Bunq

Che cos’è Bunq?

Bunq è il nome della fintech fondata da Ali Niknam, con sede ad Amsterdam, in grado di offrire:

  1. un conto corrente nominativo;
  2. una carta di credito collegata allo stesso.

bunq è pertanto un conto corrente online fornito da una banca in grado di concedere operatività in tutta Europa. Disponibile nell’intero continente, Italia inclusa, è una delle novità più interessanti nell’ambito, e si affianca alle altre soluzioni di carte come N26, HYPE e così via.

Che cosa offre bunq?

I principali servizi offerti da bunq sono riassunti nella seguente tabella.

Supporto Google PaySupporto Apple Pay
scansione ricevuteRisoluzione automatica pagamenti non andati a buon fine
Condividi i dati della carta con sistema iDINPossibilità di aprire conti secondari via tap
Crea link di pagamento personalizzato (tipo PayPal)Supporto Dual PIN
Passaggio automatico da altra bancaScansione fatture
Integrazione con software di contabilitàScansione ricevute
ZapierIVA automatica
Panoramica abbonamentiPianificazione spese

Organizza i tuoi soldi come preferisci

La forma proposta per la carta bunq è di quelle assolutamente innovative, ma soprattutto cucita sulle esigenze di chiunque: grazie a bunq, infatti, sarà possibile ad esempio creare più sottoconti all’interno di quello principale, che saranno dedicati ognuno a dei “fondi” sul nostro conto dedicati al pagamento di bollette, di multe (sperando che non ne arrivino mai), oppure a soldi da mettere da parte per spese extra o per la programmazione di viaggi (speriamo che sia possibile viaggiare presto come prima, tra l’altro).

Sicurezza del conto

La sicurezza dei soldi che andremo a depositare nel conto bunq è garantita: i fondi depositati, infatti, sono garantiti dal DGS (Garanzia dei Depositi Olandese) con la supervisione della Banca centrale nazionale. Per cui c’è da fidarsi: al tempo stesso, con l’app di bunq è possibile gestire in autonomia l’attivazione della carta con un semplice tap, si possono attivare o sospendere le carte associate al conto a piacimento e, ad esempio, anche il PIN del bancomat può essere eventualmente modificato all’occorrenza. L’accesso è consentito in modalità classiche di questi casi, ovvero mediante codice, password, impronta digitale biometrica e riconoscimento facciale.

A questo si aggiunge l’ulteriore funzionalità di poter confermare ogni volta qualsiasi addebito diretto, in modo da limitare le brutte sorprese sul conto (ad es. addebiti indesiderati).

Fare investimenti con bunq

Un’opportunità assolutamente da non perdere, poi, riguarda quella legata agli investimenti: sì, perchè con bunq potete effettuare i vostri investimenti direttamente sul conto, per quello che riguarda prestiti, mutui, quote di aziende eco-friendly, bond statali, fondi della BCE (Banca Centrale Europea).

Tasso di interesse allo 0,27%

In ogni caso, e su tutti i soldi depositati nel conto bunq, viene offerto ai clienti del conto un tasso di interesse allo 0,27%, abbastanza conveniente e in linea con quello delle principali banche europee (per non dire leggermente superiore).

Funzionalità: IBAN e bonifici

Ad un conto bunq viene associato anche un IBAN, ovviamente, il quale può essere utilizzato come qualsiasi altro IBAN: quindi per ricevere un accredito o per effettuare un addebito o fare il classico bonifico. Sono supportati anche i bonifici esteri, grazie all’integrazione ed al supporto con il servizio TransferWise.

I prodotti che vengono attualmente offerti da Bunq sono i seguenti quattro.

Piano Premium

Costo: 9,99 € al mese

Questo tipo di conto, il Premium, è dedicato ad una singola persona.

In questo caso bunq fornirà una carta di debito Maestro, che dovranno essere richieste mediante app ufficiale dopo essersi iscritti. Più nel dettaglio, si possono creare fino a 25 conti diversi, sempre a proprio nome, con altrettanti IBAN, ognuno specifico per un qualcosa. Il conto supporta Google Pay ed Apple Pay, ed è possibile effettuare i pagamenti con svariate modalità, inclusi gli SMS OTP. Sono supportati fino a 10 prelievi al massimo da ATM al mese, ed è possibile scegliere il colore della propria carta.

La carta aderisce al circuito MasterCard, in questo caso.

