puoi richiedere che i soldi ti vengano versati mediante bonifico SEPA. Qualsiasi altro conto in banca va bene, in questo caso, e dovrete fornire l’IBAN unico della vostra carta a chi deve pagarvi. Questo è il modo classico per farsi accreditare lo stipendio, ad esempio, pero’ dovete avere il modello PostePay Evolution per forza, in questo caso.

Per saperne di più sui bonifici e su come farli online clicca qui.

Se invece vuoi leggere altre informazioni sulla PostePay:

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Postepay Corporate

Postepay Corporate è la prepagata di Poste Italiane destinata alla gestione delle spese aziendali. Si tratta di uno strumento pensato per il business, dedicato a dipendenti e collaboratori. La carta è nominativa, prepagata e ricaricabile.

Circuiti abilitati

La Postepay Corporate è abilitata sul circuito Visa e Postamat per questo può essere utilizzata in Italia e all’estero per operazioni come prelievo di contante, verifica saldo e movimenti presso gli uffici postali e presso gli ATM bancari. È possibile inoltre acquistare beni e servizi presso gli esercenti convenzionati e su Internet, dai siti abilitati. Questa prepagata permette anche di pagare i pedaggi autostradali e di effettuare tutte le operazioni dispositive e informative con la registrazione del titolare.

Come richiedere la carta

La carta può essere richiesta da un rappresentante dell’azienda direttamente presso l’ufficio postale, una volta rilasciata è il titolare della stessa a dover procedere all’attivazione recandosi presso l’ufficio postale. Possono essere richieste anche le carte dalla piattaforma Corporate Banking di Bancoposta che permette di gestire tutti i servizi comodamente online, ovunque ci si trovi.

Costi della carta

Il rilascio della carta ha un costo di 2.50 euro, l’attivazione è gratuita e il plafond è di 10 mila euro. Ogni ricarica prevede la commissione di 1 euro, il prelievo ha una commissione di 1.75 euro e di 5 euro all’estero. I pagamenti sono gratuiti.
Il limite di prelievo giornaliero è di 600 euro da ATM e di 3000 euro in ufficio, il pagamento massimo consentito al giorno è di 10mila euro. La carta viene rilasciata con il design di una comune carta Postepay ma può essere personalizzata su richiesta ad un costo di 5000 euro. Non sono previsti canoni annuali o spese supplementari.

Verifica saldo PostePay Corporate

Per verificare il saldo e seguire i movimenti è possibile utilizzare la piattaforma di Corporate Banking, il dipendente può utilizzare la carta come una normale Postepay e quindi visualizzare le informazioni utili anche a sportello. La carta dispone inoltre di sconti e interessanti vantaggi per presso negozi fisici e per acquisti online.

Nel complesso si tratta di uno strumento fondamentale per tutti coloro che desiderano avere la versatilità di una carta per la propria attività, con tutti i pregi e la semplicità di una prepagata del gruppo Poste Italiane. La Postepay Corporate consente di gestire al meglio tutte le spese amministrative, nonché di avere sempre sotto controllo i costi e il plafond.







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YAP

Nella miriade di offerte relative a carte di credito prepagate e virtuali, la scelta di quella “giusta” potrebbe non essere scontata. Di fatto, la scelta non è così facile come potrebbe sembrare! YAP è a mio avviso, dopo qualche mese che la sto usando, una carta prepagata estremamente interessante, che è anche molto facile da attivare (io l’ho fatto direttamente online ed è stato molto semplice) e che si pone anche come ottima scelta per effettuare acquisti online.

Si tratta di una carta prepagata che non è necessariamente fisica ma anche virtuale, il che la prefigura come ottima scelta per fare acquisti online. Una carta prepagata alternativa alle varie PostePay e similari, con la facilità dell’attivazione diretta mediante app ed una carta prepagata virtuale che ti danno direttamente nello smartphone. Quindi parliamo di una carta prepagata virtuale con IBAN, di fatto.

Ho saputo di YAP, un wallet digitale senza carta che funziona direttamente da smartphone, da un contatto che lo usava da qualche tempo: da bravo curiosone, e per potervene parlare all’interno di questo blog, ho deciso di farmi anch’io una carta YAP, e quelle che seguono sono le mie impressioni in merito. In questo nuovo articolo potete trovare il mio parere su YAP e tutto quello che c’è da sapere, le varie curiosità sull’argomento, le cose che mi sono piaciute e quelle che, invece, secondo me sarebbero da rivedere.

La valutazione generale è sicuramente positiva, per cui passiamo subito ai vari dettagli.

Che cos’è YAP

Che cos’è YAP è subito detto: una carta di credito prepagata, sia virtuale che fisica, che vi permette di ricaricarlo all’occorrenza, mediante un’altra carta di credito oppure mediante bonifico o, soprattutto, con un semplice numero di telefono.

