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Trading online: come investire in rete

Avvicinarsi al mondo del trading online è sempre più facile. Moltissimi siti permettono infatti di attivare un account e di cominciare a speculare; allo stesso tempo internet propone anche materiale di vario genere, dai corsi ai consigli per tutti, esperti e neofiti. Un sito che tratta di trading online è ad esempio Forza trading; chiunque può trovare in rete tutte le informazioni che cerca e gli strumenti più validi per cominciare subito a fare affari.

Perché investire online
Le motivazioni che portano molti a investire in rete sono molteplici, a partire dalla comodità di questo genere di speculazione. Se si desidera di dare un’occhiata e testare le proprie abilità, lo si può fare in tempi brevissimi, anche in pochi minuti. Di fatto i siti di brokeraggio sono tanti, ognuno con proposte specifiche e affari in diversi mercati. Chi vuole cominciare a investire online deve semplicemente scegliere un broker e attivare il proprio account. Da notare anche il fatto che alcuni siti propongono affari ad ogni ora del giorno e dalla notte, quindi non serve avere troppo tempo libero per farlo, sono sufficienti le ore serali, al ritorno dal lavoro.

Aprire un conto
Per poter investire in rete è necessario avere a disposizione un conto operativo. Serve semplicemente attivare un account, indicando i propri dati, e versare del denaro attraverso un qualsiasi metodo di pagamento elettronico, come ad esempio una carta di credito o un portafogli online. Sarà necessario anche inviare una copia digitale dei propri documenti di identità, in quanto è necessario in Europa essere maggiorenni per poter investire. Ogni broker propone offerte differenti, alcuni versano dei fondi aggiuntivi a ogni nuovo cliente; gli affari disponibili sono molteplici, ogni broker segue in genere un singolo mercato, ma ci sono anche dei siti che propongono affari in vari mercati differenti. La scelta dipende dai propri interessi, ma anche dalle condizioni per l’attivazione del conto e per le singole speculazioni. Per chi è alle prime armi di solito è bene prediligere broker che permettano di attivare un account con un versamento minimo, per non dover avere a disposizione capitali eccessivi.

Trading con le banche
Alcuni tra gli istituti di credito presenti in Italia consentono ai propri clienti di fare trading online, attraverso il servizio di home banking. Questi servizi consentono di acquistare titoli azionari, o anche di avviare trattative con i prodotti finanziari derivati. Si tratta delle speculazioni proposte anche dai principali siti di trading online, ma effettuate attraverso l’istituto di credito che gestisce il nostro conto corrente. Tale opportunità viene proposta in genere a un costo fisso, mensile o annuale. Anche i siti di brokeraggio presentano un costo, che è però spalmato su ogni singola transazione. Di fatto invece di pagare su base periodica, si paga una piccola quota per ogni speculazione effettuata.

Le scelta del mercato
Come abbiamo detto, il trading online si effettua sia attraverso la compravendita, sia con prodotti derivati. Questi strumenti si riferiscono a beni sottostanti, scambiati nei vari mercati mondiali. La scelta dipende dalla propria predilezione, o anche dall’ambito che si ritiene conoscere meglio.

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Quanto costa la spazzatura in Italia?

Tra le varie spese che ogni famiglia deve sostenere annualmente vi è la tassa sui rifiuti: questa spesa incide sui costi delle unità familiari in maniera molto differente da regione a regione, ma soprattutto da città a città.

Cittadinanzattiva, onlus che opera sia in Italia che in Europa dal 1978 per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino” finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha esaminato nei 112 capoluoghi di provincia le tariffe Tari del 2019 prendendo come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone e con un’abitazione di 100 mq.

Da questa rilevazione è scaturita una netta differenza di costi tra Nord con una media di 258 euro, Centro con 299 euro e Sud con 351 euro di spesa. La regione con il costo più basso è il Trentino Alto Adige dove si pagano in media 190 euro, mentre la più cara è la Campania con 421 euro. Per quanto riguarda le città troviamo Catania come la più cara con una spesa media di 504 euro l’anno, mentre la città con Tari più bassa è Potenza dove si spendono all’anno in media 121 euro.

RAPPORTO SPESA E SERVIZIO

I costi relativi alla Tari non sono sempre rapportati effettivamente ai rifiuti prodotti, creando un’insoddisfazione tra la popolazione che ritiene di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti, infatti lo sostengono l’83,4% delle famiglie in Sicilia, l’80,2% in Umbria, il 79,1% in Puglia e il 78,4% in Campania. Questo fa si che il cittadino non essendo soddisfatto, non reputa necessario adottare comportamenti idonei allo smaltimento dei rifiuti creando un circolo vizioso che non permette di creare servizi innovativi di gestione dei rifiuti.

Questo è un dato di fatto che crea enormi differenze tra le città: solo il 605 dei comuni o delle aziende che gestiscono il servizio ha effettivamente elaborato una Carta dei servizi e spesso non si è a conoscenza di informazioni basilari come quando vengono igienizzati i cassonetti o pulite le strade. Informazioni che ogni cittadino dovrebbe conoscere per il buon senso civico.

Da un’analisi attendibile è scaturita una netta differenza di costi tra Nord con una media di 258 euro, Centro con 299 euro e Sud con 351 euro di spesa. La regione con il costo più basso è il Trentino Alto Adige dove si pagano in media 190 euro, mentre la più cara è la Campania con 421 euro. Per quanto riguarda le città troviamo Catania come la più cara con una spesa media di 504 euro l’anno, mentre la città con Tari più bassa è Potenza dove si spendono all’anno in media 121 euro.
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