Piano Joint

Costo: 9,99 € al mese

Joint è il conto che può essere intestato a due persone.  In questo caso vi forniranno una carta aderente al circuito MasterCard, su richiesta via app. Le condizioni sono le stesse viste per il piano Premium, solo che sono ammessi in questo caso conti co-intestati.

Piano Business

Costo: 9,99 € al mese

A soli 9,99€ al mese è possibile aderire al piano business, che presenta una serie di servizi specifici per le aziende. Si paga qualcosina in più, ad esempio inviare un link di pagamento ha una commissione di 0,10€, ma si tratta di una carta di credito aziendale davvero unica nel suo genere, e ad un costo davvero molto contenuto.

Travel Card

Costo: GRATIS

Questa opzione è, in sostanza, una versione semplificata del conto bunq, che è pensata in particolare per i viaggi. La carta aderisce al circuito Mastercard, ed è sostanzialmente una prepagata che può funzionare anche come carta per pagare online. Usi tipi della Travel Card possono essere, ad esempio: il pre-pagamento di un hotel o di una macchina, ad esempio, ammesso ovviamente che i soldi richiesti siano stati precaricati in precedenza.

La Travel Card è senza canone mensile, anche se presenta un costo di attivazione; chi ha già un conto Premium, Joint o Business può richiederla senza costi aggiuntivi.

Quanto costa bunq?

I costi di bunq sono riassunti nelle successive tabelle riassuntive.

 Conto PrivatiConto Business
SuperGreen16.99€ / mese19.99€ / mese
Premium7.99€ / mese9.99€ / mese
Travel9.99€ una tantum-

OperazioneCosto
Travel Card (una tantum)9.99 €
Prelievo con carta di debitoGRATUITO


10 prelievi al mese


in seguito: 0,99 € a prelievo
Bonifici SEPAGRATUITI


(0,10 € con Business)
Bonifici esteri (extra SEPA) in uscitaSì, con TransferWise
Pagamenti in valuta esteraGRATUITI
Ricarica con bonificoGRATUITA
Ricarica con cartaCommissione dello 0,5%
Versamento contanti sul contoGRATUITO


fino a 100 € al mese, in seguito commissione 1,5% dell’importo

Come aprire un conto bunq

Per aprire un conto bunq, potete farlo direttamente online, dopo aver cliccato sul sito ufficiale di bunq.

Selezionate il piano desiderato tra quelli disponibili, e tenete pronto, a portata di mano, un documento di identità da tenere pronto per ogni evenienza.

4.77/5 (30)

Che ne pensi?

Ogni quanto scade la carta di credito?

Quanto dura la nostra carta di credito? Rispetto alla data di emissione non c’è una regola generale per stabilire la scadenza di una carta. Per alcune banche, ad esempio, la data potrebbe essere di 5 anni, e questo vale per moltissime banche sia tradizionali che online. In altri termini, se aprite una carta di credito a novembre 2020, scadrebbe in questo caso a novembre 2025.

Nel caso di altre banche, invece, la carta può avere una durata di soli 3 anni, e rimarrà valida dal primo giorno del mese in cui è stata emessa fino all’ultimo giorno del mese di scadenza.

Cosa fare quando scade la carta?

Dipende dalla banca a cui facciamo riferimento, in generale.

La data di scadenza (il mese e l’anno della scadenza) è generalmente riportata sul frontespizio della carta, di qualsiasi genere essa sia (di credito, di debito, prepagata). Dopo la scadenza, in base al contratto ed alle condizioni della carta, può essere previsto – o meno – un tacito rinnovo della stessa alle medesime condizioni.

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Come annullare un bonifico

Quando si sbaglia ad effettuare un bonifico, è molto semplice risolvere ed annullare l’operazione: a differenza dei pagamenti con carta che sono più complicati da annullare, i bonifici si possono annullare facilmente con una procedura standard, ovvero telefonando alla propria banca.

Annullare il bonifico rivolgendosi alla propria banca

La procedura generale per annullare un bonifico è la seguente, in genere. I dettagli possono cambiare leggermente da banca a banca, ma di solito funziona così.

Per annullare il bonifico, in genere è possibile farlo entro la stessa giornata lavorativa telefonando al call center della propria banca. Mi è capitato di doverlo fare di recente, ad esempio, e questo ha comportato che io abbia chiamato la mia banca, e come prima cosa mi sia identificato come proprietario della carta e titolare del conto. Successivamente, ho spiegato di aver fatto un bonifico con importo errato, e che quindi avrei voluto annullare l’operazione per poi effettuarla nuovamente con la cifra corretta. L’operatore mi ha comunicato che si poteva fare senza problemi, proprio perchè era stato fatto da poco tempo ed eravamo ancora in tempo.