Vantaggi di YAP

YAP funziona con un’app ufficiale percui dovrete avere uno smartphone recente ed installare l’app per poterne usufruire. Potrete collegarla ad un’altra carta qualsiasi di vostra proprietà, in prima istanza, ed effettuare così direttamente le ricariche in questo modo, senza dover pagare alcuna commissione per farlo. Cosa secondo me che rende YAP una prepagata virtuale molto comoda per effettuare acquisti online, e per essere in genere ricaricabile all’occorrenza.

Se poi dovrete mandare soldi a qualcuno (ad esempio il conto per una pizza, o soldi che dovete ricevere da qualcuno) potrete farlo grazie all’app ufficiale del prodotto, ovviamente ammesso che l’altra persona usi anch’essa YAP.

Carta virtuale YAP: come funziona

L’app di YAP permette di pagare in tutti i negozi fisici, ed ovviamente anche negli e-commerce in tutta sicurezza, dato che vi creerà in automatico una carta virtuale con numero di 16 cifre, data di scadenza e CVC (circuito Mastercard). La carta virtuale sarà utilizzabile direttamente con il vostro smartphone, senza alcun bisogno di carta fisica!

Circuito bancario di YAP

YAP aderisce al circuito Mastercard, per cui è una carta virtuale Mastercard prepagata. È anche possibile, pagando, richiedere la carta fisica. In questo caso la carta fisica costa 9,99€, ma potrete tranquillamente usare gratis quella virtuale: per pagare in un negozio, ad esempio, basterà appoggiare lo smartphone sul POS del negoziante ed avrete fatto, esattamente come fareste con una carta di credito contactless. La cosa essenziale è che il vostro smartphone supporti il sistema NFC (via cellulare e NFC, near-field communication), in questo caso.

Come registrarsi su YAP

La registrazione è stata piuttosto semplice: si inserisce una propria email ed il proprio nome e cognome, e poi c’è una procedura guidata che vi spiega tutto (in italiano). Attenzione ad inserire dati reali, perchè per abilitare il servizio è richiesto l’invio di un documento di identità, la validazione del proprio codice fiscale e la conferma (sempre via app) dei dati del vostro documento.

I requisiti per registrarsi sono essere maggiorenni ed avere un documento valido non scaduto.

Documento che dovrete inviare fotografandolo fronte-retro, ed è fondamentale che sia perfettamente a fuoco e leggibile (la verifica è manuale, e nel mio caso ho dovuto rifarla due volte perchè non si vedeva bene la prima). Una fase un po’ noiosa, forse, quest’ultima, perchè bisogna confermare tutti i dati del documento esattamente come sono riportati, ma alla fine si fa.

Con YAP poi riceverete (al momento in cui vi registrate per la prima volta, per me è statao così) in automatico 10€ omaggio dopo la prima ricarica, cosa che poi potete fare:

  • con un bonifico bancario da un altro conto;
  • direttamente da telefono con un’altra carta (ad esempio quella di un amico o parente), in questo caso non serve che si registri anche lui;
  • con un’altra carta di credito, avendo tutti i dati a disposizione.

L’app è carina e abbastanza facile da usare, anche se alcune opzioni non sono molto immediate per l’uso (ad esempio la freccia di invio modello Telegram in alto a destra mi aspettavo servisse ad inviare denaro, invece serve a vedere le notifiche).

Come pagare e ricevere pagamenti con YAP

Per inviare o ricevere soldi basta cliccare sul segno + e seguire le istruzioni e potrete:

  • inviare denaro;
  • ricevere soldi;
  • ricaricare la vostra carta coi metodi succitati;
  • pagare online (i dati della carta saranno mostrati direttamente nell’app).

È anche possibile ricaricare la carta senza dover andare al tabacchino: si può fare comodamente da casa (il come viene mostrato nel video successivo) collegando YAP ad una carta di credito di nostra proprietà (nello specifico, io ho provato a collegare una PostePay ed una carta HYPE e funzionano entrambe).

Per la sicurezza avrete infine a vostra disposizione una password impostata da voi (un PIN di 6 cifre da ricordare a memoria) e la possibilità di abilitare l’impronta digitale per accedere, in alternativa.

Abbiamo finito! Adesso sapete tutto (o quasi) quello che c’era da conoscere sull’argomento: per iscriverti a YAP! clicca qui

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PaySafeCard

Cos’è la PaySafeCard

PaySafeCard è una carta prepagata usa e getta  – uno dei nuovi standard di pagamento su internet che non richiede nè conto corrente né carta di credito: ideale per acquistare (anche una tantum) prodotti e servizi online, viene accettato da numerosi siti web di e-commerce. PaySafeCard, che non è altro che una carta di credito prepagata in forma di ricariche usa e getta, si pone come alternativa ai sistemi di pagamento online prepagati (basati su VISA) come ad esempio la notissima PostePay. Può essere comoda se, ad esempio, volete utilizzare un pagamento una tantum verso un sito oppure un servizio che vi piacerebbe provare, ma per cui non avete ancora il massimo della fiducia.