Per la conferma, mi ha chiesto di voler annullare il bonifico effettuato da me in data e ora X, indicando un errore da parte mia come motivazione. La motivazione non dovrebbe essere obbligatoria da indicare, ma io l’ho fatto ugualmente per maggiore chiarezza. La conferma ha previsto, nel caso della mia banca, l’uso del token di sicurezza della banca stessa, e l’indicazione sulla tastiera del telefono, su precisa richiesta, di alcune cifre del codice stesso. Dopo pochi istanti, l’annullamento era stato effettuato, ed il movimento in uscita era scomparso e, cosa ancora più importante, i soldi del bonifico mi erano stati rimborsati!

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Come annullare un pagamento via POS

Quando si effettua un pagamento mediante POS, in sostanza noi autorizziamo il negoziante a prelevare una somma pari all’importo da pagare, ad esempio al ristorante se paghiamo con carta oppure in qualsiasi altro negozio.

Sapere come annullare un pagamento mediante POS, a questo punto, può essere utile per molti motivi:

  1. l’importo del pagamento indicato dal negoziante sul POS era errato;
  2. l’importo è stato addebitato ripetutamente, o più volte del dovuto;
  3. è stato autorizzato un pagamento che non è stato riconosciuto dal proprietario della carta.

Annullare il pagamento rivolgendosi alla propria banca

Se ci accorgiamo dell’addebito errato via POS solo in un secondo momento, la cosa più utile che possiamo fare è quella di rivolgerci alla nostra banca: l’annullamento della transazione seguirà un iter ben preciso, e la cosa migliore che possiamo fare in questi casi è quella di contattare l’assistenza della nostra banca. Bisogna infatti sapere che le transazioni – cioè i pagamenti in uscita dalla nostra carta – non vengono confermate nell’immediato, ma passano un paio di giorni prima di passare definitivamente nello stato “confermato“. Se ci troviamo ancora in questa fase “intermedia”, e se abbiamo delle buone ragioni per poter fare questa operazione, l’operazione di storno della transazione sarà effettuata in automatico dalla nostra banca, in genere senza alcun problema nè costi aggiuntivi.

Basterà quindi chiamare il call center della banca, spiegare la situazione e chiedere un rimborso della transazione effettuata via POS. In questi casi verrà assegnato un numero di pratica al vostro caso, e sarà opportuno prenderne nota per fare riferimento allo stesso nel seguito. Quando parlate con l’operatore, è opportuno tenere a portata di mano:

  • data e ora della transazione;
  • importo esatto della transazione;
  • numero della carta o del conto corrente;
  • nome dell’intestatario o suo facente veci;
  • documento di identità (in alcuni casi);
  • codice token o numero di cellulare per ricevere SMS di conferma, a seconda dei casi (e per alcune banche), al fine di autorizzare e finalizzare l’operazione di annullamento (potrebbe essere richiesto per confermare la propria identità e la volontà effettiva, da parte del titolare della carta, di annullare i pagamento);
  • descrizione sintetica di quello che è successo, e che motivi la richiesta di rimborso (ovviamente questa informazione deve essere coerente e valida, perchè altrimenti chiunque potrebbe farsi rimborsare anche spese che ha fatto in modo ordinario, e questo le banche, naturalmente, vogliono evitarlo).

Ci sono alcune carte di credito che permettono di effettuare questa operazione anche online, ad esempio quella di PayPal permette di aprire una contestazione direttamente via ticket. In questi casi, ovviamente, il ticket verrà valutato e se è il caso, verrete rimborsati. Sempre meglio parlare direttamente con un operatore, secondo noi, perchè in questo modo avrete sempre tutti i dettagli e le circostanze a portata di mano.

In genere i tempi di rimborso, se vanno a buon fine, sono di almeno un paio di giorni dall’avvenuta richiesta. Quindi non vi aspettate un rimborso istantaneo, che purtroppo è molto raro o impossibile: se oggi avete finalizzato la richiesta di rimborso della transazione e la stessa è andata a buon fine, aspettate almeno 7 o 10 giorni per vedere l’accredito o restituzione della somma sul vostro conto.