Come funziona la PaySafeCard

Di fatto, la PaySafeCard fornisce un codice “usa e getta” corrispondente ad una taglia di denaro (10, 20, … euro) da usare per pagare certi servizi e che vi risparmia di dover condividere, nei casi in cui non fosse disponibile PayPal o bonifico, i dati del fronte e del retro della vostra carta prepagata classica o addirittura carta di credito: per evitare di dover fare questa cosa, in sostanza, la carta prepagata si paga una piccola commissione sull’importo e vi da’ la disponibilità di quel micro-credito che desiderate.

Carta prepagata per pagare piccole somme anonimo

Le carte prepagate del tipo usa e getta, sono completamente anonime e si possono comprare nei tabacchini Sisal e che corrispondono a diversi tagli di ricarica: 10, 25, 50 e 100 euro. Queste non permettono di fare troppa movimentazione, ma in effetti sono ideali per acquistare ad esempio da siti per adulti che supportino Paysafecard.

Tipo di carta: prepagata usa e getta

Carta prepagata o prepaid (dette anche carte prepagate ricaricabili, carte di credito ricaricabili, carte ricaricabili, carte prepagate), più precisamente sistema di pagamento prepagato, viene fornito un PIN usa e getta con credito pre-caricato che poi è possibile usare per pagare online su varie tipologie di siti.

Come funziona la PaySafeCard come carta usa e getta

Di fatto, la PaySafeCard fornisce un codice “usa e getta”, cioè utilizzabile una solta volta, corrispondente ad una taglia di euro (10, 20, 50, 100 euro) che evita di dover condividere, nei casi in cui non fosse disponibile PayPal o bonifico, i dati del fronte e del retro della vostra carta prepagata classica o della carta di credito nominativa.

Per evitare di dover fare questa cosa, in sostanza, la carta prepagata si paga una piccola commissione sull’importo e vi da’ la disponibilità giusto di quel micro-credito che desiderate.

Utile per: pagare piccole somme, online e offline

Pagamenti online su moltissimi shop online nei settori dei giochi, delle community, della musica, dei film e dell’intrattenimento. Tra i servizi supportati, con PaySafeCard si possono acquistare forex online, opzioni binarie, alcuni servizi di hosting (IdealHosting, CreeperHost, BullCat, …), versioni a pagamento di servizi in cloud come DepositFile, GameServer Alert e molti altri.

Privacy: ottima

Per il pagamento con Paysafecard non sono richiesti dati personali, conto corrente o carta di credito.

Taglie disponibili

Ad oggi la PaysafeCard è disponibile nei seguenti tagli prepagati.

  • 10 EUR
  • 25 EUR
  • 50 EUR
  • 100 EUR

Dove trovarla

Le Paysafecard sono acquistabili in diversi punti vendita fisici, tra cui benzinai, tabacchini, ricevitorie lotto SISAL e macchinette automatiche; acquistandone una, si disporrà di un PIN a 16 cifre che corrisponde al taglio acquistato, e che corrisponderà a denaro spendibile all’interno di varie tipologie di circuiti di pagamento. Ogni PIN è chiaramente utilizzabile una sola volta.

Si può anche comprare online da qui, pero’ pagando esclusivamente mediante bonifico RAPID Trasfer oppure Sofort Banking.

Il pagamento online di questo tipo, tra l’altro, non prevede commissioni aggiuntive: pagate 25 euro, otterrete 25 euro. In alternativa potrete

cercare un punto vendita sul sito ufficiale

Generalità

Via PaySafeCard è possibile fare scommesse online, accedere ai servizi di forex, opzioni binarie, comprare alcuni servizi di hosting ed accedere a vari servizi in cloud (DepositFile, GameServer Alert ecc.).

PaySafeCard è uno dei nuovi standard di pagamento su internet che non richiede nè conto corrente né carta di credito: ideale per acquistare (anche una tantum) prodotti e servizi online, viene accettato da numerosi siti web di e-commerce. PaySafeCard, che non è altro che una carta di credito prepagata in forma di ricariche usa e getta. Può essere molto comoda se, ad esempio, volete utilizzare un pagamento una tantum verso un sito oppure un servizio che vi piacerebbe provare, ma per cui non avete ancora il massimo della fiducia – Sito: https://www.paysafecard.com/it-it/acquista/

Se hai utilizzato una carta di pagamento di questo tipo, puoi esprimere la tua valutazione votando questo articolo.








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