Annullare il pagamento direttamente dal negoziante

Una seconda cosa da fare, cosa che è possibile soltanto sul posto ovvero al momento del pagamento via POS, è quella di verificare con attenzione che – dalla ricevuta o scontrino emesso dal POS – la cifra addebitata, che viene chiaramente indicata sullo stesso, coincida con quella che dovevamo pagare. Se ciò non dovesse avvenire, ovviamente, è possibile sia chiedere la rettifica o storno dello scontrino, con apposita ricevuta annessa, oppure possiamo ricevere un rimborso in contanti della cifra ricevuta per errore. In genere, per motivi di ordine, è sempre preferibile la prima possibilità: per cui per annullare un pagamento via POS la cosa migliore è quella di chiedere uno storno del pagamento.

A seconda delle svariate situazioni che possono capitare, le cose potrebbero essere diverse nello specifico: in genere, pero’, lo storno è possibile farlo soltanto subito dopo l’emissione dello scontrino ed avvenuto pagamento. Se passa troppo tempo dall’emissione, tale operazione non sarà più possibile, anche se poi dipende sempre dal modello di POS usato e dalla politica aziendale sui rimborsi adottata dal negozio.

Photo by Mark OFlynn on Unsplash

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Come si fa un bonifico online

Il bonifico è un particolare tipo di operazione bancaria, che viene spesso utilizzata per trasferire fondi (quindi sostanzialmente per inviare denaro) da un conto corrente (detto dell’ordinante) ad un’altro (detto del beneficiario). Ad esempio se il beneficiario ha emesso fattura nei confronti dell’ordinante, quest’ultimo potrà saldare il conto della stessa mediante bonifico. In questo post ci chiariremo le idee su come si faccia un bonifico online, cioè usando internet.

Cosa serve per fare un bonifico online

Non esistono servizi free sul web che consentano, ad oggi, di effettuare un bonifico online; bisogna per forza aprire un conto online presso una banca. Si accede con username, password ed eventuale code-key di sicurezza (OTP, One Time Password), e come prima cosa bisognerà aprire un conto corrente online.

Si può aprire anche online, ad esempio con HYPE oppure con CheBanca.

Tipi di bonifico

  • Bonifico SEPA (Single Euro Payment Area), è uno dei sistemi di pagamento più diffusi che ci siano, fin dall’anno 2014; in genere l’accredito sul conto del beneficiario richiede un paio di giorni.
  • Bonifico istantaneo: viene offerto da un numero crescente di banche online, e possiede il vantaggio di essere ricevuto entro pochi secondi. In genere costa un po’ di più a chi invia, a livello di commissioni, del precedente. Si possono effettuare anche mediante Sofort e Rapid Transfer.

Come fare un bonifico su internet

In genere per fare un bonifico online è necessario andare nel sito della propria banca (internet banking), ed effettuare il login con le credenziali di accesso che ci sono state fornite

Costi del bonifico online

In genere il costo di un bonifico online è più basso di quello effettuato allo sportello, anche se ovviamente dipende sempre dalla banca e dalle condizioni che offre. Tipicamente un bonifico online può costare da 1€ a 2.50€.

Esempi per accedere all’area bonifico online della propria banca

In genere per effettuare l’accesso al proprio conto si accede al proprio account mediante sito della banca, nella sezione che può avere nomi variabili (ad esempio “Accesso area clienti“), e poi si utilizzano le nostre credenziali (quindi username, password ed eventualmente codice di conferma OTP), ed infine si va su: Conto Online > Bonifici e Giroconti> Bonifico Italia.

Anche con la PostePay (in versione Evolution) è possibile disporre di un IBAN e quindi si possono inviare bonifici online dal sito: la procedura è molto semplice dal sito poste.it ed è guidata interamente.

In generale, per inviare un bonifico online bisogna compilare i campi richiesti dal form di invio, che sono tipicamente:

  • nome e cognome – o nome società – del beneficiario (a chi mandiamo i soldi);
  • importo da inviare, fate attenzione ad indicarlo in modo corretto, ovviamente;
  • IBAN del beneficiario (che ci deve comunicare direttamente, ad esempio via email da cui possiamo copiarlo ed incollarlo; se invece ce lo mandasse su Whatsapp, basta aprire la chat sul browser, scattare una foto al QR code e copiarlo direttamente dal browser, nella massima comodità).

Per confermare l’invio dovrebbe essere richiesto un codice di conferma che dovrete generare con la chiavetta della vostra banca, oppure mediante password OTP inviata sul cellulare precedentemente registrato.

Fate attenzione a copiare correttamente l’IBAN, altrimenti i soldi non potranno arrivare a destinazione.

In genere i bonifici online, una volta eseguiti, non si possono annullare (salvo alcune eccezioni presso alcune banche), o se non entro un giorno dall’esecuzione.

Aggiornamento: da qualche tempo sono disponibili anche i bonifici istantanei, per alcune banche italiane.

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

PostePay: come annullare una ricarica?

È possibile annullare una ricarica PostePay? A quanto pare non è possibile farlo, quindi fate attenzione prima di mandare dei soldi così. Può capitare di fare una ricarica per sbaglio su una carta PostePay: e quindi come si fa ad annullare la ricarica? È possibile bloccare un pagamento PostePay?

Purtroppo, in genere, non c’è la possibilità di annullare la ricarica una volta effettuata.

Questo vale per tutte le possibili ricariche che si possono fare:

  • in un centro Sisal autorizzato (bar o tabacchino);
  • mediante ATM Postamat;
  • via sito web Poste.it

L’unica possibilità potrebbe essere quella di presentare una richiesta di rimborso recandosi ad uno sportello delle Poste Italiane, ed eventualmente allegando una copia della denuncia nel caso in cui siate state truffati. Chiedendo all’operatore e spiegando la situazione è possibile che si possa trovare una soluzione, ma bisogna parlare direttamente con qualcuno che lavora lì.

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?

Guida pratica ai pagamenti ricorrenti su internet (e come annullarli)

Cosa sono i pagamenti ricorrenti

I pagamenti ricorrenti, noti a volte con il nome inglese “recurring payments“, non sono altro che pagamenti che vengono pre-autorizzati dal cliente, in modo tale che si paghi in automatico una quota di pagamento fissa o variabile: questo meccanismo viene usato ad esempio per pagare servizi a canone fisso (ad esempio le 10 euro / mese per poter vedere Netflix, oppure il canone mensile di un servizio di web hosting). “Ricorrente” in pratica significa pressappoco “periodico”, cioè un pagamento che non avviene una volta, ma che si ripete periodicamente nel tempo oppure a intervalli più o meno regolari (ad esempio su base mensile); si tratta di uno dei servizi più comodi per pagare online.

Ovviamente bisogna fare molta attenzione quando si abilitano: il rischio è quello di trovarsi pagamenti che non si ricorda (o peggio ancora non si voleva) abilitare.

Come funzionano tecnicamente i pagamenti ricorrenti

Tecnicamente i pagamenti ricorrenti sono transazioni online che si ripetono su base periodica, ad esempio giornaliera, mensile o settimanale, e servono ad abilitare i servizi di sottoscrizione. Normalmente i servizi di sottoscrizione di pagamenti automatici avvengono con un opt-in esplicito, cioè l’utente deve selezionare di sua volontà una spunta per pre-autorizzare il pagamento. Il fatto di aver pre-autorizzato i pagamenti poi fa in modo che – nei mesi successivi – il pagamento avvenga in automatico, e questo di solito continua fino a che l’utente non disdice il pagamento ricorrente in modo esplicito.

Pagamenti ricorrenti sui siti per adulti

Molti siti web, ad esempio quelli di natura esplicita o pornografica, fanno pagare i propri servizi (ad esempio l’accesso ai video in HD o l’abilitazione di servizi online analoghi) mediante pagamenti ricorrenti: in questi casi bisogna fare molta attenzione a quello che si sottoscrive, ed al tipo di pagamento che si accetta di pagare la prima volta. In molti casi, infatti, la ricorrenza del pagamento non ricorre immediatamente, in modo tale che uno si incoraggi ad accedere al servizio: salvo che poi, dopo qualche giorno (a volte dopo un mese) l’addebito avviene, ed uno magari aveva pure dimenticato di averlo abilitato, spinto dalla curiosità di vedere immediatamente i contenuti paid.

Come disdire o annullare un pagamento ricorrente

In genere ci sono due modi per disdire l’abbonamento ad un pagamento ricorrente.

Annullare pagamento ricorrente mediante banca

  • Mediante banca. Andate dalla banca che ha emesso la carta con cui avete pagato, ad esempio di persona in filiale oppure telefonando al call center, e provate a fare presente il vostro problema. In genere, anche se non sempre, la banca dovrebbe essere in grado di annullare il pagamento ricorrente.

Annullare pagamento ricorrente Paypal

  •  Se avete pagato con Paypal e volete annullare il pagamento ricorrente, è abbastanza facile e si fa direttamente dall’interfaccia web del sito: fate login con le vostre credenziali, poi fai clic su Cronologia, cerca il pagamento che desideri annullare, cliccaci sopra, e verifica se accanto alla transazione ci sia il bottone o il link Annulla. Cliccaci, conferma facendo un altro click su Annulla pagamento e poi segui le istruzioni.

Annullare pagamento ricorrente sul sito del gateway di pagamento

  •  Questa terza soluzione è solitamente drastica ed efficace, ed è stranamento poco nota e poco utilizzata: l’ho scoperta da qualche anno e mi sembra interessante parlarne qui. In pratica dovrete identificare, a partire da quello che viene riportato nella transazione, il codice numerico relativo alla stessa. Una volta identificato il gateway di pagamento che ha effettuato il pagamento, rivolgetevi direttamente a lui: sono generalmente in grado di annullare il pagamento ricorrente una volta che abbiano identificato voi e/o la vostra carta e/o il numero della transazione, e possono anche annullare il pagamento direttamente via chat. Mi sono trovato un paio di volte a dover gestire una situazione del genere per conto terzi, e vi garantisco che è un metodo in grado di funzionare benone, molto discreto (che non è poco) ed efficace: i soldi sono ritornati sulla carta almeno in parte, unica cosa che bisogna conoscere un minimo l’inglese per poter comunicare in modo funzionale. Un noto provider o gateway di servizi per adulti è ad esempio Zombaio, ed il ticket per contestare un pagamento si può aprire da qui (hanno messo pure il supporto in italiano, a quanto pare).
0/5 (1)

Che ne pensi?

Carta di credito: come annullare un pagamento

Quando si effettua un pagamento con carta, in genere, è difficile annullare il pagamento effettuato: a differenza di metodi più sicuri come il bonifico (del quale è possibile richiedere l’annullamento) o come i pagamenti con PayPal (che entro un certo numero di giorni può essere annullato, se lo si desidera), i pagamenti con carta sono in genere complicati da annullare. Questo perché i circuiti di pagamento come VISA, ad esempio, effettuano le transazioni seguendo determinate procedure, che impediscono per quanto possibile gli addebiti non autorizzati; ma una volta che il pagamento è stato processato, in genere non è agevole fare un ricorso.

Se ad esempio mentre controlliamo l’estratto conto ci rendiamo conto che qualche addebito non autorizzato è presente, la prima cosa da fare è quella di contattare la nostra banca e chiedere informazioni in merito. Sentiamo quello che ci dicono, e prendiamo nota di eventuali riferimenti; facciamoci anche suggerire cosa fare per provare a recuperare i soldi. Non sarà facile, ma in alcuni casi possiamo anche fare una denuncia alla polizia postale, se ad esempio il pagamento è stato effettuato mediante carta di credito e qualcuno potrebbe averci clonato la carta di credito.

I casi di truffe online di questo tipo sono molto frequenti, a quanto pare, ma quello che bisogna fare è non perdere la calma e cercare di rintracciare tutti i dettagli sul pagamento effettuato: il sito di riferimento, il nome del gateway che l’ha processato e così via, la data e l’ora della transazione e così via.

In questo ambito i pagamenti ricorrenti sono molto infidi e bisogna fare attenzione; continuano a prelevare anche in seguito, provano a vedere se c’è disponibilità e si prendono i soldi, ed è il caso di alcuni servizi in abbonamento non molto trasparenti che continuano a farlo dopo che li abbiamo autorizzati la prima volta. IN questo caso quello che devi fare è annullare l’autorizzazione, anche se la banca potrebbe non avere il controllo su questa autorizzazione – motivo per cui è sempre meglio usare carte prepagate all’occorrenza e, in caso, non ricaricarle più fin quando non si riesce ad annullare il pagamento di questo tipo. Se desideri annullare un pagamento ricorrente, potresti provare a rintracciare il gateway che ha effettuato il pagamento (il nome potrebbe essere scritto nella transazione, all’interno della descrizione, anche se non sempre è così) e provare a chiedere il rimborso direttamente da loro: la banca, di suo, non può fare molto in merito, in molti casi.

Per maggiori informazioni, leggi anche la guida pratica ai pagamenti ricorrenti su internet.

Non ha ancora votato nessuno: ti va di dire la tua?

Che ne pensi?